TRENTO - Saltato il voto previsto
in Quarta Commissione per la riforma dell'integrazione sociosanitaria. La discussione sul disegno di legge 92, proposto dall'assessore Mario Tonina, si è interrotta nel pomeriggio quando i consiglieri di minoranza
Paolo Zanella e Francesca Parolari (PD) e Chiara Maule (Campobase) hanno abbandonato i lavori, facendo venire meno il numero legale, anche in considerazione dell'assenza della consigliera
Eleonora Angeli (misto). La presidente
Maria Bosin ha quindi disposto una sospensione di dieci minuti per verificare la possibilità di riprendere la seduta, al temine della quale, accertata l’impossibilità di proseguire, ha chiuso i lavori. La Commissione sarà quindi riconvocata.

La decisione è arrivata dopo un pomeriggio dedicato all'esame degli emendamenti presentati dall'assessore Tonina, che recepiscono diverse osservazioni emerse nel corso delle audizioni delle scorse settimane.
Francesca Parolari (PD) ha chiesto chiarimenti sul rapporto tra il nuovo Comitato per il coordinamento dell'integrazione sociosanitaria, previsto dall'articolo 5, e le competenze attribuite dall'articolo 13 ai Distretti, ai Comuni e alle Comunità nella definizione dei modelli organizzativi dell'assistenza territoriale. La consigliera ha evidenziato il rischio di sovrapposizioni di funzioni e procedure, richiamando anche la necessità di un maggiore coordinamento con la normativa provinciale sulle politiche sociali. Ulteriori osservazioni hanno riguardato la rappresentanza degli Ordini professionali, il coinvolgimento dell'Agenzia del lavoro e alcune modifiche alla definizione del progetto individualizzato. Su quest'ultimo punto è intervenuta anche Chiara Maule (Campobase), chiedendo spiegazioni.
Maria Bosin ha posto l'attenzione sul futuro dei Consigli della salute, destinati a operare su base distrettuale, chiedendo come sarà garantita la rappresentanza delle singole comunità territoriali. Ha inoltre domandato se la riforma debba essere considerata un punto di arrivo oppure l'inizio di un percorso di progressiva integrazione. Bosin ha espresso apprezzamento per il lavoro svolto nel recepire molte delle osservazioni avanzate durante le audizioni, evidenziando la funzione della Commissione e sottolineando acnhe la disponibilità datra dall’assessore a ulteriori approfondimenti prima dell'esame in Aula.
L'assessore Mario Tonina ha confermato che gli emendamenti sono il risultato del confronto con i soggetti ascoltati dalla Commissione. La riforma, ha spiegato, non potrà risolvere immediatamente tutte le criticità, ma dovrà essere attuata con gradualità, verificandone nel tempo i risultati. L'obiettivo è creare le condizioni per una reale integrazione tra servizi sanitari e sociali, valorizzando il ruolo dei professionisti, degli enti locali e della cooperazione.
Tonina ha ribadito la disponibilità a valutare ulteriori contributi, anche trasversali, prima dell'approdo in Consiglio provinciale, richiamando le opportunità offerte dall'autonomia trentina.
Il dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali Andrea Ziglio ha illustrato le finalità degli emendamenti, sottolineando la volontà di rafforzare il ruolo di Comuni e Comunità nell'integrazione sociosanitaria, in un rapporto più paritetico con l'Azienda sanitaria e ha parlato di livelli diversi che non si sovrappongono: il primo indica linee di indirizzo, il secondo li declina sul territorio. Rispondendo ai quesiti dei consiglieri, ha chiarito il ruolo del Comitato di coordinamento nell'attuazione dell'integrazione a livello territoriale e spiegato che il coinvolgimento dell'Agenzia del lavoro risponde alla necessità di considerare anche la dimensione lavorativa nei progetti di vita, in particolare delle persone con disabilità. Ha inoltre precisato che la nuova definizione di «progetto individualizzato» intende comprendere sia gli aspetti socioassistenziali sia quelli sociosanitari, mentre le modifiche alla composizione del Consiglio sociosanitario provinciale mirano ad ampliare la rappresentanza.
Paolo Zanella ha sollevato il problema del coordinamento tra il nuovo disegno di legge e la normativa provinciale sulle politiche sociali, osservando come i rinvii tra le diverse disposizioni rischino di complicarne l'applicazione in assenza di un raccordo organico.
Daniele Biada (FdI) ha condiviso l'impianto della riforma, sottolineando la necessità che la nuova organizzazione dei Distretti sociosanitari non indebolisca il ruolo delle Comunità di valle e dei Comuni. Ha quindi espresso apprezzamento per il recepimento delle osservazioni del Consiglio delle autonomie locali, in particolare sulla previsione di un'intesa anziché di un semplice parere. Il consigliere ha chiesto una maggiore valorizzazione delle RSA e dei servizi semiresidenziali all'interno della rete territoriale, richiamando anche il problema del fabbisogno di posti letto e dei criteri di accesso, che dovrebbero considerare adeguatamente le condizioni sociali e familiari degli anziani. Biada si è infine soffermato sulla continuità assistenziale, chiedendo se le RSA potranno accedere alle cartelle cliniche condivise per garantire percorsi di cura integrati. L'obiettivo, ha concluso, deve essere quello di tradurre la riforma in risposte concrete e vicine ai bisogni delle persone e delle famiglie.
Al termine di questi interventi, la decisione di Zanella, Parolari e Maule di lasciare l'aula ha fatto mancare il numero legale, impedendo il proseguimento della trattazione.
La scelta è stata criticata da Stefania Segnana, che ha chiesto di mettere a verbale come i tre consiglieri abbiano abbandonato i lavori dopo aver ricevuto risposte alle osservazioni presentate e dopo che la Giunta aveva proposto emendamenti per recepire anche le indicazioni del Consiglio delle autonomie locali. Segnana ha osservato che i consiglieri avrebbero potuto esprimere il proprio dissenso attraverso l'astensione, senza impedire la prosecuzione dell'esame.
Critico anche l'assessore Tonina, che ha contestato la scelta dei consiglieri di minoranza, giudicandola un modo non corretto di affrontare il confronto istituzionale.
La presidente Bosin ha quindi sospeso la seduta per verificare la possibilità di ricostituire il numero legale e riprendere l'esame del disegno di legge.
Data l’impossibilità di proseguire, la presidente ha chiuso la seduta e la Commissione sarà riconvocata.