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Lockdown, Lombardia in attesa. Fontana: “Modello del Governo non coincide con richieste regionali”

lunedì, 2 novembre 2020

Milano – “Una riunione interlocutoria. Le parti, infatti, si sono lasciate con l’accordo di aggiornarsi in tempi rapidi, non appena saranno formalizzati i nuovi provvedimenti del Governo. Prima di allora sarebbe infatti impossibile prendere ogni tipo di decisione”.

Lo comunica, in una Nota, la Regione Lombardia nella quale si spiega che “il presidente Attilio Fontana ha relazionato l’UPL l’ANCI e i sindaci dei capoluogo di Provincia sull’esito dell’incontro avvenuto questa mattina con il Governo e ha illustrato l’evoluzione della curva epidemiologica in Lombardia”.

“Il governatore – prosegue la Nota – ha fatto presente ai sindaci che alcune delle eventuali nuove restrizioni annunciate dal presidente del Consiglio sono già in vigore in Lombardia, come il 100% della didattica a distanza nelle scuole superiori, la chiusura dei centri commerciali il sabato e la domenica e la limitazione oraria degli spostamenti”.

fontana“Il presidente Fontana – si legge nella Nota – ha quindi spiegato che, secondo quanto riferito dal Governo, verrebbero previste eventuali ‘fasce’ all’interno delle quali potrebbero essere applicate ulteriori misure restrittive graduali da concordare tra Governo e Regioni”.

“Un modello – continua la Nota – che non coincide con quanto richiesto dalla Conferenza delle Regioni secondo cui non bisognava differenziare i provvedimenti tra territori e territori, ma agire con scelte di carattere nazionale. Richiesta, questa, a oggi, non accolta dall’Esecutivo”.

“Infine – conclude la Nota – il governatore Fontana ha riferito di avere, ancora una volta, sollecitato il Governo a garantire ristori concreti e adeguati per le categorie interessate da nuove restrizioni”.

LOMBARDIA ZONA A RISCHIO?
La Lombardia è indicata da molti come possibile zona a rischio e che potrebbe rientrare nel caso peggiore tra i tre che verranno adottati dal Governo per classificare l’Italia nel nuovo Dpcm (zone a basso, medio e alto rischio) in base a 22 indicatori epidemiologici, rischiando dunque regole severissime e chiusura generalizzata: ad allontanare l’ipotesi però in giornata è stato il sindaco di Milano, Giuseppe Sala.

“Ad oggi lato Regione Lombardia non si ipotizza nemmeno lontanamente di andare verso un lockdown stile marzo e aprile e io lo condivido”, ha dichiarato il primo cittadino in Consiglio comunale, riferendo all’aula della riunione che si è conclusa da poco con la Regione Lombardia e i sindaci lombardi sull’emergenza Covid.

“Fontana ha sottolineato, e di questo ne abbiamo parlato anche durante il fine settimana, che a nuove restrizioni deve corrispondere ristoro da parte del governo, indicando quanto e quando rispetto a chi viene chiuso”, ha aggiunto Sala.



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