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Spaccio nei boschi della Valtellina, obbligo di dimora per 19 persone

martedì, 14 luglio 2020

Sondrio – Operazione antidroga dei carabinieri del comando provinciale di Sondrio che hanno eseguito un’ordinanza di obbligo di dimora e perquisizione a carico di diciannove persone ed elementi sull’arresto operato sabato scorso in Val Tartano. Uno spacciatore è stato arrestato e un altro, originario del Marocco, è fuggito e scivolato in fondo ad un burrone, morendo sul colpo.

L’attività era in corso da mesi e le aree boschive venivano tenute sotto controllo, dopo quanto accaduto sabato scorso i carabinieri hanno intensificato le indagini nella lotta allo spaccio nelle aree boschive della Bassa Valtellina, in particolare nel Comune di Talamona (Sondrio).

112 carabinieri largeOggi al Comando Provinciale Carabinieri di Sondrio sono stati illustrati, alla presenza del colonnello Emanuele De Ciuceis. comandante provinciale dei carabinieri di Sondrio, del tenente colonnello Rocco Taurasi, del Maggiore Serena Federica Galvagno e del sostituto procuratore Marialina Contaldo, che ha coordinato le indagini, i risultati dell’attività, con l’esecuzione di un’ordinanza di obbligo di dimora a carico di 19 persone, a vario titolo coinvolti nell’attività di spaccio per la quale sabato è stato tratto in arresto un giovane marocchino.

19 NEI GUAI: I DETTAGLI

Nella mattinata odierna i carabinieri della Sezione Operativa della Compagnia di Sondrio, in collaborazione con le Compagnia di Chiavenna, Tirano e Lecco, hanno eseguito sul territorio della provincia e di Colico, 19 misure di obbligo di dimora nei confronti di altrettanti soggetti indagati di concorso in produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti o psicotrope.

L’attività dei Carabinieri della Sezione Operativa di Sondrio, oltre all’attento controllo, trae origine dalle seganlazioni di alcuni cittadini che informavano le forze dell’ordine di un anomalo movimento di macchine in località viadotto per il Tartano del comune di Talamona.

Le verifiche preliminari hanno permesso di confermare la notizia e di analizzare meglio la situazione che si stava venendo a verificare dimostrando immediatamente che la zona era stata presa come base logistica per una fruttuosa attività di spaccio.

A marzo 2020, coordinati da Marialina Contaldo, sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Sondrio, gli uomini della Sezione Operativa avviavano l’operazione Pandemia (così denominata per il fatto che mentre tutte le attività nazionali si fermavano difronte l’emergenza Covid-19, lo spaccio continua fiorente ed indisturbato).

Le attività più classiche di osservazione permettevano di comprendere che il gruppo criminale era costituito da persone di nazionalità straniera, le attività tecniche, invece permettevano di far emergere il modus operandi del gruppo criminale. Gli stranieri, infatti, avevano costituito nei boschi del Tartano un fiorente supermercato di sostanze stupefacenti anche di differenti qualità. Lo spaccio si svolgeva dalla mattina fino alle ore serali per interrompersi solo durante la notte. i clienti dopo un primo contatto telefonico, per la prenotazione della sostanze, raggiungevano la località in macchina o in bicicletta ed effettuavano lo scambio su strada (SP11) in posti differenti per non suscitare i sospetti di alcuno. Le attività hanno permesso di identificare circa 100 clienti con un giro d’affari giornaliero di circa 2 mila euro.

Durante l’attività è risultato anomalo il fatto che i marocchini stanziassero all’interno del bosco per molti giorni per rincasare nella zona del milanese solo per i rifornimenti della merce per lo spaccio. Il proseguo dell’attività permetteva di comprendere che tale possibilità era data dalla disponibilità di alcuni clienti di fornire agli spacciatori una collaborazione logistica che gli permetteva una lunga permeanza all’interno del bosco.

Il Gip, con il provvedimento cautelare, condivideva l’ipotesi accusatoria presentata dal pubblico ministero secondo la quale gli spacciatori, erano colpevoli del reato di produzione, traffico e detenzione illecita di sostanze stupefacenti o psicotrope e 19 clienti concorrevano nel reato in quanto, con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, in concorso materiale e morale tra di loro, fornivano supporto logistico tale da assicurare ed agevolare l’ attività di spaccio.

Sabato si attivava un articolato dispositivo per effettuare un’accurata attività di osservazione dei soggetti sul territorio boschivo.

Giunti sul posto, dopo qualche ora d’attesa, la telefonata di un cliente dava la possibilità di procedere a bloccare Mourad Sanhaji, individuato a capo dell’organizzazione. Successivamente si procedeva al controllo dell’area boschiva; due soggetti si davano alla fuga e mentre uno riusciva a far perdere le proprie tracce, l’altro cadeva in un dirupo morendo sul colpo.

Il successivo sopralluogo nel covo del gruppo permetteva di rinvenire quanto necessario per rendere la permanenza più comoda; inoltre venivano rinvenuti 70 grammi di eroina, 30 grammi di cocaina insieme a modiche quantità di hashish e marijuana, e 600 euro in banconote di vario taglio, guadagno di mezza giornata d’attività. Continua l’attività dei Carabinieri per risalire a fornitori e clienti.



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