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L’Alto Adige al vertice nazionale nel campo della donazione di organi

mercoledì, 27 luglio 2016

Bolzano – In 109 dei 116 comuni altoatesini è ora possibile rilasciare la dichiarazione di disponibilità alla donazione di organi. tabella

Sono ben 109 su 116, pari al 94%, i Comuni altoatesini che prendono parte alla campagna informativa promossa a partire dal 2015 dall’assessora provinciale alla sanità ed alle politiche sociali, Martha Stocker, a favore della dichiarazione di volontà a favore della donazione di organi.

L’assessora provinciale è particolarmente soddisfatta dei risultati ottenuti dalla campagna informativa, promossa in collaborazione con l’Associazione per la donazione di organi AIDO e con il Consorzio dei Comuni, che ha consentito di sensibilizzare la popolazione nei confronti di questa importante tematica di notevole valenza sociale.

Nella tabella allegata il numero dei Comuni altoatesini risulta ancora fermo a 96 a causa del ritardo nella registrazione delle adesioni dei Comuni da parte del Centro trapianti di Roma. Il numero reale è invece di 109.

L’elenco dei Comuni che prendono parte attiva alla campagna di sensibilizzazione è riportato nel sito del Consorzio dei Comuni all’indirizzo:  http://www.gvcc.net/it/Donazione_degli_organi_elenco_dei_Comuni.

Il principale risultato della campagna è rappresentato dal fatto che nell’arco di un anno è stato quasi coperto il fabbisogno di organi da donare a favore dei pazienti altoatesini nella lista d’attesa che viene gestita dal Centro trapianti di Innsbruck.

“Grazie al coinvolgimento degli Uffici anagrafici presso i Comuni ed alla sensibilizzazione delle persone sono stati raggiunti risultati lusinghieri sia a livello locale che nazionale consentendo di donare una seconda vita a numerosi pazienti in lista d’attesa per la donazione” afferma l’assessora Stocker.

La posizione di leader raggiunta dall’Alto Adige a livello nazionale, con il 94% dei Comuni coinvolti, è ancora più evidente se si considera che al secondo posto si colloca l’Umbria con il 55,4% dei Comuni, l’Emilia Romagna con il 33,2%, mentre nelle altre Regioni i valori si collocano al di sotto di questi valori.


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