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Commemorazione di tutti i fedeli defunti Diocesi di Como

Inizio: 02/11/2026 dalle ore 23:00 - Fine: 02/11/2026 alle ore 23:30 IT

La mattina di lunedì 2 novembre, nella Commemorazione di tutti i fedeli defunti, alle 10.00, in Cattedrale, a Como, il Vescovo, cardinale Oscar Cantoni, ha presieduto la celebrazione eucaristica in suffragio dei Vescovi e dei Canonici defunti, mentre alle 15.00 celebrerà la Santa Messa al Cimitero Monumentale di Como, per affidare al Signore quanti hanno concluso il pellegrinaggio terreno, nella fede in Cristo risorto e nella speranza della vita eterna.

QUI DI SEGUITO IL TESTO DELL’OMELIA DEL CARDINALE CANTONI
NELLA MESSA PRESIEDUTA IN CATTEDRALE
LA MATTINA DEL 2 NOVEMBRE 

Oggi, in tutta la Chiesa, facciamo memoria dei nostri fratelli e sorelle defunti che ci hanno preceduto nel cammino della fede. Per loro, tutti i cristiani oggi pregano, perché essi possano godere la pienezza della pace. In questa Eucaristia vogliamo ricordare in modo particolare tutti i nostri Pastori, quanti hanno amato, servito la nostra Chiesa locale e si sono presi cura di tanti fedeli, a cominciare dai membri del Capitolo della cattedrale defunti e dai nostri Vescovi, che di epoca in epoca hanno vegliato sulla nostra Chiesa di Como con ogni sollecitudine e fatica. 
È un dovere di riconoscenza e un debito di gratitudine fare memoria di questi nostri pastori, che hanno consumato le loro energie prendendosi cura delle nostre Comunità, che si sono spesi nel dono totale di loro stessi, quale risposta d’amore all’Eucaristia che essi hanno celebrato. La passione per il Regno di Dio e l’ardore apostolico è ciò che ha caratterizzato la loro vita e i fedeli hanno potuto non solo constatare, ma anche godere, i frutti del loro impegno e delle loro fatiche.
L’amore di Dio, come ci ricorda s. Paolo nella lettura ascoltata, è stato riversato nei loro cuori con abbondanza per mezzo dello Spirito. E’ per questo che i nostri pastori hanno potuto gustare per primi i frutti dello Spirito, così che poi la loro fiamma viva non si è mai consumata, perché hanno saputo continuamente ravvivarla, l’hanno lasciata volontariamente ardere, cioè hanno deciso di consumare la loro vita nel dono totale e continuato di loro stessi, a beneficio di tutta la Chiesa. 
 Infatti, la fiamma dello Spirito può continuare ad ardere solo in chi è disposto a spendersi nel dono. E questo a beneficio dei fedeli, che hanno potuto toccare con mano la potenza di Dio, che è amore tenero e misericordioso, e sperimentare così il perdono e la riconciliazione.
Dio vuole che nessuno dei suoi figli si perda: “Questa è la volontà di Dio, (dice Gesù nel vangelo) che io non perda nulla di quanto egli mi ha dato, ma che lo risusciti nell’ultimo giorno”. Per mezzo dei pastori, ogni volta che hanno dato il perdono nel nome di Gesù e a nome della Chiesa, è avvenuta nei fedeli una rinascita personale, si è sviluppata una nuova effusione dello Spirito, così da assicurare una risurrezione personale. I pastori sono strumenti e insieme testimoni delle meraviglie di grazia che Dio opera silenziosamente, ma efficacemente nel cuore degli uomini. Se la gioia di Dio consiste nel perdonare, anche i pastori gioiscono intensamente ogni volta che il Signore permette loro di constatare il rinnovamento del cuore di tanti fedeli che si accostano ad essi per chiedere il perdono di Dio. Questo stesso perdono chiediamo ora al Signore perché lo conceda in abbondanza a tutti i nostri Pastori ed essi possano godere una amicizia sempre più profonda con Colui per il quale hanno lasciato tutto e lo hanno seguito. 
Oscar card. CANTONI

