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Riva del Garda: al via Rebuild, focus sull'emergenza abitativa

Il primo evento italiano sull’innovazione sostenibile dell’edilizia e del real estate

RIVA DEL GARDA (Trento) - Al via la dodicesima edizione di Rebuild, focus sull'emergenza abitativa. Il binomio Casa-Abitare tra le sfide più urgenti del nostro tempo, banco di prova per il Paese. L’edizione inaugurata oggi vede la nascita di un’importante sinergia con la Provincia autonoma di Trento, attraverso il progetto ‘Orizzonti dell’abitare in Trentino’.

Ha preso il via questa mattina, al Centro Congressi di Riva del Garda, la dodicesima edizione di REbuild, il primo evento italiano sull’innovazione sostenibile dell’edilizia e del real estate, organizzato da Riva del Garda Fierecongressi. Due giorni di lavori che coinvolgono oltre 80 speaker provenienti da progettazione, edilizia, finanza e politiche pubbliche.

I NUMERI - 22 conferenze, 3 workshop, 5 side event, 6 appuntamenti di networking e più di 200 incontri B2B: un programma che, forse come mai prima d’ora, si intreccia con le sfide dell’attualità, legate al tema della casa e dell’abitare in ogni forma e declinazione, dall’accessibilità economica alla qualità degli spazi, dalla rigenerazione urbana alla sostenibilità ambientale, fino alla necessità di ripensare modelli insediativi, servizi e facilities alla luce dei profondi cambiamenti demografici, sociali ed economici che stanno attraversando il Paese. In questo scenario, il binomio Casa-Abitare si conferma non solo una questione immobiliare, ma un vero indicatore della capacità di immaginare comunità e città più inclusive, efficienti e resilienti.

Il confronto avviato oggi mette al centro temi e proposte che vanno ben oltre il perimetro dell’edilizia: l’abitare ha superato la dimensione settoriale del mercato immobiliare per configurarsi come una vera e propria infrastruttura economica e sociale, capace di incidere sulla competitività dei territori e la qualità della vita. Con il titolo Housing Remix, il programma si sviluppa attorno a cinque pilastri tematici - Politiche, Capitali, Regole, Costruire, Abitare - per mettere a confronto tutti i protagonisti delle filiere e restituire, col loro contributo, una lettura organica e convergente sulla crisi abitativa.

“Il nostro obiettivo – ha sottolineato Alessandra Albarelli, Direttrice Generale di Riva del Garda Fierecongressi – non è solo leggere il cambiamento, ma dare risposte a un nuovo insieme di bisogni abitativi. Un percorso che unisca accessibilità, sostenibilità, innovazione e impatto sociale, affrontando il tema della casa da tutti i punti di vista: economico, progettuale, ambientale e sociale, per generare soluzioni reali e condivise”.

GLI INTERVENTI - Ezio Micelli, Presidente del Comitato Scientifico di REbuild, docente della Università Iuav di Venezia, nonché unico membro italiano dell’Advisory Board della Commissione Europea per la redazione del Piano europeo per l’abitazione accessibile, ha evidenziato che “il piano casa deve poggiare su tre pilastri: finanza, regolazione e produzione. Servono investimenti pubblici e privati, strumenti stabili e capitali pazienti. Ma sono necessarie anche regole più rapide, capaci di rispondere all’urgenza abitativa, e soluzioni produttive innovative, in grado di coniugare costi più contenuti ed elevata qualità costruttiva. L’obiettivo è realizzare case e quartieri che rispondano alle istanze di sostenibilità e costi accessibili che le città esprimono a gran voce”.

Nella sessione inaugurale si è parlato anche del progetto Orizzonti dell’abitare in Trentino, l’innovativo modello partecipativo, messo in campo dalla Provincia autonoma di Trento per la nuova legge provinciale sulla casa, sviluppato in collaborazione con REbuild. “Oggi prende ufficialmente avvio un percorso che abbiamo voluto fortemente per dare ulteriore impulso alle politiche provinciali sulla casa e costruire, insieme ai protagonisti del territorio, nuove risposte a una delle sfide più rilevanti per il futuro del Trentino - ha dichiarato l’Assessore alle politiche per la casa, patrimonio, demanio e promozione della conoscenza dell’Autonomia Simone Marchiori. - Orizzonti dell’abitare nasce per mettere a valore competenze e professionalità presenti sul territorio, aprendosi al confronto con le migliori esperienze nazionali e internazionali sul tema dell’housing. La scelta di partire da REbuild non è casuale: questo è il luogo in cui innovazione, visione e capacità progettuale si incontrano. Da qui vogliamo allargare lo sguardo e costruire un laboratorio permanente di idee e proposte, con l’obiettivo di fare del Trentino un territorio capace di interpretare i cambiamenti sociali e sviluppare risposte sostenibili, accessibili e vicine ai bisogni delle persone e delle comunità”.

