TRENTO - “L’Albo nazionale gestori ambientali dispone di una quantità impressionante di dati ed informazioni utilizzabili in tempo reale”. Con queste parole
Daniele Gizzi, presidente dell’organismo che si occupa di qualificare e abilitare le imprese che operano nel settore della gestione e trasporto dei rifiuti, ha messo in evidenza il vero punto di forza di uno strumento amministrativo concepito per la tutela della legalità e dell’ambiente. Questo strumento è l’Albo nazionale gestori ambientali, radicato presso il Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica (MASE), ma organizzato in 21 sezioni locali che hanno sede presso le Camere di Commercio. In questi giorni Trento ha ospitato per la prima volta l’assemblea itinerante dell'Albo allo scopo di far conoscere lo strumento, ma anche – come ha detto Gizzi - “di ascoltare i bisogni del territorio e costruire una rete di collaborazione a livello locale”.

Per questa ragione l’evento - che si è tenuto in mattinata all’Itas Forum, dal titolo “I rifiuti fra gestione e rigenerazione” - non è stato solo l’occasione per illustrare numeri e funzioni dell’Albo, ma anche per firmare un protocollo di intesa con le forze dell’ordine locali al fine di condividerne i dati in una prospettiva di tutela dell’ambiente, di corretta gestione dei rifiuti e di contrasto alla criminalità ambientale. Oltre alla Camera di commercio di Trento hanno firmato il protocollo il Comando provinciale della Guardia di finanza, il Comando trentino dei Carabinieri per la tutela ambientale e la sicurezza energetica (NOE), l’Appa, il Servizio foreste e fauna della Provincia autonoma di Trento, il corpo di Polizia locale “Avisio”, il Comune di Mezzolombardo e il corpo di Polizia locale Valsugana e Tesino. Ma quali sono i dati che questo strumento amministrativo completamente digitale può mettere a disposizione delle autorità di controllo? L’Albo rilascia i titoli abilitativi alle imprese per la raccolta e il trasporto dei rifiuti in conto proprio e conto terzi, per l’intermediazione dei rifiuti e per la gestione dei siti contaminati.
Grazie a questi dati e a quelli del Registro elettronico nazionale sulla tracciabilità dei rifiuti (RENTRI) diventa possibile, ad esempio, monitorare in tempo reale la movimentazione dei prodotti di scarto, consentendo alle forze dell’ordine di capire tipologia della materia trasportata, origine e destinazione semplicemente digitando su un’app (AgestSmart) il numero di targa del veicolo, senza neppure fermarlo. Il che azzera sostanzialmente i tempi dei controlli sia per le imprese che per gli agenti. Nata nel 2017, l’app ha registrato un balzo di accessi da parte delle autorità di polizia passando dagli iniziali 8.125 agli attuali 180mila all’anno con un trend costantemente in crescita, anche grazie ai protocolli di collaborazione che l’Albo sta siglando su tutto il territorio nazionale. Se poi si adotta una prospettiva di economia circolare queste banche dati assumono nuovo valore in termini di riuso dei materiali: la tracciabilità dei rifiuti non si limita infatti ai soli materiali in entrata, ma anche quelli in uscita dai centri di smaltimenti, ovvero alle materie prime secondarie che si possono riciclare nei processi produttivi. Così si scopre che dall’inizio del 2026 la provincia di Trento ha recuperato ben 40.800 tonnellate di carta e cartone, 3.300 tonnellate di legno e sughero, 2.200 tonnellate di plastica e 15.600 tonnellate di compost.
Come ha sottolineato Sandro Pettinato, vicesegretario generale di Unioncamere, “in quest’ottica l’operatività dell’Albo, grazie al lavoro delle sezioni locali incardinate nelle Camere di Commercio, perde i suoi caratteri di semplice adempimento amministrativo per diventare uno strumento strategico nella pianificazione della transizione ambientale”.
La mattinata ha poi ospitato l’intervento di Gabriele Rampanelli, dirigente generale di Agenzia provinciale per la protezione dell’Ambiente (APPA), che ha illustrato le campagne di sensibilizzazione messe in atto dalla Provincia per migliorare l’efficienza e la qualità della raccolta differenziata e le testimonianze aziendali di Re-CiG di Civezzano (Trento), prima realtà in Europa autorizzata a presidiare l'intera filiera del recupero dei mozziconi di sigaretta, e Bio Energia Trentino srl di Faedo (Trento) che produce corrente elettrica da materiali di scarto. Hanno preceduto le relazioni i saluti istituzionali di Francoise Chini, presidente della sezione trentina dell’Albo nazionale gestori ambientali, di Maria Cristina Giovannini, vicepresidente della Camera di Commercio di Trento e di Michele Brugnara, assessore alla mobilità sostenibile e alla sicurezza energetica del Comune di Trento.