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Variante PRG di Arco: "Tutelare sviluppo del settore e salvaguardare aziende agricole professionali"

Coldiretti: "Ok stop alle speculazioni, ma servono modifiche"

ARCO (Trento) - Tutelare lo sviluppo del settore e salvaguardare le aziende agricole professionali, evitando che un provvedimento nato per contenere il consumo di suolo finisca per colpire chi della terra ha fatto il proprio lavoro e la propria vita. Questa la posizione di Coldiretti Trentino Alto Adige in vista dell'approdo in Consiglio Comunale ad Arco della variante al Piano Regolatore Generale sulle aree agricole. La Sezione Alto Garda e Ledro di Coldiretti interviene per chiarire la propria posizione. Foto @Matteo Rensi - PAT.

“Da anni Coldiretti si batte per la difesa del suolo e denuncia le palesi situazioni di ambiguità legate alla realizzazione di agriturismi da parte di soggetti non agricoltori – dichiara Romano Calzà, Presidente di Coldiretti Alto Garda e Ledro –. Da anni questo tema non ha trovato soluzioni o limitazioni da parte delle precedenti Amministrazioni Comunali, pertanto apprezziamo la volontà dell'attuale Amministrazione Comunale di affrontare il problema. Tuttavia, analizzando le proposte, emergono criticità che limitano pesantemente l’operatività delle vere imprese agricole. È essenziale distinguere tra speculatori e veri agricoltori. Non possiamo accettare norme che tolgano opportunità di sviluppo agli imprenditori professionali, quelli che vivono di questo lavoro, con reddito e tempo prevalente dedicati all'agricoltura.
Ricordiamo inoltre che la pratica indispensabile per risolvere i problemi sono i controlli rigorosi, “su chi elude le norme”, che devono essere fatti sia prima che dopo la concessione data.

Coldiretti ha già evidenziato all’Amministrazione la necessità di precise modifiche, fondamentali per la sopravvivenza del settore. In primo luogo, occorre mantenere l’attuale superficie minima di proprietà a 2 ettari per realizzare strutture a servizio dell’attività agricola, poiché le nuove soglie penalizzerebbero la maggior parte delle aziende locali, che storicamente non superano l'1,5 ettari. Inoltre, per rispecchiare la reale conformazione delle imprese, questi 2 ettari dovrebbero poter ricadere anche nei comuni limitrofi della Comunità di Valle Alto Garda.

Sempre in considerazione della forte frammentazione fondiaria, Coldiretti chiede di mantenere il lotto minimo di 3.000 mq per le strutture di servizio e di preservare la possibilità di realizzare interrati fino a 500 mq, volumi vitali per le lavorazioni senza impatto paesaggistico. Infine, a tutela delle aziende professionali già operative, deve essere garantita la possibilità di destinare il 30% della Superficie Utile Netta delle strutture esistenti, alla data di attuazione del nuovo PRG, alle attività connesse.

A queste urgenze tecniche si affianca una forte perplessità sul metodo di individuazione e mappatura dei cosiddetti “Ambiti Agricoli Identitari” inseriti nel nuovo PRG.
“Sulla mappatura e sui divieti assoluti previsti in quelle aree abbiamo forti dubbi – spiega il Presidente Calzà –; abbiamo già manifestato più volte all’Amministrazione la nostra disponibilità a sederci a un tavolo per trovare un punto d’incontro. Vogliamo collaborare per fermare le speculazioni, ma esigiamo che le nostre aziende professionali vengano tutelate. Saremo attenti e vigili su ogni passaggio per difendere le nostre imprese”.
Ultimo aggiornamento: 11/10/2026 00:16

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