Sergio Anzelini, Presidente di Itea Spa e Amministratore Unico di Patrimonio del Trentino, ha posto l’attenzione sugli obiettivi da perseguire: “Itea è il braccio operativo della politica abitativa trentina, un hardware impegnato a trasformare le direttive provinciali in risposte concrete attraverso la riqualificazione, la costruzione e la manutenzione del patrimonio immobiliare. Per superare la logica dell'emergenza, la nostra sfida consiste nel modernizzare questo hardware seguendo i tre driver strategici condivisi con REbuild: il retrofit per l’efficienza energetica, l’industrializzazione dei processi per ridurre i tempi di intervento e la rigenerazione urbana per valorizzare il territorio. L'obiettivo è promuovere un cambio di paradigma e una visione strategica dell'abitare che possa garantire fondamenta solide per il futuro".

Augusto dell'Erba, Presidente della Federazione Nazionale delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali, ha sottolineato la necessità di garantire a tutti l’accesso alla casa, bene primario per la coesione sociale. “In questo contesto, le Banche di Credito Cooperativo svolgono un ruolo essenziale, con il patrimonio costruito negli anni grazie alle comunità di riferimento.
Le suddette banche rappresentano quindi soggetti sistemici affinché questo meccanismo virtuoso possa essere realmente attuato e intendono giocare fino in fondo la propria partita: una partita fatta di capitali pazienti, che richiede tempi lunghi, capacità di accompagnare le persone e fiducia nella loro possibilità di restituire il denaro nel tempo”.

All’inaugurazione è intervenuto anche il Sindaco di Riva del Garda, Alessio Zanoni, che ha confermato l’importanza del tema anche per la città.

La prima giornata di lavori ha restituito l’immagine di un settore in piena ridefinizione, in cui innovazione, sostenibilità e accessibilità si intrecciano sempre più strettamente, chiamando in causa l’intero sistema – pubblico e privato – nella costruzione delle città e delle forme dell’abitare del futuro.

Domani, 13 maggio, i lavori proseguiranno con altrettanti focus dettati dai 5 filoni tematici.

Info e programma: https://rebuilditalia.it/it/programma

“Orizzonti dell’abitare in Trentino”

Stamattina, durante l'inaugurazione della due giorni, l'assessore provinciale Simone Marchiori, ha sottolineato la necessità di superare approcci semplificati e soluzioni calate dall’alto, rilanciando un metodo fondato sulla collaborazione tra pubblico e privato e sulla capacità del territorio di anticipare i cambiamenti. “Il Trentino ha una tradizione di autonomia che significa prima di tutto responsabilità condivisa e capacità di attivarsi. Sul tema della casa non possiamo limitarci ad attendere risposte esterne, ma dobbiamo costruirle insieme, mettendo a sistema competenze, visioni ed esperienze. Per questo nasce questo laboratorio: un luogo permanente di confronto che sappia leggere i cambiamenti sociali e demografici e tradurli in politiche concrete”, ha evidenziato Marchiori.

Nel suo intervento l’assessore ha richiamato la necessità di guardare all’abitare in una prospettiva territoriale ampia, capace di valorizzare l’intero sistema provinciale e affrontare fenomeni come lo spopolamento di alcune aree, la pressione abitativa nei centri turistici e il recupero del patrimonio esistente. “Il problema non è soltanto costruire nuove case, ma ripensare il modo in cui utilizziamo e valorizziamo il patrimonio immobiliare già presente, mettendo in rete le diverse realtà del territorio. Il Trentino, in questo senso, può davvero diventare laboratorio nazionale di nuove politiche dell’abitare”.

Nel corso del pomeriggio l'assessore Simone Marchiori ha seguito i lavori della sessione “Politiche e modelli per l’abitare: il ruolo dell’Europa tra strategia e implementazione”, dedicata all’evoluzione delle strategie abitative a livello europeo. Moderato da Ezio Micelli, presidente del Comitato scientifico di REbuild, l’incontro ha visto gli interventi di Francesco Amodeo della European Commission – Housing Task Force e di Maria José Piccio-Marchetti Prado della Comunidad de Madrid, offrendo spunti utili a orientare anche le future strategie provinciali sul tema dell’abitare. L'assessore ha partecipato anche a "L'abitare al centro: prospettive internazionali", moderato dall'architetto Alberto Winterle, direttore di TurrisBabel, con Michael Obrist, professore universitario presso il Politecnico di Vienna, che ha portato il caso dell'abitare sociale a Vienna.

Fra gli approfondimento del pomeriggio, due sono stati quelli che hanno visto la partecipazione diretta della Provincia autonoma di Trento.

