TRENTO - Si è svolta al Vigilianum di Trento, con partecipazione di pubblico ampia, intensa e coinvolta, la cerimonia di premiazione della decima edizione del “Premio Artistico-Letterario Internazionale Giuseppe Melchionna”, promosso e organizzato dall’Associazione Prodigio ODV.
Un appuntamento che, ancora una volta, ha saputo intrecciare linguaggi e sensibilità diverse, dando spazio a parole, emozioni e storie autentiche, spesso invisibili ma profondamente essenziali. Storie capaci di farsi ascoltare nel silenzio attento della sala, tra letture, immagini e momenti di condivisione che hanno restituito il senso più profondo del tema scelto per questa edizione “Ogni voce conta”, lo slogan di Giuseppe Melchionna. Un messaggio che ha guidato autori e artisti provenienti da tutta Italia e dall’estero nella realizzazione di racconti, poesie e fotografie capaci di offrire uno sguardo intenso e partecipe sulla realtà.
«Non tutte le voci fanno rumore – è stato ricordato durante la premiazione – ma tutte meritano di essere ascoltate».
Numeri e partecipazione
Delle oltre 200 opere pervenute, 179 sono state ammesse al concorso: 77 poesie, 48 racconti e 54 fotografie, provenienti da 17 regioni italiane, con una significativa apertura internazionale in particolare dalla Francia.
Particolarmente rilevante il radicamento territoriale in Trentino-Alto Adige, con 52 partecipanti, di cui 48 dalla sola provincia di Trento.
Gli elaborati sono stati valutati dalla giuria composta da Diego Andreatta, Federico Oselini, Flavia Castelli e Daniele Panato, con segreteria di Luciana Bertoldi e vignetta di Maurizio Menestrina.
Hanno partecipato inoltre alla cerimonia la Vicesindaca del Comune di Trento Elisabetta Bozzarelli e il Presidente della Circoscrizione Oltrefersina Michele Vullo.
Un Premio tra memoria e futuro
L’edizione 2026 assume un valore speciale, segnando i dieci anni dalla scomparsa di Giuseppe Melchionna, co-fondatore nel 1999 e storico presidente di Prodigio ODV. Il suo impegno si è tradotto in una vita dedicata ai diritti, all’inclusione e alla dignità delle persone con disabilità e in situazioni di fragilità, lasciando un’eredità fatta non solo di visione, ma di azioni concrete, anche attraverso la rivista “pro.di.gio.” (https://prodigio.it/archivio/).
«Questo Premio - è stato sottolineato - non è solo un concorso, ma un luogo in cui le persone si incontrano davvero, si riconoscono e si ascoltano».
Il Premio si conferma così uno spazio di espressione e partecipazione, in cui la cultura diventa strumento di inclusione, sensibilizzazione e dialogo.
Scuole e dialogo tra generazioni
Il progetto ha coinvolto sei istituti scolastici – il Liceo delle Arti “Depero” di Rovereto, l’Istituto la Formazione professionale Alberghiera Enaip e gli Istituti Comprensivi di Rovereto Nord e Cembra-Lisignago, l’Istituto Tecnico ITET “Notarangelo-Rosati-Giannone-Masi” di Foggia e due laboratori sociali della Val di Fassa – rafforzando la dimensione educativa dell’iniziativa.
Significativa anche la partecipazione intergenerazionale: 165 adulti, scolaresche e 14 giovani under 18 hanno condiviso lo stesso spazio espressivo, dando vita a un dialogo ricco e aperto tra generazioni. «Quando un ragazzo e un adulto si raccontano nello stesso spazio – è stato osservato – non ci sono più distanze: c’è solo umanità».
I riconoscimenti
Tra le province più rappresentate figurano Trento, Roma, Vicenza, Padova, Bologna, Milano, Torino, La Spezia e Carrara, a conferma della diffusione capillare del Premio su tutto il territorio nazionale.
Per la sezione Poesia, il primo premio è stato assegnato a Darius Trifan (Ravenna) con “Metallo”, mentre tra i finalisti si segnalano Roberta Montanari, Ivano Chistè e Gladia Bertoldi.
Nella sezione Racconto ha vinto Amina Salah Chebel (Pergine Valsugana) con “La voce che sfiora”, affiancata dai finalisti Anita Anibaldi, Roberta Montanari, Giuliana Bonvecchio e Ivano Chistè. Per la fotografia, primo premio ad Alessandra Robol (Trento) con “Un piccolo coro”.
Particolarmente significativa la partecipazione dei più giovani, con numerosi studenti trentini premiati o segnalati, segno di una sensibilità crescente verso i temi dell’ascolto, dell’inclusione e della consapevolezza.
In questo ambito si sono distinti, nella sezione Ragazzi, Thomas Casari e Elia Razno con “Aprire una porta”; nella sezione Talento Under 18, Francesca Calliari con “Il Riflesso di Maia”; e nella sezione Juniores, il gruppo degli studenti dell’Istituto di Cembra-Lisignago con “Oltre il silenzio la voce ritrovata”.
Per quanto riguarda i premi, alle opere più meritevoli sono stati assegnati buoni acquisto libri. Inoltre, vincitori e finalisti di ogni Sezione hanno ricevuto l’inserimento della propria opera nell’antologia cartacea dell’edizione 2026 e una stampa originale del vignettista trentino Maurizio Menestrina.
Una comunità di voci
«Il Premio - sottolinea Luciana Bertoldi per l’Associazione Prodigio Odv - non è solo un riconoscimento del valore delle opere, ma uno spazio che dà voce a una molteplicità di esperienze, costruendo una comunità di ascolto, memoria e partecipazione. “Ogni voce conta” non resta uno slogan, ma diventa pratica condivisa». L’Associazione Prodigio ODV rinnova così il proprio impegno nel promuovere una società più equa e inclusiva, valorizzando ogni forma espressiva capace di raccontare la complessità e la ricchezza dell’esperienza umana. Perché, come è emerso chiaramente nel corso della manifestazione, ascoltare non è solo un gesto, è un modo per cambiare il mondo, insieme.