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I vini della Cantina Bignotti fiore all’occhiello della Valle Camonica

giovedì, 11 giugno 2020

Piancogno – E’ tra i fiori all’occhiello della Valle Camonica e in questi anni ha conquistato spazi importanti nel panorama vitivinicolo. La Cantina Bignotti a Piamborno è nata dall’idea di riscoprire la tradizione vitivinicola camuna: l’azienda è stata fondata nel 1997 quando la famiglia decise di intraprendere la coltivazione del piccolo vigneto che il nonno Pietro aveva sempre condotto, vinificando le uve nelle storiche cantine del Quattrocento, in via Monte Grappa.

Vigneti - BignottiGLI APPEZZAMENTI - A Piancogno lungo l’antica strada comunale delle Volte che collega il paese di Piamborno con la frazione Annunciata, si estendono due appezzamenti di vigneto che danno origine ai vini Bignotti: il primo vigneto che si incontra lungo la via delle Volte si scorge dietro la chiesa del paese di Piamborno ed è il vigneto da cui tutta la realtà ha preso vita che si trova di fianco alle cantine storiche del 1400 dove ancora oggi avviene la vinificazione e l’affinamento di tutti i vini ‘Cultivar delle Volte’, mentre il secondo appezzamento si trova invece più avanti nella ‘conca del Fenocolo’, appena al di sotto del primo dei tanti tornati che caratterizzano l’antica strada. In Valle Camonica nel Primo Novecento venivano coltivati 2.500 ettari di vigneti, oggi sono poco meno di 200. La famiglia Bignotti ha avviato il recupero della tradizione e l’idea per il futuro è creare un percorso enogastronomico, un’attrattiva per camuni, turisti ed esperti del settore.

Vini Bignotti 04PRIMA BOTTIGLIA - Nel 1998 è rinata la prima bottiglia di vino camuno: il Cultivar delle Volte, un vino di montagna con un gran carattere di territorialità. Nel 2001 il piccolo vigneto è ormai completamente reimpiantato e la famiglia decide di acquistare un altro terreno, incolto da venticinque anni e in gran parte rimboschito ma sin dal Medioevo vocato alla viticoltura per la sua esposizione: il vigneto del Fenocolo. Ha qui inizio un’opera di recupero territoriale che ha portato l’azienda a coltivare circa tre ettari di terra. Oggi infatti il vigneto del Fenocolo è interamente terrazzato: le pendenze sono maggiori del 30% e nei punti più ripidi superano il 70% rendendo la coltivazione particolarmente laboriosa ma generando i migliori presupposti per un gran vino. A fianco dei vigneti la famiglia ha piantato anche un uliveto, dal quale si produce in quantità limitata l’olio extra vergine Cultivar delle Volte (nelle foto il vigneto, la cantina e la visita di Loretta Tabarini di PromAzioni360 e Paolo Amari nel percorso sotto la cascata).

Vini Bignotti - Loretta e PaoloIL CULTIVAR DELLE VOLTE - La Cantina Bignotti dove ‘Il Cultivar Delle Volte’ viene prodotto partendo unicamente dalle uve prodotte nei propri vigneti e alla fine del suo processo di trasformazione imbottigliato si trovano in via monte Grappa a Piamborno. L’azienda Bignotti è a conduzione familiare, gestita dai fratelli Andrea, Marco e Giorgio e dal cognato Paolo Amari. “In questi anni - racconta Paolo Amari - abbiamo valorizzato le cantine storiche su due livelli per poter eseguire la cosiddetta vinificazione a caduta”. Al piano di arrivo delle uve si procede alla selezione dei grappoli, alla diraspatura e pigiatura per le uve rosse e pressatura soffice per le uve bianche. Terminata la prima fase di fermentazione a temperatura controllata il vino viene inviato per caduta alla cantina interrata dove continua la fermentazione, viene affinato in botti in acciaio o in rovere e alla fine imbottigliato.

Vini Bignotti 01SETTE VINI - Ogni anno vengono prodotte nelle cantine Bignotti 30mila bottiglie di sette tipi di vini: un bianco, quattro rossi e due bollicine. “Le nostre bollicine - prosegue Paolo Amari – vengono prodotte con metodo classico, il remuage viene effettuato manualmente su pupitres in legno all’interno della cantina di vinificazine interrata”.

Il nome che la Cantina Bignotti dà a questo vino richiama quella strada pedemontana vecchia di 1000 anni denominata Via delle Volte, ancor oggi percorribile, che da Piamborno porta in Annunciata, proseguendo a Ossimo e a Borno. La famiglia Bignotti ha avviato il recupero della tradizione e l’idea per il futuro è creare un percorso enogastronomico, un’attrattiva per camuni, turisti ed esperti del settore. Il tutto nel segno della tradizione camuna.



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