Questo sito utilizza cookie tecnici e di profilazione anche di "terze parti" per inviarti pubblicità e servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookies. Se vuoi saperne di più o negare il consenso clicca qui.
X
Ad
Ad


Brescia: imprenditore tentò di corrompere finanzieri, condannato

giovedì, 19 novembre 2020

Brescia – Imprenditore tentò di corrompere finanzieri, condannato a due anni e 2 mesi e confiscati 779mila euro in contanti. Il giudice delle udienze preliminari del tribunale di Brescia ha condannato, con rito abbreviato, un imprenditore italiano per istigazione alla corruzione a 2 anni e 2 mesi di carcere e disposto nei suoi confronti la confisca di denaro contante per 779mila euro.

Soldi - contanti - denaro 1I fatti risalgono al 30 giugno di quest’anno quando, durante la perquisizione di un fabbricato industriale di Lograto (Brescia) disposta dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Brescia, l’indagato che assisteva alle operazioni – imprenditore operante nel settore delle manutenzioni meccaniche, 65enne di origini siciliane – ha proposto al Comandante della Compagnia di Brescia e ad un ispettore dello stesso Reparto di tenere per sé circa 70mila euro in contanti, che gli stessi militari avevano appena rinvenuto nascosti all’interno del vano motore in un muletto presente nell’immobile. In cambio gli operanti avrebbero dovuto interrompere le proprie ricerche e, quindi, sospendere la perquisizione.

Le Fiamme Gialle hanno quindi proceduto immediatamente all’arresto dell’uomo per istigazione alla corruzione, proseguendo, nel contempo, l’ispezione nei locali, ove sono state rinvenute, abilmente occultate, ulteriori mazzette di banconote per una somma complessiva di 779mila euro.

tribunale Brescia

L’imprenditore era coinvolto in una indagine per false fatture. L’ingente somma trovata era assolutamente incoerente con i 160mila euro lordi dichiarati complessivamente negli ultimi 20 anni dall’intero suo nucleo familiare. Per questo il sequestro del tesoretto scoperto, che inizialmente è avvenuto a fini probatori, è stato poi convertito in sequestro preventivo per sproporzione e, con la sentenza davanti al Gup, incamerato dallo Stato a titolo di confisca.

Questa sentenza conferma ulteriormente l’impegno e l’efficacia con cui la Guardia di Finanza di Brescia opera sul territorio in difesa della legalità, delle libertà economiche e del mercato.



© Gazzetta delle Valli - Testata registrata in tribunale, direttore responsabile Alberto Panzeri - P. IVA 03457250136