-

La Valle Camonica incontra la Palestina sul commercio equo

All’Emporio Altromercato di Darfo Boario Terme, incontro con Laith Sarsour di Parc

DARFO BOARIO TERMR (Brescia) - Coltivare diritti in Palestina: la terra, il lavoro e il diritto di restare. Martedì 3 novembre alle 20.30, all’Emporio Altromercato di Darfo Boario Terme, incontro con Laith Sarsour di PARC, nell’ambito del tour nazionale di Fondazione Altromercato.

Doveva essere in Italia per raccontare le conseguenze dell’occupazione israeliana sulla vita delle comunità palestinesi. Ma proprio quelle restrizioni alla libertà di movimento di cui avrebbe parlato gli hanno impedito di partire. Monjed Abu Jaish , direttore generale di PARC – Agricultural Development Association e presidente della rete delle ONG palestinesi (PNGO), non è riuscito a lasciare Nablus, in Cisgiordania occupata.

Mentre cercava di uscire dalla città, i militari israeliani non gli hanno consentito di attraversare un posto di blocco. Le restrizioni alla circolazione tra le città palestinesi gli hanno così impedito di raggiungere l’Italia e partecipare al tour nazionale «Coltivare diritti in Palestina». La sua assenza è una testimonianza concreta di ciò che accade quotidianamente in Cisgiordania: un territorio frammentato da posti di blocco, cancelli e restrizioni che condizionano gli spostamenti delle persone, l’attività economica e la possibilità stessa di raggiungere il proprio luogo di lavoro.

Martedì 3 novembre, alle ore 20.30, all’Emporio Altromercato di via G. Cappellini 26, a Darfo Boario Terme, sarà dunque Laith Sarsour, responsabile dell’area Cooperazione allo sviluppo e gestione risorse di PARC, a portare la testimonianza dell’organizzazione palestinese, impegnata da decenni a fianco degli agricoltori e delle cooperative. L’incontro sarà moderato da Beatrice De Blasi, portavoce di Fondazione Altromercato, e si svolgerà con il coinvolgimento dell’Associazione Tapioca e di una vasta rete di associazioni, organizzazioni del commercio equo e solidale, realtà sociali e culturali della Valle Camonica.

La terra, il lavoro, il diritto di restare Raggiungere un uliveto, accedere all’acqua, raccogliere i propri prodotti e portarli al mercato: in Cisgiordania occupata, gesti ordinari del lavoro agricolo sono ostacolati dalle restrizioni alla circolazione, dall’espansione degli insediamenti israeliani e dalla violenza dei coloni. Le conseguenze non si misurano soltanto nei raccolti perduti o nelle difficoltà economiche. Quando viene compromessa la possibilità di coltivare la propria terra e vivere del proprio lavoro, sono in gioco l’autonomia delle comunità, il loro radicamento sul territorio e il diritto all’autodeterminazione.

È in questo contesto che operano PARC e Al Reef, partner storici della rete Altromercato.
Le due organizzazioni sostengono la produzione agricola palestinese, la formazione, il rafforzamento delle cooperative e l’accesso ai mercati attraverso filiere di commercio equo e solidale. Laith Sarsour racconterà le condizioni in cui lavorano oggi i produttori palestinesi e gli interventi realizzati con Fondazione Altromercato: dalla difesa delle filiere dell’olio d’oliva e dei datteri al rafforzamento delle infrastrutture agricole e della capacità produttiva delle cooperative. «Non possiamo parlare di sostenibilità senza parlare di libertà. Se a un produttore è impedito di raggiungere i propri campi o di portare i prodotti sul mercato, non siamo davanti a un semplice problema tecnico, ma alla negazione di diritti», sottolinea Beatrice De Blasi, portavoce di Fondazione Altromercato.

La Valle Camonica incontra la Palestina: il commercio equo come responsabilità collettiva La tappa di Darfo Boario Terme assume un significato particolare per il coinvolgimento di una rete articolata di realtà del territorio, riunite attorno all’Emporio Altromercato e all’Associazione Tapioca. Associazioni, cooperative, organizzazioni sociali e culturali, realtà impegnate nella solidarietà internazionale e nella promozione di un’economia più giusta condividono uno spazio di confronto che mette in relazione le condizioni di vita dei produttori palestinesi con le responsabilità delle comunità e dei consumatori italiani. Il commercio equo e solidale rappresenta, in questa prospettiva, molto più di una scelta di consumo. È una relazione economica costruita nel tempo, che riconosce ai produttori un ruolo attivo e contribuisce a salvaguardare reddito, capacità produttiva e accesso ai mercati. Per le cooperative palestinesi, poter continuare a esportare olio d’oliva e datteri significa mantenere un’attività economica indipendente in un contesto in cui l’occupazione limita l’accesso alle terre, alle risorse e alle infrastrutture necessarie per lavorare. Il commercio equo non può sostituire il rispetto del diritto internazionale, né risolvere le cause politiche dell’occupazione.

Può però contribuire a difendere le condizioni materiali che consentono alle comunità palestinesi di continuare a vivere e lavorare sulla propria terra. La partecipazione delle numerose organizzazioni della Valle Camonica restituisce così alla serata una dimensione collettiva: la solidarietà non come semplice dichiarazione di vicinanza, ma come costruzione di legami, sostegno alle filiere produttive e assunzione di responsabilità rispetto alle violazioni dei diritti. Dalla solidarietà alla cooperazione concreta L’incontro di Darfo Boario Terme sarà anche l’occasione per presentare «Building Hope forPalestine», il progetto realizzato da Fondazione Altromercato insieme a PARC e Al Reef, e la campagna nazionale «Datteri dalla Palestina: Energia per resistere».
Ultimo aggiornamento: 31/10/2026 00:11

POTREBBE INTERESSARTI

ULTIME NOTIZIE