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Coronavirus, l’analisi del rialzo dei casi in Alto Adige: 70% importati da fuori provincia

martedì, 4 agosto 2020

Bolzano – Nelle ultime settimane in Alto Adige si è registrato un aumento dei nuovi positivi al virus Sars-CoV-2 rispetto al mese precedente. Soltanto nell’ultima settimana le infezioni registrate (45) superano quelle di tutto il mese di giugno (39). Nel mese di luglio si contavano 92 nuove infezioni.

alto adige bolzano montagne gdv“Osserviamo soprattutto una serie di focolai locali, ma delimitati, dove le infezioni sono tutte collegate ad una persona o ai suoi contatti più stretti”, afferma l’assessore alla salute Thomas Widmann. Sarebbe il caso dei recenti focolai individuati a Sesto, Castelrotto, Terlano, Laives e Cermes. “Finora tutti i casi hanno una collocazione ben precisa e la situazione è sotto controllo, anche grazie all’immediata e molto rapida indagine epidemiologica che è scattata subito dopo il risultato positivo. Ciò ci permette di individuare velocemente eventuali ulteriori infezioni e di interrompere così la catena trasmissiva” prosegue Widmann.

Solo il 30 per cento delle nuove infezioni è attualmente riconducibile a casi autoctoni, mentre il 70 per cento si registra in seguito a viaggi e risulta quindi “importato” da fuori provincia. Nonostante la situazione sia sotto controllo, l’assessore parla pertanto di alcuni ambiti a rischio maggiore, che includono il turismo, gli addetti alla raccolta delle mele, badanti o grandi nuclei familiari in arrivo o di ritorno da un viaggio da Paesi ad alto rischio. In tutti i casi la reazione ed il controllo epidemiologico immediato sarebbero prioritari, proprio per interrompere la catena dei contagi. Il secondo passo importante sarebbe quello di informare tempestivamente le parti interessate, come il Comune ed altri enti, nonché l’opinione pubblica.

L’assessore ribadisce come l’intervento rapido degli addetti della sanità non sia sufficiente. “Se confidiamo nel fatto che ci penserà il sistema sanitario, potrebbe essere troppo tardi. L’intervento medico non sostituisce la prevenzione. Ciò che ci protegge in primo luogo è invece l’attenzione individuale e il rispetto di tutte le misure di sicurezza da parte dei cittadini. La misura di sicurezza più efficace è quella di proteggere se stessi”.

“All’inizio della pandemia la politica ha imposto misure restrittive, in una situazione di incertezza e mancanza di informazione generale. Oggi ognuno di noi ha gli strumenti e l’esperienza per poter contribuire, con il proprio comportamento responsabile, a proteggere le persone più vicine ed evitare che la situazione vada fuori controllo. Tutti vogliamo mantenere una vita normale, nessuno vuole una ricaduta, dobbiamo imparare a convivere con questo virus”, afferma l’assessore.



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