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Berzo Inferiore: dopo il restauro, riaperta la chiesa di San Lorenzo

Visitabile in occasione delle giornate Fai d'autunno

BERZO INFERIORE (Brescia) - È stata inaugurata ieri, dopo i lavori di restauro, la chiesa di San Lorenzo. Dopo importanti lavori di recupero è stata riaperta al pubblico l’antico edificio, custode di affreschi del XV secolo e di una storia che intreccia fede, arte e tradizioni popolari.
La cerimonia d'inaugurazione si è svolta nella prima giornata Fai d'autunno, alla presenza monsignor Marco Domenighini, parroco dell'Unità pastorale; Ruggero Bontempi, sindaco di Berzo Inferiore; l'architetto Fiona Colucci, Sovrintendenza delle province di Bergamo e Brescia; l'architetto Pietro Castelnovi, direttore dei lavori; il professor Emanuele Zamperini docente di restauro dell'Università di Firenze; il dottor Fulvio Sina, restauratore dei dipinti e la dottoressa Alessandra Giorgi, capogruppo FAI delegazione Valle Camonica.

LA CHIESA DI SAN LORENZO
La chiesa di San Lorenzo ha riaperto dopo l'importante intervento di restauro e in questo weekend è visitabile con i "ciceroni" del Fai, delegazione di Valle Camonica. La tradizione popolare lega la fondazione della chiesa al leggendario passaggio di Carlo Magno in Valle Camonica. Secondo il racconto, l’imperatore, giunto a Berzo presso un antico castello, avrebbe convertito il signore del luogo e promosso la costruzione di un edificio dedicato a San Lorenzo.
La chiesa di San Lorenzo è documentata dal 1334, anche se le murature risultano più antiche. Si sono succedute diverse fasi costruttive, da quelle del XII secolo fino a quelle del XVII secolo e la visita FAI permetterà di vedere i segni dei cambiamenti nel tempo.All’interno un notevole ciclo di affreschi rimanda al ricco patrimonio di leggende e devozioni radicate sul territorio, come quelli relativi a San Lorenzo e San Glisente.

I BENI VISITABILI
In questa domenica 11 ottobre, seconda giornata FAI, dalle 10:30 alle 17:30, la Chiesa di San Lorenzo e altri beni storici e archeologici di Berzo Inferiore potranno essere di nuovo ammirati. "Questa edizione delle Giornate d’Autunno - spiega Alessandra Giorgi, capogruppo FAI di Valle Camonica - ha un senso particolare in quanto si colloca nell’anno francescano, e noi vogliamo partecipare a queste celebrazioni ricordando il nostro francescano, il Beato Innocenzo da Berzo”. Una delle proposte, infatti, sarà un percorso alla scoperta della figura del Beato, con tappe nella casa natale e nella Chiesa parrocchiale dove è sepolto".

SULLE ORME DEL BEATO INNOCENZO DA BERZO LA CASA E LA CHIESA PARROCCHIALE DI SANTA MARIA NASCENTE
La Chiesa parrocchiale, edificata tra il 1609 e il 1630, sorge sulle rovine di una cappella dedicata alla Vergine Maria. L’edificazione è stata sollecitata dalla Beata Vergine che è apparsa alla contadina Marta Damioli. L’interno è un bell’esempio di arte barocca; di particolare pregio, la pala del Fiamminghino. Dal 1961, in una cappella laterale, si trova la salma del Beato Innocenzo da Berzo.
A pochi passi dalla Chiesa, si potrà visitare la casa natale del Beato, tipica abitazione contadina dell’800. Il percorso FAI, della durata di 45', si snoderà tra elementi di arte e della vita di un francescano che ha fatto del Servizio e dell’umiltà le sue linee guida esistenziali, proprio nell’anno delle celebrazioni francescane.

CASA BONTEMPI
Casa Bontempi è una casa privata, oggi valorizzata dal Comune attraverso iniziative culturali e in questa domenica aperta ai visitatori FAI. La sua origine risale al XIV secolo e nel tempo ha cambiato aspetto e proprietari. La porzione orientale della casa conserva una struttura di quattro piani fuori terra, oltre a un livello interrato. La facciata presenta portali e cornici in granito e arenaria, balconcini con mensole in pietra e ringhiere in ferro a motivi floreali. Un elemento di particolare rilievo è lo stemma in arenaria sopra l’ingresso. Gli ambienti interni conservano pavimenti in cotto, pietra e legno, volte a botte e a crociera, un androne con archi in granito decorati a stucco. Tra il XVII e il XVIII secolo furono eseguiti affreschi da diversi artisti; al primo piano si trova una galleria con paesaggi affrescati e decorazioni di soggetto mitologico.

CASA GHEZA (detta Casa “del curato”)
Casa Gheza, detta anche “Casa del Curato”, si trova nel centro di Berzo Inferiore, icino alla Chiesa parrocchiale, in quello che era il centro medievale. Attualmente
della casa possiamo vedere l’esito delle ricostruzioni del ‘900. Casa Gheza conserva alcuni elementi architettonici e artistici dell’edificio antico: il fronte sulla strada, ricostruito in pietra a vista, il portale di accesso alla corte e un affresco con tre stemmi gentilizi, probabilmente di famiglie della valle legate alla casa.
Gli interni sono tipici del ‘900; degni di attenzione sono in una sala 3 grandi affreschi strappati, di provenienza incerta, forse della decorazione originaria della casa, ma riconducibili alla cultura figurativa camuna del Quattro-Cinquecento.

FERRIERE BELLICINI: generazioni a confronto
Il Bene testimonia l’evoluzione della siderurgia camuna attraverso due complessi emblematici. La fucina storica (anni ’50 del 900) è un esempio di architettura proto-industriale alpina, con il grande maglio idraulico, i suoi attrezzi tradizionali, la stanza delle maestranze. Lo stabilimento di Berzo Inferiore (anni 2000) rappresenta invece un’architettura industriale contemporanea su larga scala. Lo stabilimento è produttivo e normalmente chiuso al pubblico, per cui nelle Giornate Fai i visitatori potranno percorrere la storia di quattro generazioni della famiglia Bellicini e dell’evoluzione tecnologica degli impianti, che per l’occasione saranno funzionanti.

OFFICINA FABRE
Il “Maglio di San Tomaso”, dal nome di una Chiesa ora demolita dedicata al patrono dei fabbri, si stima essere del 1500. Da più di un secolo appartiene alla famiglia Pedretti e produce zappe e attrezzi forgiati, con processi di lavoro via via tecnologicamente più evoluti.
Si tratta di un maglio ad acqua, come ce ne sono altri nella zona, alimentato esclusivamente da un canale artificiale, il “Vaso Re”. Oggi Officina Fabre Ocina Fabre vuole essere uno spazio di suggestione, condivisione e progettazione con lo scopo di mantenere viva la tradizione del ferro e della forgiatura.
Ultimo aggiornamento: 11/10/2026 00:07

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