TRENTO - La Quarta Commissione, presieduta da
Maria Bosin, ha concluso l'esame del disegno di legge 92 dell'assessore
Mario Tonina sull'assistenza territoriale e l'integrazione sociosanitaria. Il provvedimento, che punta a rafforzare il coordinamento tra servizi sanitari e sociali per garantire una presa in carico più efficace delle persone, ha ottenuto tre voti favorevoli (Bosin, Biada e Segnana), tre contrari (Zanella, Parolari e Maule) e l'astensione di Angeli. Nel corso dell'esame dei 19 articoli, il confronto si è concentrato soprattutto sul modello organizzativo della riforma e sul ruolo attribuito all'Azienda sanitaria rispetto agli enti locali e ai servizi sociali. Pur riconoscendo alcuni miglioramenti introdotti dagli emendamenti dell'assessore, le minoranze hanno ribadito le proprie perplessità su una governance ritenuta ancora troppo sbilanciata sulla componente sanitaria. Tonina ha difeso il percorso intrapreso, confermando la disponibilità a ulteriori approfondimenti e possibili modifiche in vista dell'approdo del testo in Aula.
L’esame dell’articolato e il voto
In apertura di seduta, sull’esame dell’articolo, la consigliera
Eleonora Angeli (Misto) ha annunciato la propria astensione sul disegno di legge, dopo essersi scusata per l'assenza alla precedente seduta, dovuta a improrogabili esigenze familiari. Pur riconoscendo i miglioramenti introdotti dagli emendamenti dell'assessore Tonina, in particolare il maggiore coinvolgimento delle autonomie locali, il riconoscimento delle competenze di Comuni e Comunità e la valorizzazione del Terzo settore, Angeli ha espresso perplessità sull'impianto complessivo della riforma. A suo giudizio, l'integrazione sociosanitaria deve rappresentare un cambiamento culturale prima ancora che organizzativo, mettendo al centro la persona e il suo progetto di vita, attraverso la corresponsabilità di tutti i soggetti coinvolti. Il nodo irrisolto rimane quello della
governance che, nonostante gli emendamenti, continuerebbe a essere incardinata nell'organizzazione sanitaria dell'Asuit. Da qui la proposta di approfondire l'ipotesi di un'agenzia provinciale per l'integrazione sociosanitaria, intesa non come ulteriore struttura burocratica, ma come organismo terzo di programmazione e raccordo tra Provincia, Azienda sanitaria, autonomie locali e Terzo settore. Angeli ha auspicato che il confronto con l'assessorato possa proseguire in vista dell'esame in Aula, per arrivare a un modello di governo realmente condiviso. La sua astensione, ha precisato, non rappresenta una chiusura, ma la volontà di contribuire al miglioramento del provvedimento.
La consigliera
Francesca Parolari (PD) ha annunciato il voto contrario sull'articolo 2, esprimendo perplessità sul ruolo del Consiglio per la salute. A suo giudizio, l'organismo ha dimostrato in passato una scarsa capacità di incidere concretamente sulle politiche sanitarie, limitandosi prevalentemente a ratificare decisioni anziché svolgere una funzione propositiva.
Il consigliere
Daniele Biada (FdI) ha chiesto chiarimenti sulla possibilità per i sindaci di farsi rappresentare da un delegato nel Consiglio per la salute. L'assessore Tonina ha precisato che la questione potrà essere ulteriormente approfondita in Aula, anche per verificare eventuali esigenze di modifica della disposizione.
Il consigliere
Paolo Zanella (PD) ha preso la parola sull’articolo 3, interessato da uno degli emendamenti dell’assessore Tonina, dichiarando di essersi proposto di fare oggi un unico intervento su questo provvedimento. Zanella ha espresso forti perplessità sull'impianto complessivo della riforma, giudicando insufficienti gli emendamenti presentati dall'assessore Tonina rispetto alle criticità emerse durante le audizioni. Il consigliere ha dedicato il suo intervento alla lettura di un articolo pubblicato su “Quotidiano Sanità” da un docente universitario, che analizza il disegno di legge trentino anche alla luce dei principi costituzionali e delle prerogative dell'autonomia speciale. Al centro della critica, il rischio che l'integrazione sociosanitaria si traduca in una riorganizzazione prevalentemente sanitaria, nella quale i servizi sociali siano chiamati a partecipare senza disporre di un effettivo potere decisionale. Secondo l'analisi richiamata da Zanella, la vera integrazione richiede una
governance paritaria, responsabilità chiaramente definite e risorse certe, non soltanto organismi di coordinamento e strumenti condivisi. Il consigliere ha sottolineato come l'autonomia speciale del Trentino dovrebbe rappresentare un'opportunità per sperimentare un modello innovativo, capace di superare la frammentazione dei servizi senza subordinare una componente all'altra. Il criterio con cui valutare la riforma, ha evidenziato, non dovrebbe essere il numero delle strutture o degli organismi istituiti, ma la capacità concreta di garantire risposte ai bisogni delle persone e continuità nell'assistenza.
La consigliera
Parolari ha annunciato il voto contrario all'articolo 3, evidenziando il rischio di sovrapposizione normativa con la legge provinciale 13/2007 sulle politiche sociali.
