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"Per la sicurezza della statale 42 a Sonico utilizzate i milioni destinati a Ponte di Legno"

La proposta dei consiglieri di minoranza dell'Unione dei Comuni dell'Alta Valle Camonica

PONTE DI LEGNO (Brescia) - Le criticità della statale 42 del Tonale a Sonico, dopo la colata detritica della Val Rabbia e il dissesto idrogeologico, sono al centro del confronto politico amministrativo e la questione è come e dove reperire le risorse finanziarie per evitare - come accaduto per tre giorni la scorsa settimana con la chiusura della statale 42 - che la Valle Camonica sia divisa in due.

Il gruppo consiliare di minoranza dell'Unione dei Comuni dell'Alta Valle Camonica, con una lettera firmata dai consiglieri Mario Rizzi (Ponte di Legno), Francesco Bosco (Temù), Marco Serini (Incudine) e Teodoro Pietroboni (Monno), ha scritto al presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, al presidente di Comunità Montana di Valle Camonica Corrado Tomasi, e ai sindaci della Valle Camonica avanzando una proposta concreta: "Per la criticità della statale 42 riallocate le risorse regionali destinate all'interramento della statale 42 a Ponte di Legno per un importo attorno a 62 milioni di euro".

Oggi la priorità è la sicurezza infrastrutturale della statale 42: i quattro consiglieri dell'Unione dei Comuni dell'Alta Valle Camonica ricordano che "I recenti smottamenti, in particolare la disastrosa esondazione e colata di materiale roccioso nel Comune di Sonico a causa del torrente che scende dalla Val Rabbia e i movimenti alluvionali registrati nella frazione di Stadolina in Comune di Vione hanno evidenziato ancora una volta la fragilità del nostro assetto idrogeologico.
La conseguente chiusura della statale 42 del Tonale e della Mendola, fondamentale ed insostituibile di collegamento tra la Lombardia e il Trentino, ha bloccato la circolazione nel tratto tra Malonno ed Edolo".
"Tale blocco, sopraggiunto in un momento di fondamentale importanza economica caratterizzato da un imponente flusso turistico - sostengono i quattro consiglieri dell'Unione dei Comuni dell'Alta Valle Camonica - ha arrecato ingenti danni agli operatori turistici, al tessuto commerciale e a tutti i cittadini e lavoratori costretti a spostarsi quotidianamente per motivi professionali o di salute. La via alternativa attraverso il Fletta, pur avendo garantito un transito d'emergenza, si è dimostrata del tutto inadeguata a sostenere volumi di traffico ordinari senza rischiare la totale paralisi della circolazione".

"Ciò che desta profonda preoccupazione - proseguono - è constatare come i milioni di euro investiti soltanto un decennio fa per la messa in sicurezza della statale 42 siano stati vanificati in pochi minuti: la furia delle acque ha divelto e portato a valle il ponte precedentemente realizzato, dimostrando che le opere attuate non sono sufficienti a contrastare la costante minaccia della Val Rabbia, sopra la quale - come confermato a più riprese dagli esperti tecnici - rimangono ancora giacenti milioni di metri cubi di materiale instabile pronto a rovinare a valle al prossimo evento meteorico eccezionale".

"Alla luce di queste evidenti priorità per la sicurezza pubblica e la tenuta socio-economica della Valle, riteniamo non più rinviabile una revisione delle priorità d'investimento dei fondi pubblici erogati da Regione Lombardia - propongono -. In particolare, si richiede formalmente di valutare lo storno e la riallocazione delle risorse finanziarie, già destinate al potenziamento e riqualificazione di discutibili interventi legati al territorio e alle esigenze strutturali ad esso connesse, tra cui l'interramento della statale 42 a Ponte di Legno per un importo di 62 milioni di euro, verso interventi di vera urgenza strutturale".

"Riteniamo fondamentale che le risorse pubbliche destinate allo sviluppo del nostro territorio - concludono nella lettera Mario Rizzi, Francesco Bosco, Marco Serini e Teodoro Pietroboni - vengano impiegate in primis per garantire la sicurezza delle vite umane, la protezione delle infrastrutture di base e la salvaguardia dell'ambiente naturale, elementi senza i quali qualsiasi ulteriore sviluppo turistico o economico rischia di rivelarsi fragile e vano".
Ultimo aggiornamento: 27/08/2026 16:16

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