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Esine, l’omicidio di Vincenzo Arrigo per un mozzicone di sigaretta

martedì, 2 giugno 2020

Esine – L’omicidio di Vincenzo Arrigo a Esine (Brescia) è scaturito da una lite per un mozzicone di sigaretta e in una situazione di degrado con due persone – vittima e assassino – che vivevano di stenti. Ieri sera – secondo quanto ricostruito dai carabinieri della stazione di Esine e del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Breno – Bettino Puritani, 53 anni, ha ospitato in casa l’amico Vincenzo Arrigo, 58enne, agli arresti domiciliari per maltrattamenti nei confronti della ex compagna.

Esine omicidio - carabinieri 2

Ne è nata una discussione per le sigarette e alla richiesta di andare per strada a cercare mozziconi di sigaretta da fumare, tra i due sarebbe scaturita una lite a colpi di roncola, utilizzata per tagliare la legna. Bettino Puritani, assistito dall’avvocato Marino Colosio, è stato interrogato oggi dal pm Paolo Savio e si è difeso raccontando che Vincenzo Arrigo è stato il primo a scagliarsi con la roncola contro di lui ed ha mostrato i segni sulle braccia.

Restano molti interrogativi. I due – Vincenzo Arrigo e Bettino Puritani – durante gli anni di carcere (2013- 2015) erano stati compagni di cella di un ex informatore dei servizi segreti condannato all’ergastolo e furono sentiti durante il processo come testimoni. Ieri sera Vincenzo Arrigo è stato ucciso e Bettino Puritani è stato rinchiuso nel carcere di Canton Mombello con l’accusa di omicidio. Nei prossimi giorni l’interrogatorio di garanzia.



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