MALE' (Trento) - Decisamente positivo e costruttivo il momento di confronto sullo sviluppo dell’outdoor in Val di Sole recentemente svoltosi a Malé: l’APT Val di Sole ha infatti invitato gli operatori turistici locali per illustrare la situazione del
Val di Sole Ecosistema Outdoor. Foto @Apt Val di Sole.

Come illustrato da
Andrea Gelsomino di The Outdoor Project, “tale iniziativa è il progetto strategico che accompagna la destinazione verso una nuova fase di sviluppo dell’offerta outdoor, sostenendo l’evoluzione del territorio in un ecosistema multi-stagionale, ecocentrico ed innovativo. Un modello rigido, nel quale l’economia,
le infrastrutture e l’accoglienza
ruotano attorno a pochi prodotti turistici e ad una stagionalità ristretta,
oggi non basta più a
interpretare la complessità della montagna
e le nuove modalità di fruizione.
Da questa consapevolezza nasce il nuovo progetto, un percorso di continuità che affonda le radici in “Ritorno al Futuro” e
che nel tempo ha costruito una visione
ampia e integrata del territorio, fino a
trasformarsi in un laboratorio alpino di
innovazione permanente. In
questa prospettiva,
ambiente, comunità e impresa non
sono più ambiti separati, ma parti interconnesse
di un unico sistema, in cui la
montagna non è soltanto una destinazione
turistica, ma un organismo vivo da
abitare, interpretare e valorizzare.”
Secondo il
Direttore Generale dell’APT Val di Sole Fabio Sacco “negli ultimi
anni è stato fatto molto sul prodotto
outdoor, con diversi progetti trasversali
ma mancava una
strategia unica che riunisse tutto e collegasse
ciò che è stato sviluppato su
mountain bike, sport fluviali, trekking e outdoor.
In questo scenario, il progetto si configura come un’architettura strategica per fare da collante tra i diversi attori della valle, favorendo la costruzione di un linguaggio comune e di un’esperienza coerente. L’obiettivo è proprio quello di mettere in relazione, in modo strutturato e continuo, il mondo dell’accoglienza, gli operatori outdoor e i fornitori di esperienze, costruendo un rapporto più diretto e consapevole tra chi accoglie gli ospiti nelle strutture e chi li accompagna sul territorio.” Dopo una rilettura del territorio a un decennio dall’ultima mappatura sistematica, che aveva individuato quasi 200 flussi di visita legati alle attività outdoor, permettendo di capire le caratteristiche del turismo, il suo impatto sul territorio e le sue esigenze, oggi tale flussi vengono riletti per capire cosa è cambiato, cosa è stato fatto e cosa rimane da fare, individuando le aree in cui la rappresentazione digitale dell’offerta non corrisponde appieno all’esperienza reale sul campo. Parallelamente, è stato svolto un lavoro di ascolto diretto degli operatori locali attraverso interviste e workshop con circa 50 operatori outdoor, al fine di raccogliere le esigenze del territorio e integrarle nel percorso strategico. Da questa analisi è emerso che la Val di Sole presenta un’elevata densità di offerta multisport che oggi richiede organizzazione e maggiore riconoscibilità, attraverso una definizione più chiara delle diverse tipologie di esperienza. Si tratta quindi di distinguere tra attività accessibili a un pubblico ampio e nicchie più tecniche e di eccellenza, rivolte agli sportivi più evoluti, così da fornire uno spazio adeguato a ogni profilo di ospite.
Concetti confermati dai dati presentati da Nicola Gavardi ed Ivano Camozzi, rispettivamente Responsabile Comunicazione e Brand Manager di Scott Sports, brand officiale di Val di Sole Bike Land: “l’83% dei turisti-sportivi sono praticanti leggeri, interessati cioè ad attività outdoor per stare bene mentre il 17% sono agonisti, interessati cioè solo al settore gare”. Da qui i progetti estivi 2026 elaborati dall’APT Val di Sole: progetto Primo Miglio a Mezzana, sviluppo nuove vie ferrate al Passo Tonale e San Giacomo di Caldes, nuovo sistema integrato di mobilità ed evoluzione strategica di Val di Sole Bikeland. Continua quindi con convinzione ed ulteriore slancio il percorso di trasformazione che la Val di Sole ha avviato negli ultimi anni, puntando su un modello di turismo sostenibile, partecipato e radicato nella comunità.
Dalla visione condivisa di “Ritorno al Futuro”, che ha tracciato la strategia di sviluppo della destinazione, al progetto “Doiman – Un Patto per l’Impatto”, il territorio solandro ha tradotto la sostenibilità in un impegno concreto che coinvolge operatori, residenti e ospiti in un patto per la cura del territorio. “La nostra sfida – ha spiegato Sacco – “è rendere la sostenibilità qualcosa di concreto, vissuto ogni giorno. Non solo un tema di comunicazione, ma un modo di pensare e di agire, in cui chi arriva in Val di Sole diventa parte di un progetto collettivo di responsabilità verso il futuro, confermando il ruolo della destinazione come modello di innovazione e laboratorio di buone pratiche, capace di coniugare digitale, comunità e sostenibilità in una visione condivisa di turismo rigenerativo.
In tale ottica un ruolo sempre più cruciale è proprio rappresentato dall’ outdoor inteso come approccio che mira non solo a non danneggiare l'ambiente, ma anche a migliorarlo attivamente, portando benefici alla comunità locale e arricchendo il visitatore. Questo modello trasforma l'esperienza all'aria aperta in un atto di cura per il territorio, caratterizzato da sostenibilità, inclusività e connessione profonda con la natura”.
Non a caso l’intenso momento di confronto con gli operatori turistici locali si è concluso con una particolare discesa di rafting: grazie alla preziosa collaborazione con il Parco Fluviale Alto Noce, diretto da Alessandra Tanas, il principale sport acquatico solandro è diventato una preziosa opportunità di educazione e formazione ambientale, focalizzata in particolare sull’avifauna che arricchisce il fiume Noce.