Il workshop “Come rispondere alla domanda di casa nei piani e nei progetti: obiettivi, strategie, risorse” ha affrontato il tema della realizzazione della nuova offerta abitativa in contesti segnati da vincoli sempre più stringenti, a partire dal principio del non consumo di suolo, dalla valorizzazione delle risorse pubbliche e dall’utilizzo del patrimonio green come leva di fattibilità. Coordinato da Sara Verones, direttrice dell’Ufficio Studi e Pianificazione delle Risorse Energetiche di APRIE, con il contributo di Eleonora Righetto, borsista dell’Università IUAV di Venezia, il laboratorio ha guidato i partecipanti in un confronto operativo articolato attorno a tre direttrici: tempi, per far dialogare la pianificazione urbanistica con l’urgenza abitativa, sociale e ambientale; metriche, per superare una logica meramente regolativa e misurare gli impatti economici, sociali e ambientali delle trasformazioni; strumenti, per ripensare il rapporto tra pubblico e privato come leva capace di generare valore urbano e ritorno collettivo.

Nel suo intervento, Verones ha sottolineato come il lavoro sull’abitare sostenibile richieda un approccio ampio e integrato, capace di tenere insieme dimensioni sociali, economiche e ambientali. Ha evidenziato come le configurazioni green dell’abitare non rappresentino più un obiettivo di lungo periodo, ma una traiettoria già concreta da consolidare attraverso investimenti e modelli progettuali capaci di ridurre i costi di gestione per le famiglie, a partire dall’efficienza energetica e dal contenimento delle bollette. Una prospettiva che punta a far sì che la transizione ecologica non diventi un fattore di esclusione, ma un elemento pienamente compatibile con l’accessibilità dell’abitare anche per le fasce più fragili della popolazione.

La sessione ha quindi previsto una fase laboratoriale: partendo da casi studio e domande guida, i partecipanti sono stati chiamati a elaborare in gruppi strategie e buone pratiche di riferimento, individuando fino a tre priorità operative per tradurre i principi emersi in azioni concrete e replicabili sul territorio trentino.

A seguire il confronto “La casa torna nei piani urbanistici: nuove proposte, nuovi strumenti”, moderato da Paolo Bovio, direttore editoriale di Future4Cities, ha riportato al centro il tema dell’abitare nella pianificazione urbanistica, attraverso il racconto di esperienze territoriali diverse ma accomunate dalla necessità di rafforzare la regia pubblica.

Paolo Mazzoleni, assessore all’urbanistica del Comune di Torino, ha illustrato il caso di una città che oggi considera già un successo il mantenimento dell’attuale equilibrio demografico, in un contesto segnato dall’invecchiamento della popolazione e da un mercato immobiliare caratterizzato da prezzi di acquisto ancora accessibili ma da una forte crescita dei canoni di locazione. Il nuovo piano regolatore, il primo dopo trent’anni, introduce l’obbligo del 20% di edilizia sociale nei grandi interventi e punta a favorire nuovi modelli abitativi, con l’obiettivo di mantenere Torino attrattiva anche per le giovani generazioni.

Roberto Corbia, assessore all’urbanistica del Comune di Alghero, ha invece evidenziato le tensioni generate da una forte pressione turistica: a fronte di 45 mila residenti, la città registra circa due milioni di presenze annue concentrate in pochi mesi, con una quota significativa di patrimonio immobiliare sottratta alla residenza stabile. Il nuovo piano urbanistico, attualmente in fase di definizione, punta a riequilibrare densificazione, servizi, turismo e residenza attraverso strumenti perequativi e obiettivi integrati.

A chiudere il confronto è stato Giovanni Gardelli, dirigente generale del Dipartimento urbanistica, energia, catasto, tavolare e coesione territoriale della Provincia autonoma di Trento, che ha ripercorso l’evoluzione del piano urbanistico provinciale come espressione dell’autonomia trentina: dallo sviluppo policentrico degli anni Sessanta alla tutela ambientale introdotta con la variante del 1988, fino al tema della governance, nonché al divieto di consumo di suolo e alla tutela delle aree agricole di pregio nel piano del 2008. Gardelli ha richiamato anche le nuove misure provinciali per contrastare lo spopolamento, tra cui il bando 2025 che prevede contributi fino a 100 mila euro per acquisto e ristrutturazione della prima casa in 32 comuni trentini coinvolti nel progetto sperimentale per la rivitalizzazione delle aree geografiche a rischio di abbandono, e ha anticipato la riflessione su un nuovo modello di piano urbanistico provinciale, più flessibile e capace di redistribuire opportunità e sviluppo tra territori diversi del Trentino.
Ultimo aggiornamento: 12/05/2026 18:04:52

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