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Bolzano, operazione Jamba Express: raffica di arresti dei carabinieri per spaccio

mercoledì, 7 ottobre 2020

Bolzano – Operazione “Jamba Express” dai carabinieri di Bolzano, pioggia di marijuana sulla città e arresti in corso. I militari della Compagnia Carabinieri di Bolzano con il supporto di quelli delle compagnie limitrofe, del nucleo cinofili e del 7° Reggimento carabinieri di Laives (Bolzano), stando dando esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari di Bolzano dopo che i militari dell’arma hanno ricostruito e provato un vasto traffico di droga in ingresso nel capoluogo altoatesino da febbraio a oggi, incluso tutto il periodo del lockdown, gestito da un’organizzazione criminale gambiana.

carabinieri bolzano

Decine di viaggi dei corrieri dimostrati e quasi dieci chilogrammi di marijuana sequestrati.

I DETTAGLI

I militari della Compagnia Carabinieri di Bolzano con il supporto di quelli delle compagnie limitrofe e di Vicenza, Torino e Novara, del nucleo Carabinieri cinofili di Torreglia (PD) e del 7° Reggimento CC di Laives, all’alba di oggi, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bolzano, procedendo all’applicazione di sei misure cautelari, quattro personali (custodia in carcere) e due reali, nei confronti di quattro individui di origine gambiana, domiciliati in Bolzano, Vicenza e Novara, nonché di due tassisti bolzanini. L’attività investigativa, portata avanti dallo scorso mese di maggio dai militari del capoluogo altoatesino diretti dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Bolzano, ha consentito di trarre in arresto complessivamente undici persone, deferendone una in stato di libertà (tutti gambiani), nonché rinvenendo e sottoponendo a sequestro quasi undici chilogrammi di sostanza stupefacente del tipo marijuana (con un valore stimato sul mercato illecito tra i 160.000 e i 220.000 euro).

La vasta operazione di polizia giudiziaria, frutto di prolungate investigazioni, supportate da lunghi servizi di osservazione e pedinamento, nonché dall’ utilizzo di sofisticate attività tecniche, ha consentito di disarticolare una compagine criminale, composta secondo gli investigatori da dieci individui, tutti indagati per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso. Il gruppo ha a capo un gambiano ventiquattrenne, da tempo in Italia, il quale aveva stretti contatti con altri soggetti della criminalità gambiana in tutta Italia, ritenuto dagli inquirenti il dominus dello spaccio di marijuana sulla piazza bolzanina. È stato appurato che quest’ultimo con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, in concorso materiale e morale con altri otto connazionali, nonché con due italiani, abbia acquistato al fine di rivenderla, in più occasioni, sostanza stupefacente del tipo marijuana, organizzandone il trasporto nel capoluogo altoatesino, in modo tale da rifornire le “piazze di spaccio” di molti comuni dell’Alto Adige e in particolare la piazza della stazione ferroviaria di Bolzano e le aree limitrofe, come piazza Silvius Magnago e l’area retrostante il teatro comunale e la CCIAA. Tale individuo si avvaleva di alcuni suoi connazionali, che utilizzava come corrieri, inviati in trasferta in altre città, quali Vicenza, Novara, Roma e Napoli, per rifornirsi di ingenti quantitativi di stupefacente. I viaggi in questione, durante il lockdown, a causa delle restrizioni, erano effettuati in taxi. In particolare due tassisti di Bolzano, un uomo ed una donna, rispettivamente un quarantottenne di San Genesio e una cinquantunenne bolzanina, hanno trasportato i corrieri della droga decine di volte. Per tale motivo è stato disposto nei loro confronti il sequestro preventivo delle autovetture-taxi, utilizzate per l’attività criminosa. Il valore complessivo stimato delle vetture è stato quantificato in euro 80.000 circa.

Lo stupefacente veniva custodito in un residence di Appiano sulla strada del vino e in un appartamento dello stesso comune, dove alcuni degli indagati hanno domiciliato per lungo tempo. I militari dell’Arma hanno appurato che il capo di tale organizzazione, durante il periodo del lockdown, riusciva a vendere in città circa addirittura un chilogrammo di droga al giorno (tra i 15 e i 20.000 euro al giorno che significa tra i 3,5 e i 4,8 milioni di euro di “fatturato” negli otto mesi di attività). Lo stesso, in alcune occasioni, ha riferito di sentirsi quasi “braccato” dai militari dell’Arma, a causa dei numerosissimi controlli e sequestri effettuati, soprattutto nella zona della stazione ferroviaria, tanto da decidere in più di un’occasione di far viaggiare i corrieri della droga con treni diversi in distinte fasce orarie.

L’attività ha consentito, altresì, di individuare e arrestare due dei fornitori dello stupefacente, residenti in Vicenza e Novara. Con gli stessi il dominus dell’organizzazione aveva numerosissimi contatti, ricevendo consigli utili, dati allo spregevole scopo di guadagnare più soldi vendendo tali sostanze nocive. In particolare, il fornitore di Vicenza in una conversazione spiega che lo stupefacente va sempre tagliato in modo diverso in base all’etnia dei clienti.

L’operazione odierna ha visto impegnati circa cento militari dell’Arma tra questo capoluogo, Vicenza, Torino e Novara, che hanno, in maniera coordinata, proceduto all’esecuzione delle misure cautelari contemporaneamente nelle città di Bolzano, Vicenza e Torino nonché hanno eseguito diverse perquisizioni domiciliari. Gli arrestati sono stati ritenuti – per i precedenti di polizia e penali, nonché per le “abilità” e “professionalità” acquisite grazie all’intensa attività criminale – altamente capaci a delinquere, pericolosi, dediti professionalmente allo spaccio e potenzialmente capaci di darsi alla macchia. Per questo motivo sono stati associati alle case circondariali di Bolzano, Vicenza e Torino.

Questa mattina, nel corso delle perquisizioni domiciliari delegate dall’autorità giudiziaria bolzanina è stato arrestato anche un altro gambiano, ventenne noto alla ff.oo., poiché trovato in possesso di circa 160 grammi di marijuana, un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi. Anche per lui si sono aperte le porte del carcere di Bolzano.



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