QUI DI SEGUITO IL TESTO DELL’OMELIA DEL CARDINALE CANTONI
NELLA MESSA CHE PRESIEDERÀ AL CIMITERO MONUMENTALE DI COMO NEL POMERIGGIO DEL 2 NOVEMBRE


Dopo aver visitato negli scorsi anni i diversi cimiteri disseminati nella nostra Città (a Camerlata, a Monte Olimpino, a Rebbio, a Camnago Volta), eccomi di nuovo in questo Cimitero Monumentale per celebrare insieme a voi la Santa Messa di suffragio per i nostri fratelli e sorelle, alcuni dei quali hanno vissuto con noi parte della loro esistenza e che ricordiamo con nostalgia, affetto e gratitudine. 
Pregheremo anche per coloro che nessuno ricorda più e per i quali nessuno prega: tutti fanno parte di quel corpo ecclesiale che invece Dio conosce nell’intimo, essendo tutti figli amati e preziosi ai suoi occhi e al suo cuore di padre. 
Con le nostre invocazioni, quindi, preghiamo perché tutti i defunti siano purificati dalle loro colpe e siano ammessi alla visione beatificante di Dio Padre, Figlio e Spirito Santo. Nello stesso tempo, noi abbiamo fiducia di ricevere dai nostri defunti loro preghiera e intercessione., mentre anche noi nutriamo il desiderio di raggiungere la vita eterna, nella quale essi ci hanno preceduto, mostrandoci la strada che ci porterà alla piena comunione con Dio, cioè alla pienezza della vita.
I defunti sono stati per noi degli esempi che ci hanno aiutato ad impostare la nostra vita, e soprattutto alcuni di questi ci hanno aiutato a scoprire come vivere secondo i criteri evangelici. Per le loro parole e soprattutto per il loro esempio, ci hanno offerto un modello di vita a cui ispirarci, uno strumento di consolazione e di sostegno per i nostri momenti di particolare difficoltà. Così possiamo riferire questi testi liturgici ai nostri amati defunti: “Dio li ha trovati degni di sé, li ha graditi come un olocausto. Nel giorno del loro giudizio risplenderanno, governeranno le nazioni, avranno potere sui popoli”.
Attraverso la pagina evangelica delle Beatitudini dove è descritta la figura ideale di uomo e di donna, come emerge dall’insegnamento di Gesù, possiamo riconoscere nei nostri defunti veri esempi di vita. La figura spirituale che emerge dalle beatitudini è nella linea dell’uomo povero, mite, umile, fiducioso, onesto, leale, che già i Salmi lasciano emergere. Ad essa si oppone la figura dell’uomo empio, ambizioso, orgoglioso, che confida nel denaro, nella forza della sua parola, che confida nel suo potere. Questa figura evangelica è stata realizzata pienamente da Gesù: mite e umile di cuore, che non ha dove posare il capo, che proclama il vangelo di pace, che non risponde quando è umiliato, che muore perdonando i suoi crocifissori.
Le beatitudini ci danno quindi un quadro di bontà, mitezza, distacco dal denaro, onestà, semplicità, capacità di perdonare e di sopportare situazioni difficili. Sono le virtù che noi attribuiamo anche ai nostri cari defunti, in particolare a coloro che ci sono stati vicini. “Passiamo sopra” quelli che sono stati i loro difetti, li liberiamo dalle incrostazioni esterne delle fragilità che hanno avuto e che sperimentiamo anche noi. Nella luce della morte e del perdono di Gesù, questi ricordi sfumano, restano mitigati e la figura dei nostri defunti emerge nei tratti permanenti di bontà, onestà. Lealtà, fedeltà, cura e amore.
A volte, proprio ricordando la vita condivisa con i nostri defunti, emergono tratti di umanità che non avevamo scorto quando erano con noi e che solo ora possiamo riconoscere, così la loro esemplarità continua a nutrirci e diviene sostegno e conforto nel nostro cammino quotidiano.
È questa, per noi, una ulteriore occasione per immergerci nell’amore di Dio, che si rivela come amore ineffabile e tenerissimo in Cristo. A Lui, quindi, affidiamo tutti coloro che ci hanno preceduto nel segno della fede e dormono il sonno della pace.
Oscar card. CANTONI

Ultimo aggiornamento: 02/11/2026 19:54:16