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Cts: “Stato d’emergenza per altri sei mesi”, pareri su sci e Mondiali di Cortina. Anef contro il Governo

martedì, 12 gennaio 2021

Cortina d’Ampezzo – In vista del nuovo Dpcm, sono arrivati alcuni pareri del Comitato tecnico scientifico nel corso di un incontro odierno. Gli scienziati chiedono al Governo la proroga dello stato d’emergenza fino al 31 luglio, “in modo da poter gestire la situazione con strumenti emergenziali”.

In merito allo sci, tutto tace in merito ai protocolli per la riapertura che sarebbe prevista per lunedì. Regioni e Province attendono l’ok da settimane proprio dal Comitato. Dal Cts è stata espressa grande preoccupazione per la riapertura degli impianti sciistici, sottolineando che molte delle regioni in cui si trovano gli impianti sono proprio quelle dove la pandemia sta colpendo più duramente.

Il Cts ha poi deciso che i Campionati mondiali di sci alpino in programma a Cortina d’Ampezzo dal 7 al 21 febbraio si svolgeranno a porte chiuse, senza la presenza di pubblico. Tra le raccomandazioni c’è quella di fare in modo che gli atleti restino in paese il minor tempo possibile, per evitare assembramenti. Gli organizzatori dell’evento iridato ai piedi delle Tofane sono in attesa della risposta in merito ai protocolli che sono stati inviati.

RINVIO DELLO SCI, ANEF CONTRO IL GOVERNO

“Senza la mobilità tra regioni è inutile aprire, tenere aperti gli impianti solo per i residenti non ne vale la pena. Non si apre il 18? Il Governo ce lo dica. Per il momento ci sono solo voci, tra esse anche quelle importanti del ministro Roberto Speranza. Questa incertezza totale è una mancanza di rispetto per tutta la nostra filiera”. Lo dice all’Agi Valeria Ghezzi, presidente nazionale dell’Associazione Nazionale Esercenti Funiviari parlando sull’ormai quasi certo slittamento ulteriore della stagione sciistica in Italia.

Per poi chiedere: “Con i dati dei contagi in netto peggioramento e quindi con le regioni che diventeranno rosse e arancioni, come può fare una persona domiciliata a Torino o Milano che vuole andare a sciare a Sestriere o Valtellina? Impossibile, e quindi per chi apriamo? Senza la circolazione tra regioni come Veneto, Piemonte e Lombardia, è inutile aprire”. Alla domanda se sia preferibile annullare la stagione invernale 2020/2021 in attesa dei ristori del Governo, Ghezzi risponde che i gestori degli impianti “non vogliono andare in cassa integrazione, non vogliano sussidi, sempre se poi arriveranno, ma solo lavorare”.

“Causa la mancata apertura a dicembre abbiamo già perso 600.000 euro e adesso dico, attenzione a non aprire solo per i residenti e quindi aggravare le perdite”, ha precisato Ghezzi. L’annullamento della stagione turistica invernale peserà al mondo della montagna un fatturato di almeno 10 miliardi di euro. Oggi il governatore altoatesino Arno Kompatscher ha annunciato che dal 18 gennaio i residenti della provincia di Bolzano potranno andare a sciare in Alto Adige, ma ha aggiunto che se la situazione peggiorerà si richiuderà tutto.



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