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Da Regione stop a riunione su Musil dopo querelle Collegio di vigilanza

giovedì, 6 febbraio 2020

Cedegolo – L’assessore all’Autonomia e Cultura della Regione Lombardia Stefano Bruno Galli, “a seguito della decisione del Comune e della Provincia di Brescia e di altri soggetti partecipanti di inviare dei tecnici, e non dei soggetti titolati politicamente, al Collegio di vigilanza del Musil”, il Museo dell’Industria e del Lavoro ‘Eugenio Battisti’ di Brescia e Provincia, convocato in Regione Lombardia per venerdì 7 febbraio, ha deciso di sconvocare la riunione.

GALLI: SI TRATTAVA DI RIUNIONE POLITICA E NON TECNICA – L’assessore ha così commentato: “il Collegio di vigilanza è un organo di indirizzo politico e non tecnico. La segreteria tecnica infatti si è già svolta nell’aprile dell’anno scorso. Pertanto, trovo la decisione del Comune e della Provincia di Brescia, profondamente irriguardosa nei confronti di Regione Lombardia”.

MESSO IN DISCUSSIONE COINVOLGIMENTO REGIONE LOMBARDIA – “Questa scelta – ha proseguito l’assessore Galli – è ingiustificabile dal punto di vista del dialogo interistituzionale e mette seriamente in discussione il pieno coinvolgimento di Regione Lombardia nello sviluppo del progetto Musil. Un progetto che la Regione ha sempre sostenuto, a partire dall’accordo di programma siglato nel marzo 2005 e che, tuttavia, è stato più volte cambiato nel corso degli anni dal Comune di Brescia per quanto attiene alla sede centrale. Regione Lombardia ha onorato sino in fondo il proprio impegno per la realizzazione della sede del Museo dell’energia idroelettrica di Cedegolo con oltre due milioni di euro”.

MINISTERO HA GIÀ RIDOTTO DRASTICAMENTE I FINANZIAMENTI – “Questo atteggiamento – ha proseguito l’assessore Galli – è ancora più incomprensibile per il fatto che il Collegio di vigilanza del Musil doveva fare il punto sul coinvolgimento di Regione Lombardia a sostegno delle spese di allestimento della sede centrale del Musil, proprio nel momento in cui il Ministero guidato da Dario Franceschini ha ridotto drasticamente i finanziamenti destinati alle Fondazioni Micheletti e Musil da 140.000 a 38.000 euro annui e il deliberato obiettivo del Comune guidato da Emilio Del Bono, come riportato dagli organi di stampa bresciani nei giorni scorsi, è quello di ridurre al minimo possibile la propria quota-parte”.

“Lo ribadisco” – ha concluso l’assessore Galli – “è un atteggiamento ingiustificato e irriguardoso non solo nei confronti della Regione, ma anche nei confronti dei bresciani che aspettano da quindici anni un museo che racconti la storia della loro identità culturale, sottolineandone la fortissima vocazione economico-produttiva, che pregiudica il pieno coinvolgimento di Regione Lombardia”.



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