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Bolzano, dal 2018 l’assegno familiare sarà di competenza della Provincia

giovedì, 23 marzo 2017

Bolzano - Dal 2018 l’assegno regionale sarà di competenza provinciale. Nel 2016 l’Asse per le famiglie ha stanziato 74,5 milioni. Estesa la copertura previdenziale. La novità è stata illustrata oggi dalle assessore Waltraud Deeg e Violetta Plotegher e dal direttore dell’Asse, Eugenio Bizzotto (nella foto USP). Deeg Plotgher Bizzotto

Nel corso del 2016 l’Agenzia per lo sviluppo sociale ed economico ha erogato alle famiglie altoatesine circa 47.000 contributi per una spesa complessiva di circa 74,5 milioni di euro. Questo è uno dei dati forniti stamani nel corso di una conferenza stampa dalle assessore Waltraud Deeg e Violetta Plotegher e dal direttore dell’Asse, Eugenio Bizzotto. “Le famiglie – ha detto l’assessora provinciale Deeg – danno un grande contributo allo sviluppo della società, e lo fanno attraverso la cura dei figli e dei familiari bisognosi”. Grazie a varie forme di sostegno l’azione dell’amministrazione, ha ricordato l’assessora, “si pone l’obiettivo di aumentare la conciliabilità tra professione e impegni familiari e di fare in modo che le famiglie non finiscano sotto la soglia di povertà, garantendo allo stesso tempo a tutti pari opportunità di sviluppo e di formazione”.

Una delle novità è che dallo scorso anno sono cambiati alcuni aspetti della cornice normativa che riguarda i sostegni alle famiglie. L’assegno regionale al nucleo familiare che nel 2016 è andato complessivamente a 28.858 famiglie, dal primo gennaio 2018 sarà, infatti, di competenza delle due Province autonome. Gli interventi della mano pubblica, però, non si limitano agli assegni mensili, ma riguardano anche misure per aumentare la conciliabilità tra famiglia e lavoro. “La Regione – ha spiegato l’assessora Violetta Plotegher – sfruttando la propria competenza in materia di previdenza integrativa, effettua interventi di carattere previdenziale in particolare a favore delle donne, riconoscendo la loro preziosa attività all’interno della famiglia”. Si tratta ad esempio del sostegno della prosecuzione volontaria a favore delle persone casalinghe (un contributo recentemente aumentato da 1800 euro a 4.000 euro annui e svincolato dallo “status di persona casalinga” per estenderlo a coloro che si ritrovano senza lavoro), del contributo ai fini della costituzione di una pensione complementare o del sostegno della previdenza obbligatoria e complementare a favore di coloro che si astengono dal lavoro per accudire bambini piccoli o famigliari non autosufficienti. “L’obiettivo principale – ha aggiunto Plotegher – è quello di colmare possibili buchi contributivi per le donne accudiscono i famigliari più deboli, maturando così una pensione più bassa rispetto a quella degli uomini””.

Recentemente sono stati anche aumentati e in alcuni casi raddoppiati i contributi ed estesa la platea dei beneficiari, includendo ad esempio i liberi professionisti e le famiglie con bimbi in affidamento. Tra le modifiche introdotte nell’ambito della previdenza complementare è stato aumentato l’importo massimo a sostegno dei versamenti contributivi da 4.600 euro a 6.500 euro e il periodo massimo di copertura delle difficoltà economico-familiari da 144 a 208 settimane. “Sarà importante che le donne – ha affermato – l’assessora Deeg – abbiano a disposizione un modello che non le obblighi ad anticipare la spesa per i contributi pensionistici. Sono già in corso contatti con l’Inps per trovare una soluzione”. Nel corso del 2016 hanno beneficiato delle prestazioni di tipo pensionistico 868 persone – un numero in linea con l’anno precedente – per una spesa complessiva di 1,7 milioni.

I 74,5 milioni stanziati complessivamente dall’Asse sono stati erogati sia sotto forma di assegni al nucleo familiare (98%, quasi 73 milioni), categoria ricomprendente cinque diverse prestazioni – una regionale, due provinciali e due statali – sia sotto forma di interventi previdenziali. “Nell’ambito degli assegni al nucleo familiare – ha sottolineato Bizzotto – nel corso dell’anno 2016, la Giunta provinciale ha approvato i criteri per la concessione di un contributo integrativo dell’assegno provinciale a favore dei nuclei familiari in cui i padri svolgono un’attività di lavoro dipendente nel settore privato ed usufruiscono del congedo parentale nei primi 18 mesi di vita del figlio”. Il contributo integrativo può variare da un minimo di 400 euro ad un massimo di 800 euro. Per quello che è conosciuto come “assegno plus” dal primo settembre al 31 dicembre 2016 sono pervenute all’Asse complessivamente una dozzina di domande. “Tra i nostri obiettivi – ha concluso l’assessora Deeg – vi è quello di rendere tutte le procedure più veloci e, grazie alla digitalizzazione, far arrivare il denaro alle famiglie nel più breve tempo possibile”.


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