BRENTONICO (Trento) - Ex cava: tra il 2015 e il 2020 conferiti solo schianti di Vaia e pietrame del corso di muri a secco nelle ex cave del Monte Giovo.
L'assessore con delega al cantiere comunale, Ivano Tonolli, tiene a dare alcuni fondamentali chiarimenti. «In merito ad alcuni interventi di deposito di materiale presso l’area dell’ex cava, con riferimento alla legislatura 2015-2020, lo scarico era costituito da materiale vegetale depositato in occasione degli eventi calamitosi legati alla tempesta Vaia del 2018, nonché da alcuni residui di pietrame riconducibili al corso sui muretti a secco organizzato, proprio in quel sito, dal Parco Naturale Locale del Monte Baldo. Escludo categoricamente che, presso l’area in questione, sia stato depositato materiale proveniente da aree cimiteriali. Tale circostanza è, peraltro, ulteriormente coerente col fatto che, all’inizio della legislatura 2015-2020, il servizio cimiteriale era stato affidato in appalto ad Amr di Rovereto.
Confermo inoltre quanto dichiarato nei giorni scorsi dall’assessore Christian Perenzoni in merito alla legislatura 2015-2020 e, in particolare, all’affidamento a una ditta esterna del servizio di smaltimento - in apposita discarica - del materiale accumulato negli anni precedenti al 2015 in località Santa Caterina. Desidero infine sottolineare l’impegno dell’attuale amministrazione, che ha deciso di farsi carico della definitiva bonifica dell’area dell’ex cava, con l’obiettivo di risolvere in maniera definitiva una situazione che si protrae da tempo. Ritengo doveroso fornire queste precisazioni al fine di chiarire quanto da me affermato e ricondurre la questione alla corretta ricostruzione dei fatti" (nella foto le conseguenze della tempesta Vaia).
L'amministrazione comunale ricorda inoltre che è stata presentata denuncia contro ignoti per avere un quadro più completo dell’intera vicenda, su cui va fatta piena luce. "I fatti evidenziati sono emersi grazie a dichiarazioni rilasciate da una fonte anonima che, solo all’indomani della denuncia contro ignoti, ha affermato che femore e mucchio di inerti non erano più in loco, rendendo dunque difficile la stessa verifica dei fatti. La stessa fonte si è fortunatamente detta disponibile a collaborare con gli inquirenti - concluide -. Al momento dunque l’invito, rivolto a tutti, è quello di attendere i risultati dell’indagine prima di formulare ipotesi".