CLES (Trento) - Caporalato in Val di Non, Coldiretti Trentino Alto Adige: "Pugno di ferro contro l'illegalità, difendere le migliaia di imprese oneste e la dignità del lavoro agricolo".

A fronte della nuova inchiesta della Guardia di Finanza che ha scoperchiato un ulteriore sistema di caporalato in Val di Non, Coldiretti Trentino Alto Adige esprime totale condanna, ribadendo la linea della tolleranza zero. Questa inchiesta rappresenta il quarto caso di sfruttamento emerso in Trentino nel solo 2026, con un bilancio di circa 300 lavoratori coinvolti. Di fronte a questo scenario, la Coldiretti si schiera al fianco delle forze dell'ordine e della magistratura, ringraziandole per il rigoroso lavoro di indagine.
"I fatti emersi in Val di Non sono criminali e lontani anni luce dai veri valori della nostra agricoltura - dichiara
Gianluca Barbacovi, Presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige -
Non possiamo permettere che i caporali e una minoranza senza scrupoli infanghi l'impegno quotidiano di migliaia di agricoltori onesti. Il nostro dovere è garantire la tutela dei lavoratori e la difesa del reddito delle imprese sane, che oggi subiscono una concorrenza sleale spietata da parte di chi calpesta i diritti umani.
Rivendichiamo con forza la dignità del lavoro agricolo: chi sbaglia e sfrutta deve essere isolato e punito con la massima severità."
Coldiretti ricorda di essere in prima linea in Europa per difendere e rafforzare la condizionalità sociale, che rischia di essere eliminata dalla nuova PAC: legare l'erogazione dei fondi comunitari al rigoroso rispetto dei contratti e della dignità del lavoro è lo strumento decisivo per tagliare ogni risorsa a chi si macchia di crimini inaccettabili premiando unicamente le imprese agricole che operano nella piena legalità.
L'organizzazione guidata da Barbacovi ricorda inoltre di dotarsi da sempre di un codice etico interno e di specifici canali di segnalazione, strumenti fondamentali messi a disposizione per denunciare tempestivamente ogni anomalia, isolare tentativi di infiltrazione criminale e blindare la trasparenza e la legalità in ogni anello della filiera. L’infiltrazione di sistemi di reclutamento illecito che trasformano i lavoratori in vittime, impiegandoli illegalmente sia nei meleti che nella ristorazione, danneggia il cuore dell'economia locale.
Per questo, Coldiretti ha accolto con favore e partecipazione attiva il Protocollo d'intesa per il monitoraggio dello scambio di manodopera agricola promosso dalla Provincia e richiamato dall'assessore Achille Spinelli.
"Serve una rete coesa tra istituzioni, sindacati e associazioni di categoria per estirpare definitivamente i caporali e la criminalità dalle nostre campagne – conclude Barbacovi – L'obiettivo è proteggere i soggetti fragili, tutelare la stragrande maggioranza di aziende sane e assicurare la totale trasparenza dal campo alla tavola, promuovendo sempre la difesa della salute dei cittadini. Il Trentino agricolo è fatto di etica, legalità e rispetto: lotteremo affinché queste reti criminali non trovino mai più spazio nelle nostre valli".