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Scuole materne ed elementari, i dati sulle lezioni in presenza in Alto Adige dopo il lockdown “totale” della Provincia

lunedì, 16 novembre 2020

Bolzano – Emergenza Covid-19, in provincia di Bolzano primo giorno di “lockdown” anche per gli istituti scolastici: nelle scuole italiane il 17% dei bambini fruisce in questi giorni della didattica in presenza nelle scuole materne. Il dato è pari invece al 12% per le scuole elementari.

Questa settimana in Alto Adige le scuole, dalla primaria alla secondaria di I grado (scuola media) sono tutte passate alla didattica a distanza, con l’eccezione delle scuole dell’infanzia, per le quali non è previsto l’insegnamento a distanza. L’ordinanza firmata la settimana scorsa dal Presidente Arno Kompatscher, come noto, prevedeva un’eccezione per i genitori che lavorano in servizi ritenuti essenziali per il buon funzionamento del sistema: le scuole dell’infanzia e primarie accolgono quindi in presenza i figli di questi lavoratori appartenenti a specifiche categorie.  “Ad oggi nelle scuole dell’infanzia in lingua italiana sono stati accolti in presenza circa il 17% dei bambini, mentre nelle scuole primarie i presenti arrivano circa al 12% dei frequentanti – sottolinea l’assessore provinciale Giuliano Vettorato, illustrando così la situazione negli istituti italiani – nelle scuole secondarie di I e II grado (medie e superiori) la didattica in presenza viene garantita ai ragazzi con bisogni educativi speciali e a quelli in situazioni sociali difficili”.

Didattica a distanza sincrona e asincrona

Le attività a distanza svolte dagli studenti, va ricordato, possono essere in modalità sincrona o asincrona. In pratica, vi possono essere attività basate sull’interazione immediata tra studenti e docenti, come le videolezioni e attività slegate dall’interazione fra insegnanti e ragazzi, come l’approfondimento di argomenti sulla base di materiali predisposti dall’insegnante, la visione di video indicati dal docente, esercitazioni appositamente costruite, definite attività asincrone. “I consigli di classe possono decidere come combinare le attività, oppure se prediligere le une o le altre – sottolinea il Sovrintendente Vincenzo Gullotta   – si tratta di una scelta che tiene conto di diverse variabili: dalle caratteristiche del gruppo classe alla presenza di situazioni particolari tra i ragazzi o i docenti. Ogni consiglio di classe deciderà in maniera autonoma come combinare le diverse modalità, tenendo presente le indicazioni fornite dal collegio docenti e dal dirigente scolastico”.

Strutture per la prima infanzia

Per quanto riguarda la prima infanzia nei nidi, riferisce l’assessora al sociale Waltraud Deeg, “nelle microstrutture e presso le Tagesmutter la presenza è stata intorno al 10%” (non sono però ancora disponibili i dati di due comprensori importanti come Merano e Laives).

Presenze nelle scuole in lingua tedesca e ladina

Nelle scuole dell’infanzia in lingua tedesca il 17,45% dei bambini potrà godere questa settimana del sostegno pedagogico all’interno delle strutture: si tratta di 2.109 bambine e bambini dei 12.087 iscritti in una delle 575 strutture della provincia. Con il 21,22%, la percentuale più alta si registra nel comprensorio di Bressanone, quella più bassa nel comprensorio di Bolzano con il 12,65%. Nelle scuole primarie di lingua tedesca si avvale dell’offerta circa il 18% dei 20.234 alunni iscritti. Con il 35,7%, la percentuale più alta si registra nel distretto scolastico Bressanone/Millan, quella più bassa nel distretto scolastico di Malles con il 7,3%. A Bolzano, il dato complessive di alunne e alunni che godranno del servizio in presenza si attesta sul 21,3%. Nelle scuole dell’infanzia in lingua ladina ha fruito delle lezioni in presenza l’8,64% dei bimbi (57 su 660). Alle elementari, invece, è andato a scuola circa il 10% dei bambini.

Due nuovi casi di positività nella scuola italiana

Oggi, infine, vengono intanto segnalati altri due casi di positività al Covid-19 negli istituti in lingua italiana della provincia. Un caso viene registrato alla scuola primaria “Antonio Rosmini” di Bressanone e un altro presso la scuola dell’infanzia “Bambi” di Bolzano, dove una sezione è stata posta in quarantena fino al 20 novembre.



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