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Minacce e violenza su capotreno, denunciato sulla Merano-Malles

giovedì, 23 luglio 2020

Malles Venosta – I militari della Stazione Carabinieri di Malles Venosta unitamente a quelli della Stazione di Proto allo Stelvio hanno denunciato un trentaduenne per i reati di violenza, minaccia, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale e porto di oggetti atti a offendere.

carabinieri largeDue pattuglie sono dovute intervenire al capolinea della linea ferroviaria, a Malles Venosta, dopo che il macchinista di un treno regionale Merano-Malles aveva chiesto aiuto al numero unico europeo di pronto intervento 112.

L’uomo, verso le cinque meno venti del pomeriggio, arrivato al capolinea, ha informato i passeggeri che dovevano scendere dal treno. Uno di essi però è rimasto seduto. Allora il capotreno, pensando che non avesse sentito o capito, si è avvicinato e glielo ha ripetuto. L’uomo, un energumeno barbuto di quasi due metri di altezza, si è alzato e ha messo le mani addosso al ferroviere, colpendolo con un pugno. Poi è indietreggiato e ha iniziato a insultarlo e a minacciarlo di morte, con epiteti anche contro la madre. Quindi di nuovo, lo ha spinto e minacciato.

Il capotreno, visto che l’aggressore era in possesso di un coltello si è subito allontanato e, una volta fuori dal mezzo ha telefonato al 112 riferendo l’accaduto.

All’arrivo dei carabinieri lo scellerato ha preso a oltraggiare pure loro. I militari lo hanno identificato e perquisito, trovandogli addosso un coltello da cucina. Portatolo in caserma, lo hanno denunciato per i reati di violenza, minaccia, resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale e porto di oggetti atti a offendere.

Gli addetti del servizio ferroviario, svolgendo un servizio per la collettività, sono giuridicamente annoverati tra gli incaricati di pubblico servizio e pertanto tutelati dalla legge penale come i pubblici ufficiali. Ingiuriare, minacciare o aggredire un controllore, un bigliettaio, un conducente è una condotta punita con la reclusione. Il denunciato, un 33enne romeno senza fissa dimora già noto alle forze dell’ordine, peraltro aveva recentemente (maggio) tenuto analogo comportamento a Mestre a bordo di un bus per il trasporto locale urbano.



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