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Trento, il messaggio del rettore alla cerimonia di laurea

"Nessuna paura degli errori. Siate imprenditori della vostra vita"

TRENTO - I tocchi sono volati in alto, accompagnati da parole festanti, sullo sfondo di un cielo quasi crepuscolare. La cerimonia delle lauree nella sua edizione autunnale si è svolta quest’anno in un insolito orario pomeridiano, scelto per evitare la sovrapposizione con le manifestazioni previste per oggi. Ma è stata una giornata carica di gioia e commozione come sempre.

L’evento si è aperto con l'ingresso in Piazza Fiera del corteo accademico, composto da rappresentanti dei Dipartimenti e dei Centri dell'Ateneo, che ha sfilato sulle note dell’inno internazionale universitario Gaudeamus igitur eseguito dalla Corale Polifonica e Orchestra dell'Università di Trento.

A prendere la parola per il discorso ufficiale è stato il rettore Flavio Deflorian. Nel suo intervento ha ricordato come la laurea rappresenti contemporaneamente la chiusura di un percorso impegnativo – anni di studio, impegno, sacrifici, anche per le famiglie – e l'avvio di nuove possibilità. Poi, il passaggio dedicato al tema del fare impresa e una riflessione più ampia sul timore del fallimento, ancora molto radicato nel contesto italiano: "In Italia i giovani laureati che scelgono di fondare un’impresa sono ancora una minoranza. Secondo un’indagine di qualche anno fa – ha spiegato – soltanto sette laureati su cento intraprendono questa strada nel corso della loro vita lavorativa. Siamo indietro, nel confronto internazionale, per numero di nuove imprese. Eppure, chi ha una laurea ha molte più probabilità di avviare un’attività rispetto alla media".

Accanto alle ragioni note quali burocrazia, fatica ad accedere ai capitali, difficoltà di cogliere le opportunità, ce n'è una più sottile e più pervasiva: la paura di fallire. "In Italia – ha sottolineato – questa rappresenta un freno sottile e pervasivo. L’insuccesso è spesso vissuto come una macchia personale, mentre l’innovazione richiede di muoversi dove non tutte le risposte sono già disponibili. L’Università non può insegnarvi a evitare gli sbagli – ha esortato il rettore – perché il passo falso fa parte della vita, ma vi ha lasciato un metodo per affrontare l’incertezza con spirito critico e trasformare l’esperienza in conoscenza".

Infine, un augurio a tutte le neolaureate e i neolaureati: "Qualunque strada sceglierete, siate sempre imprenditori della vostra vita. Abbiate il coraggio delle vostre scelte, imparate dagli errori e usate il vostro slancio per costruire un percorso di cui andare fieri".

Il tema del fare impresa e del mettersi in gioco è stato anche il filo conduttore del discorso del testimonial di questa edizione, Tommaso Moretti, laureato UniTrento in Filosofia nel 2009 e oggi presidente dell’azienda di consulenza strategica in identità digitale “No Panic”.

Richiamando la metafora immaginifica dell’arte del navigare per mari sconosciuti, ha spiegato la differenza tra considerare e desiderare. «Nel mondo antico chi doveva decidere se partire per un viaggio alzava gli occhi per scrutare le stelle: cum sidera. Leggeva, e poi diceva sì, oppure no. E gli altri accettavano il responso. Questo, in latino, si chiamava considerare, obbedire al destino stabilito. Qualcuno, un giorno – ha proseguito – capì che non era il cielo che voleva sopra di sé. De-siderare, cioè sentire la mancanza di una stella che ancora manca. Volere un altro cielo. Sono passati duemila anni e la lingua non ha cambiato idea: chi considera accetta, chi desidera no. Il vostro problema, il più bello che avrete – ancora le sue parole – è decidere cosa desiderate». Per orientarsi in questo viaggio, Moretti ha proposto tre strumenti di navigazione: «il sestante, che serve a sapere dove siete. Il regolo, utile a definire la rotta attraverso la disciplina e le regole che ciascuno si dà. E infine la mappa, fatta delle storie di chi ci ha preceduto e dove c’è uno spazio bianco sconosciuto».
«Questo è il futuro – ha concluso, spronando la platea ad affrontare l'ignoto – ecco cosa vuol dire desiderare: non accontentarsi del cielo che c'è, ma mettere una stella dove ancora manca».

