TRENTO - La Sezione Fiamme Gialle del Club Alpino Italiano ha promosso un concorso di progettazione per la ricostruzione di tre bivacchi, individuando un unico modello per il riparo e il soccorso replicabile in contesti diversi, capace di coniugare funzionalità, riconoscibilità e rispetto del paesaggio d’alta quota. Gli esiti del concorso di progettazione sono raccolti in un volume dal titolo: “Il nuovo bivacco modello Fiamme Gialle. Spazio, funzionalità e immagine di un riparo alpino”, curato da Gabriele Tisi e Davide Fusari e presentato al MUSE di Trento. Presidio di sicurezza, riparo e riferimento in caso di emergenza nella pratica escursionistica e alpinistica il bivacco alpino nasce come punto d’appoggio per l’attività in montagna in quei contesti particolarmente remoti, inaccessibili, orograficamente complessi e non serviti da rifugi già esistenti. Nella foto, il progetto vincitore @ Scuola Alpina G.di F.Predazzo.

L'assessore provinciale
Simone Marchiori, nel portare il saluto della Provincia autonoma di Trento, ha evidenziato come l'iniziativa ci offra un'occasione preziosa per riflettere sul nostro rapporto con la montagna. "Il tema dei bivacchi - ha detto l'assessore - ci permette di ragionare sull'abitabilità delle terre alte. I bivacchi sono accessibili a tutti? O il bivacco è ancora quel ricovero di fortuna in caso di emergenza? La sua architettura può segnare il passaggio ed esprimere la nostra identità o deve limitarsi ad evidenziarne la funzione di ricovero d'emergenza? Domande alle quali possiamo trovare risposta nelle pagine di questo volume che esprime, in un certo senso, l'essenza dell'essere gente di montagna e del vivere la montagna con consapevolezza, non come un parco giochi, ma come un ambiente - ha concluso Marchiori - che può regalare tante emozioni positive, ma che rischia anche di togliere molto, se non viene vissuta con responsabilità".
"La montagna non è solo un luogo fisico - ha detto
Francesco Barone presidente di TSM - ma è anche quel luogo ideale in cui si intersecano una serie di valori e di tensioni: dalla sostenibilità, alla responsabilità, all'accessibilità. Elementi che esprimono la cultura e l'identità di un territorio. In questo contesto il bivacco assume un forte valore simbolico. E' un'infrastruttura piccola fisicamente, ma grande concettualmente - ha concluso Barone - che è pensata per chi verrà dopo di noi e che ci impone, quindi, di pensare a cosa lasciamo a coloro che verranno".
La finalità principale del concorso era precisa e ambiziosa: sostituire le tre strutture esistenti con altrettanti nuovi manufatti accomunati da un’unica soluzione progettuale, un modello replicabile in tre contesti diversi, rispettoso del paesaggio, efficiente dal punto di vista funzionale e riconoscibile nella sua identità, anche simbolica, legata al Corpo della Guardia di Finanza.