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Cevo ha ricordato la distruzione del 3 luglio 1944

lunedì, 8 luglio 2019

Cevo – L’incendio e la distruzione di Cevo (Brescia) del 3 luglio 1944 per mano fascista sono stati ricordati ieri con una cerimonia promossa dall’Unione dei Comuni della Valsaviore, che comprende Cevo, Berzo Demo, Cedegolo, Saviore e Sellero, Cgil Cisl Uil, ANPI Valsaviore e Museo della Resistenza Valsaviore. Durante la cerimonia sono stati onorati i caduti della Resistenza: all’alba del 3 luglio 1944 il paese venne saccheggiato dai fascisti e vennero, assassinati anche civili, Cesare Monella, Francesco Biondi, Giacomo Monella, Giovanni Scolari, Domenico Rodella, Giacomina Biondi, fra i partigiani cadde eroicamente anche Domenico Polonioli. Rimasti padroni del campo, i fascisti saccheggiarono case e stalle, lasciando nella disperazione centinaia di famiglie. Il paese per tre giorni e tre notti continuò a bruciare e al termine il paese era distrutto.

Cevo -celebrazioneCentinaia di persone si sono ritrovate ieri nel paese della Valsaviore: da piazza Belvedere si è mosso il corteo, aperto dal Gonfalone dell’Unione dei Comuni della Valsaviore, quindi la banda degli Alpini di Cevo, i labari dell’ANPI, delle Fiamme Verdi, dell’Associazione Nazionale Ex Deportati, dell’Associazione Nazionale Ex Internati, i gagliardetti delle sezioni dei Gruppi Alpini, le bandiere dei Sindacati Cgil Cisl Uil. Erano presenti i sindaci e rappresentanti dei Comuni dell’Unione. Nella località Pineta, davanti al Monumento alla Resistenza, i partigiani Rosi Romelli e Gino Boldini, con il sindaco Silvio Marcello Citroni e i rappresentanti dell’ANPI Lucio Pedroni e delle Fiamme Verdi Roberto Ravelli Damioli hanno deposto una corona ai piedi del monumento che ricorda tutti i Caduti della Resistenza. La banda musicale degli Alpini ha accompagnato tutta la cerimonia.

Dopo il saluto del sindaco Silvio Citroni, la celebrazione della Santa Messa da parte del parroco don Lorenzo Albertini e al termine l’intervento di Lucio Pedroni per l’ANPI della Valsaviore e il discorso ufficiale di Juan Furore, presidente dell’ANED della provincia di Brescia. Il ricordo di quell’immane tragedia rimane vivo a Cevo.



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