Dopo l’esecuzione dell’Inno dell’Unione europea, è iniziata la consegna delle pergamene. Il primo a salire sul palco è stato il gruppo del collegio Bernardo Clesio. A seguire, gli altri neolaureati e neolaureate. Foto di rito con stretta di mano al rettore Flavio Deflorian e alla prorettrice vicaria Francesca Demichelis, e uno sguardo fiero ed emozionato verso la platea. Occhi che raccontano cosa significa quel diploma che ora viene mostrato con orgoglio: notti trascorse sui libri, esami, nostalgie, amicizie.
Per finire, il momento più atteso della cerimonia: la formula di proclamazione pronunciata dal rettore Deflorian, culminata nel tradizionale e festoso lancio dei tocchi in aria sulle note dell'Hallelujah di Händel.

Gli interventi dei rappresentanti delle istituzioni
Anche quest’anno l’evento è stato organizzato dall’Università di Trento in collaborazione con la Provincia autonoma di Trento e il Comune di Trento.
A testimoniare la partecipazione della cittadinanza a questo momento di festa per la comunità universitaria, l’intervento del sindaco di Trento Franco Ianeselli. Ai neolaureati e alle neolaureate il primo cittadino ha rivolto un'esortazione che è insieme un incoraggiamento: «Non sottovalutatevi, non sottostimate il vostro ruolo e il vostro valore. Impegnatevi per realizzare i vostri sogni professionali, ma spendetevi anche per portare al centro dell’agenda politica i 'vostri' temi: la giustizia sociale, la crisi climatica, la pace e la debolezza del diritto internazionale, le difficoltà della democrazia. Non abbiate paura di sbagliare, non rinunciate prima di provare. E sentitevi in diritto di provare più e più volte. Il mio augurio è di saper trasformare l’ansia in immaginazione, il patire in agire, l’insoddisfazione radicale in progetti concreti di cambiamento».
«Si rinnova oggi un appuntamento importante, non solo per le ragazze e i ragazzi che hanno raggiunto una tappa fondamentale del loro percorso di vita ma anche per l'intera comunità che vede concretizzarsi l'investimento in conoscenza che si è scelto di fare attraverso un rapporto stretto tra ricerca, innovazione e mondo produttivo. Invito questi giovani, dovunque li porteranno le loro scelte professionali, a mantenere saldo il legame con questa Università e con questo territorio che per svilupparsi ulteriormente ha bisogno delle loro competenze ed energie. Il mondo produttivo ci chiede di investire sempre di più nelle risorse umane per affrontare le sfide e le opportunità di oggi. Il nostro impegno è quello di offrire a questi giovani prospettive di qualità in un Trentino dove c'è spazio per chi vuole fare impresa o avviare progetti professionali che contribuiscono a creare benessere per la collettività", queste le parole del vicepresidente della Pat e assessore provinciale all’Università e ricerca Achille Spinelli.

Le cifre della cerimonia
Sono circa 500 i neodottori e le neodottoresse che oggi hanno ricevuto la pergamena, a conclusione del percorso di laurea triennale terminato tra il primo aprile e il 30 settembre di quest’anno. Provengono soprattutto dall’Italia, ma anche dalla Moldavia, dall’Ucraina, dalla Germania, dall’Argentina, dal Brasile, dalla Colombia, dalla Nigeria, dal Pakistan, dal Vietnam, dallo Yemen, dalla Cina e dalla Mongolia, solo per citare alcuni paesi.
Hanno studiato ai Dipartimenti di: Biologia cellulare computazione e integrata; Economia e Management; Fisica; Facoltà di Giurisprudenza; Ingegneria civile, ambientale e meccanica; Ingegneria e Scienza dell'Informazione; Ingegneria industriale; Lettere e Filosofia; Matematica, Psicologia e Scienze cognitive; Sociologia e Ricerca sociale; al Centro Agricoltura Alimenti Ambiente C3A.
Ad accompagnare l’evento anche la musica e i brani eseguiti dal vivo dalla Corale Polifonica e Orchestra dell’Università di Trento, l’ensemble composto da studentesse e studenti, docenti e personale dell’Ateneo e diretta dal professor Marco Gozzi. Il servizio di traduzione in Lingua dei segni italiana (Lis) è stato curato dall’Ente nazionale sordi Onlus (Ens).
Ultimo aggiornamento: 30/10/2026 20:27

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