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Panathlon Club Vallecamonica, protagonista lo sport

Conviviale con ospite il giornalista Edoardo Ceriani

Darfo Boario (Brescia) - Un preciso, accurato, appassionato resoconto sul giornalismo sportivo dalle grandi firme all’era internet: questo è stato l’argomento della Conviviale Panathlon del Club di Vallecamonica con l’ospite Edoardo Ceriani, caporedattore sportivo de La Provincia di Como nonché presidente del Club Panathlon di Como.

Presentato dal presidente Bonino, il giornalista ha esordito ringraziando per l’invito che ‘ho accettato molto volentieri perché in questi anni negli incontri d’Area e Nazionali ho apprezzato molto il vostro presidente per il suo senso critico e la sua franchezza e perché mi piace condividere la mia esperienza Panathlon con altri Club più o meno simili a quello di Como. Un secondo motivo è legato al premio ‘Rosa Camuna’ che mia mamma ha ricevuto e che deriva proprio da un simbolo rupestre della Vallecamonica’.

L’ospite comasco ha poi iniziato un lungo e piacevole excursus sul giornalismo sportivo dagli anni ’70 fino ad oggi, dicendosi seguace di Beppe Viola, citando gli anni d’oro della Pallacanestro Cantù squadra da lui seguita in tutta Europa, osservando come negli anni ’80 si tiravano 52.000 copie de La Provincia mentre oggi, il giorno dopo la promozione del Como in serie A ne sono uscite 20.000. Il giornalista ha poi narrato, tra aneddoti e vita vissuta, la storia dei quotidiani nazionali sportivi, La Gazzetta dello sport nata nel 1886, il Corriere dello sport 1924 e successivamente Tuttosport e Stadio, ‘facendo dell’Italia un caso unico con ben quattro quotidiani sportivi’.

Ha poi citato il Guerin Sportivo, settimanale bolognese di critica sportiva, poi la nascita della radio con ‘Tutto il calcio minuto per minuto’ e della televisione citando le prime telecronache con l’inconfondibile voce di Nicolò Carosio. Dalla Rai poi alle prime piattaforme a pagamento, da Tele+ a Stream arrivando poi alle moderne Sky e Dazn e via via arrivando ai moderni strumenti social. Davvero un percorso interessante vissuto in prima persona da Ceriani attraverso il suo lavoro di giornalista sportivo ‘sempre snobbati dai giornalisti della cronaca o della politica o economici’, un percorso condito da numeri, da citazioni e dal ricordo delle grandi firme.
E quindi via via la presentazione dei vari Gianni Brera ‘inventore di tanti soprannomi dati ai calciatori e del derby d’Italia Inter-Juventus’, di Gino Palumbo che con Antonio Ghirelli e Maurizio Barendson fondò la cosiddetta scuola napoletana, Gianni Mura, gli esperti di Tennis Gianni Clerici e Rino Tommasi, Giovanni Arpino dalla letteratura allo sport, il grande Sergio Zavoli ‘inventore del Processo alla Tappa ancora oggi trasmissione di approfondimento al termine delle tappe del Giro d’Italia’.

Il giornalista ha iniziato poi una riflessione sulle modalità di fare giornalismo sportivo ieri e oggi. ‘Un tempo si cercavano le fonti, si era amici di allenatori e calciatori, si verificavano sul campo le notizie, oggi è più un lavoro da scrivania, attraverso i social, mancano un po’ i rapporti umani, si devono passare mille permessi prima di un’interviste ad un calciatore o al mister di una squadra. Oggi basta connettersi ad un pc per avere tutto a portata di mano anche se spesso le notizie si sparano senza verifica, l’importante è il titolo.

Oggi il 91% delle Federazioni ha un canale Youtube, l’85% ha un profilo Facebook, poco più sotto come percentuale Instagram. Oggi il giornalista sportivo è una professione auto referenziata, i giornalisti si intervistano tra di loro, ci sono i giornalisti smaccatamente tifosi’. L’appassionato intervento dell’ospite ha sollecitato le domande dei soci presenti che hanno voluto sapere qualcosa sul futuro del Como, neo promosso in Serie A: puntuale e precisa la risposta di Ceriani ‘Oggi come oggi il Como è la proprietà più ricca dell’intero panorama calcistico italiano: i padroni indonesiani non hanno problemi di denaro anche se il Como per loro è essenzialmente business. Penso possano rimanere qualche anno con una politica stile Monza, da decimo posto in classifica, per migliorare di anno in anno, puntando poi al modello Atalanta.

Certo è che il modello Como è replicabile e quindi finito il business potrebbero anche abbandonare il Como. Molto dipenderà anche dal progetto stadio. Loro hanno un’idea di stadio da vivere ogni giorno e non ogni quindici giorni ma qui ci si scontra con la tradizionale burocrazia italiana. Penso che il Como giocherà le prime partite a Parma in attesa della ristrutturazione parziale del Sinigaglia’. Altre domande hanno riguardato il rapporto tra società e tifosi e le trasmissioni televisive con i giornalisti tifosi.

Ceriani ha risposto citando episodi personali di censura e violenza a fronte di alcuni articoli da lui scritti e di come da 10 anni non frequenti più il Palazzetto di Cantù perché non garantita la sua sicurezza personale ‘con email anche attenzionate dalla Polizia Postale perché violente o con riferimenti alla mia famiglia’. Sulle trasmissioni televisive Ceriani ha ribadito l’autoreferenzialità dei giornalisti che ‘si intervistano tra loro, fanno il tifo per le loro squadre perdendo quell’idea di oggettività e di cultura sportiva dei loro predecessori’. Un applauso dei presenti ha concluso la serata e nei saluti finali il presidente Bonino ha evidenziato come Edoardo Ceriani abbia ricevuto il Premio Panathlon International per la comunicazione nel 2022/23.

Quindi lo scambio dei gagliardetti tra i due presidenti e le comunicazioni dei prossimi appuntamenti: la conviviale di giugno, mercoledì 19 con il Basket in carrozzina della società Icaro di Rovato e via via le varie conviviali di luglio (con ospite Giannino Botticchio) e settembre (con la Ginnastica Camunia) con le date in via di definizione.
Ultimo aggiornamento: 27/05/2024 21:29:25
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