BRENO (Brescia) - Donata al
CaMus, il
Museo Camuno di Breno, un'opera d'arte in ricordo di
Giorgio Gnutti. Grazie alla straordinaria generosità e alla sensibilita culturale della Famiglia Grutti, un importante e prezioso dipinto del
Cinquecento bresciano va ad arricchire la collezione brenese.

Il dipinto stava lasciando l'Italia per essere presentato a un'importante casa d'asta extra europea, grazie all'intervento di una serie di studiosi, l'opera è stata riconosciuta di notevole importanza per le collezioni nazionali, ragione per cui il Ministero della Cultura ha ritenuto di dichiarare il dipinto di interesse nazionale. Si tratta, in realtà, di un frammento di una tela, raffigurante tre teste, ma l'elemento eccezionale risiede nel fatto che questa piccola tela si congiunge perfettamente con altri due frammenti già conservati al Museo Camuno di Breno. La motivazione della donazione risiede anche in questo aspetto. In futuro sarà possibile unire i tre pezzi, nell'attesa di individuare gli altri ancora dispersi.
"Questa acquisizione rappresenta un momento di fondamentale importanza per l'arricchimento della nostra collezione e per la valorizzazione del patrimonio artistico del territorio caruno e lombardo. È un caso virtuoso, auspicabile anche per altre future donazioni.
Nello specifico questo conferimento rappresenta un esempio di impegno della società civile per il bene comune nonché il frutto della collaborazione tra privati, un museo civico e il Ministero della Cultura", ha dichiarato Federico Troletti, conservatore del CaMus di Breno.
L'opera d'arte è stata donata in ricordo di Giorgio Gnutti, imprenditore bresciano scomparso nel 2023, patron di Almag SpA e amante dell'arte e collezionista: la moglie Mariella e la figlia Umberta, presenti alla cerimonia, l'hanno voluto così ricordare. "Attraverso l'arte - ha spiegato Umberta Gnutti (nel video) - rinnoviamo il legame che mio padre Giorgio e la nostra famiglia ha con la Valle Camonica, donando questo reperto al Museo Camuno. Un omaggio all'intera valle".
La donazione è stata possibile grazie al contatti tra
Umberta Gnutti e il conservatore del CaMus
Federico Troletti, con la collaborazione di
Paola Strada, già direttrice del Ufficio esportazione del Ministero della Cultura della sede di Milano, che ha ricostruito la storia dell'opera d'arte che stava lasciando il nostro Paese. Alla presentazione dell'opera d'arte erano presenti, oltre alla signora
Mariella e alla figlia
Umberta Gnutti, il conservatore del CaMus
Federico Troletti, il sindaco di Breno
Alessandro Panteghini, l'assessore alla Culttura
Lucia Botticchio, la dottoressa
Paola Strada e il professor
Mario Marubbi, conservatore dei Musei Civici di Cremona.

Il sindaco
Alessandro Panteghini ha parlato di
"un legame con la famiglia Gnutti e di un valore affettivo della donazione", mentre l'assessore
Lucia Botticchio ha sottolineato:
"Questa donazione rappresenta per il Comune di Breno una straordinana opportunità di arricchimento del patrimonio del Museo Camuno. E inoltre una vicenda affascinante e per molti aspetti ancora avvolta nel mistero: quella del ricongiungimento di porzioni di un'opera più ampia che, come tessere di un puzze a restituiscono frammenti di una storia ancora tutta da ricostruire, Una storia che intreccia figure e vicende diverse, coinvolgendo gli autori Callisto Piazza e o Romanino, don Romolo Putelli, la famiglia Gnutti e il Comune di Breno, in un percorso di ricerca e scoperta che continua ancora oggi"
Il legame tra la famiglia Gnutti e la Valle Camonica si è rinnovato oggi con la donazione dell'opera d'arte al CaMus di Breno.