Quest'ultima, ha ricordato, disciplina già l'integrazione sociosanitaria, attribuendo specifiche competenze a Comuni e Comunità. Il disegno di legge 92 introdurrebbe dunque un ulteriore percorso di integrazione, senza superare quello già previsto dalla normativa sociale, anzi, rischiando di generare confusione e difficoltà applicative, anziché favorire un'effettiva integrazione dei servizi.
La presidente Maria Bosin ha richiamato la complessità di tradurre in norme gli obiettivi dell'integrazione sociosanitaria, osservando come, pur nella diversità delle interpretazioni, emerga una volontà comune di migliorare il sistema. Ha espresso fiducia nel percorso intrapreso, sottolineando che una riforma di questa portata potrà richiedere nel tempo aggiustamenti e correttivi, anche alla luce delle esigenze che emergeranno nella sua applicazione.
L'assessore Mario Tonina ha ribadito la validità del percorso intrapreso, sottolineando l'importanza della riforma per rispondere in maniera più efficace ai bisogni dei cittadini. Ha richiamato il lavoro svolto durante le audizioni e le modifiche introdotte al testo, riconoscendo il contributo delle osservazioni avanzate anche dalle consigliere Angeli e Parolari e dal consigliere Zanella. Pur nella consapevolezza della complessità del provvedimento, Tonina ha confermato la disponibilità ad approfondire ulteriormente le questioni aperte in vista dell'esame in Aula, con il supporto delle strutture tecniche e legislative provinciali. Ha infine sottolineato la necessità di partire dalle istituzioni, dalle competenze e dalle professionalità già presenti sul territorio trentino, valorizzandone l'esperienza per costruire un sistema capace di affrontare le sfide dell'assistenza sociosanitaria.
All’articolo 6, la consigliera Parolari ha chiesto chiarimenti sull'abrogazione della disposizione che attribuisce alle Comunità la stipula di accordi contrattuali per le prestazioni sanitarie erogate da soggetti accreditati. Gli uffici provinciali hanno spiegato che si tratta di un intervento di raccordo normativo, legato alla ridefinizione degli ambiti dell'integrazione sociosanitaria e al ruolo di Spazio Argento.
Sull’articolo 12, pur annunciando il voto contrario alla norma, Parolari ha preso atto dell’accoglimento delle istanze delle autonomie locali con l’emendamento proposto dall’assessore (sul quale ha dichiarato l’astensione).
Ancora Parolari ha annunciato il voto contrario all'emendamento sostitutivo dell'articolo 13, esprimendo perplessità sulla previsione di ulteriori forme di collaborazione e accordi tra distretti sociosanitari e Comunità. A suo giudizio, si introdurrebbe un nuovo livello di attuazione dell'integrazione sociosanitaria, parallelo a quello già affidato al Comitato per il coordinamento dell'integrazione sociosanitaria. Una sovrapposizione di organismi e competenze che, anziché semplificare il sistema, rischierebbe di aumentarne la complessità. Parolari ha quindi auspicato un ulteriore approfondimento della questione in vista dell'esame in Aula.
APPROVAZIONE
Il ddl è stato approvato con tre voti favorevoli (Bosin, Biada e Segnana), tre contrari (Zanella, Parolari e Maule) e l’astensione della consigliera Angeli. Le modifiche introdotte dall’assessore Tonina con emendamento sono 7 e raccolgono diverse osservazioni emerse dalle audizioni. In particolare: Un emendamento aggiuntivo all’articolo 1 amplia la rappresentanza negli organismi provinciali, introducendo rappresentanti dei servizi sociali territoriali, delle professioni sanitarie e della Consulta provinciale delle politiche sociali. L'obiettivo è dare maggiore voce alla componente sociale e ai professionisti nelle scelte strategiche.
L’emendamento all’articolo 5 rafforza il coordinamento tra ASUIT, Comuni e Comunità, riconosce il coinvolgimento del Terzo settore attraverso forme di amministrazione condivisa e amplia la partecipazione ai comitati territoriali, includendo anche medici di medicina generale, pediatri e farmacisti. Prevede inoltre iniziative di formazione per chi opera nell'assistenza.
La modifica all’articolo 3 rafforza il principio di collaborazione tra ASUIT, Comuni e Comunità, nel rispetto delle rispettive competenze.
Con l’emendamento all’articolo 12 si prevede che la definizione degli ambiti territoriali sociosanitari avvenga previa intesa con il Consiglio delle autonomie locali. È un passaggio importante per il ruolo degli enti locali.
L’articolo 13, come modificato, disciplina concretamente l'integrazione sociosanitaria, prevedendo équipe multiprofessionali, presa in carico integrata e coinvolgimento del Terzo settore nella definizione dei modelli organizzativi.
La modifica all’articolo 15 sostituisce l'espressione “progetto socio-assistenziale individualizzato” con “progetto individualizzato”, una formulazione più ampia, coerente con l'integrazione delle diverse prestazioni.
Infine, l’emendamento all’articolo 18 introduce un cronoprogramma attuativo da approvare entro 180 giorni, prevedendo un'applicazione progressiva della riforma sul territorio provinciale.