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Alto Adige, 47 furti in abitazione: due in carcere, tre complici denunciati

sabato, 3 ottobre 2020

Bolzano – I militari del Nucleo Investigativo Carabinieri di Bolzano hanno arrestato due ladri seriali accusati – per ora – di 47 furti in abitazione in Pusteria, Bassa Atesina, Oltradige e Burgraviato. carabinieri controlli - BolzanoAltri tre complici denunciati a piede libero. Tutti e cinque accusati di associazione per delinquere. Centinaia di oggetti recuperati.

LA MAXI-OPERAZIONE

I militari del Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Bolzano, hanno arrestato due persone per associazione per delinquere finalizzata ai furti in abitazione e ne hanno denunciate tre per favoreggiamento e/o ricettazione di refurtiva.

La cattura è stata possibile, in fase esecutiva, anche grazie alla collaborazione dei militari della Compagnia CC di Egna, in questa provincia, e dei nuclei investigativi di Verona e Trento e della Compagnie CC di Trento, Verona, Rovereto, San Bonifacio e Legnago, in quelle province.

Lo scorso mese di dicembre (2019) i carabinieri di Bolzano avevano arrestato due albanesi membri di una banda di ladri che aveva fatto quasi 60 furti in provincia di Bolzano. I due erano stati sottoposti a fermo d’indiziato di delitto poiché i carabinieri di Bolzano avevano realizzato che stavano per rientrare in Albania per le feste e sarebbero potuti sfuggire alla cattura portandosi dietro la refurtiva. L’indagine era stata convenzionalmente denominata “funambolo 2019” poiché i due erano ladri-acrobati, capaci di arrampicarsi sulle grondaie e saltare di balcone in balcone.

Subito dopo i due arresti però i carabinieri di Bolzano si erano accorti che i furti in abitazione erano ripresi. Con i due funamboli in carcere doveva essere qualcuno che aveva preso il loro posto. E così la minuziosa consueta attività del nucleo investigativo di Bolzano è ripartita, questa volta anche con il coinvolgimento dei militari dei nuclei operativi e radiomobili delle compagnie carabinieri di Egna e Brunico. Mettendo insieme i dettagli dei primi furti di gennaio, chiaramente opera della stessa mano, i carabinieri hanno messo insieme gli indizi e sono riusciti a stringere il campo di ricerca dei ladri arrivando ad individuare il loro veicolo. I carabinieri però sono stati fermati. Tra di essi e i ladri si è purtroppo frapposto un comune nemico, il Covid. Il blocco totale, il lockdown, ha da un lato bloccato i ladri costringendoli a non poter uscire da Verona e dall’altro impedito ai militari dell’Arma di chiudere il cerchio su di essi e poterli arrestare. Peraltro una delle nottate più drammatiche è stata proprio la notte tra il 7 e l’8 di marzo quando ad Andriano oltre a diversi preziosi sono state rubate due pistole semiautomatiche.

Sfortuna su sfortuna, per una malvagia “legge di Murphy” («se qualcosa può andare storto, lo farà»), al termine della pandemia, quando i ladri hanno ricominciato la propria opera criminale, i carabinieri hanno scoperto che la loro auto era incidentata e quindi inservibile. Mai dati per vinti, hanno ricominciato a girare la notte per provare a fiutare la preda come dei segugi. E ci sono riusciti.

Hanno quindi pian piano, prima individuato alcuni “covi” tra Trento, Rovereto e la provincia di Verona, a Oppeano, ad Arcole e a San Giovanni Lupatoto. Poi hanno compiutamente identificato i due arrestati e tre donne, loro amiche, che li ospitavano e nascondevano la refurtiva (favoreggiamento) e che si occupavano di far gestire la refurtiva (ricettazione).

Costruito quindi e riferito alla Procura della Repubblica di Bolzano un robusto quadro accusatorio, i carabinieri si sono preparati a intervenire. Nel frattempo il Pubblico Ministero competente ha chiesto al giudice per le indagini preliminari l’emissione di una adeguata misura cautelare, la custodia in carcere.

Giovedì mattina quindi i carabinieri bolzanini, con l’aiuto di un robusto rinforzo delle Compagnie carabinieri di Trento, Rovereto, Verona, Legnago e San Bonifacio, si sono presentati alle cinque del mattino alla porta delle abitazioni degli indagati per eseguire gli arresti e cinque perquisizioni.

Sono quindi finiti in carcere due stranieri nullafacenti già noti per reati contro il patrimonio, un 36enne moldavo e un 26enne albanese. Le loro case e quelle di tre donne che li avevano aiutati (indagate a piede libero a vario titolo per favoreggiamento e ricettazione) sono state setacciate dai militari dell’Arma.

Il risultato, sebbene non miracoloso (sarebbe stato impossibile trovare tutto il maltolto) è stato notevole e inaspettato. Decine di monili in oro e argento, addirittura monete e lingotti di metalli preziosi, trenta orologi di cui alcuni di estremo valore, sedici tra telefoni cellulari e tablet, due personal computer, oltre a quattro smerigliatrici, torce, guanti da lavoro, cacciaviti e piedi di porco. I militari hanno anche sequestrato i veicoli utilizzati per le scorribande dai ladri, tre potenti berline tedesche e una monovolume, anch’essa teutonica. Singolare che nell’auto appena usata per andare a rubare (sono in corso accertamenti su dove siano stati tra mercoledì e giovedì, l’auto era ancora calda) ci fossero diverse mascherine chirurgiche. Saranno servite per rispettare le norme anti-Covid tra “lavoratori” della stessa “azienda” oppure quale ausilio al camuffamento?

I due arrestati, sottoposti a rilievi fotodattiloscopici presso il comando provinciale carabinieri di Verona, sono stati associati al carcere scaligero in attesa dell’interrogatorio del giudice.

Sono tutti (anche le tre donne, due moldave di 37 e 27 anni e un’albanese di 37 anni) accusati di associazione per delinquere finalizzata a commettere furti in abitazione e gli vengono addebitati quarantasette furti per ora (33 dal 10/01 al 07/03 e 14 dal 30/05 al 05/07, nelle zone di Brunico, Falzes, Parcines, Andriano, Nalles, Appiano, Egna, Tesimo, Andriano, Cavaion Veronese, Trento, Feltre). Le indagini continuano sugli elementi raccolti nelle perquisizioni ed è molto probabile che si riesca a ricostruire altri reati da contestare loro.

L’operazione, quale ideale prosecuzione di quella dell’autunno-inverno 2019, è stata denominata “funambolo 2020”. Al netto degli ulteriori furti che saranno scoperti e chiariti nei prossimi giorni, al momento sono stati scoperti più di 100 furti da ottobre 2019 a oggi.

Ora arriverà la parte più bella, restituire alle vittime le loro cose (sono stati sequestrati, oltre alle quattro auto, 194 oggetti), spesso oggetti che oltre a un valore economico hanno anche un forte valore affettivo poiché regali ricevuti per occasioni speciali (battesimi, lauree, matrimoni, ecc.).



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