BORGO VALSUGANA (Trento) - Un nuovo Pronto soccorso, tre sale operatorie, spazi ambulatoriali più funzionali e ambienti tecnologicamente avanzati per la diagnostica e la sterilizzazione.

L’ospedale San Lorenzo di Borgo Valsugana si rinnova con l’attivazione del nuovo Corpo ovest, un intervento che amplia e riqualifica la struttura, migliorando l’organizzazione dei servizi, la sicurezza e la qualità degli spazi dedicati all’assistenza. Un’opera attesa e fondamentale che segna una svolta per l’ospedale di riferimento della Valsugana. La nuova ala è stata presentata alla popolazione alla presenza del presidente della Provincia autonoma di Trento Maurizio Fugatti, del direttore generale di Asuit Antonio Ferro, del dirigente generale del Dipartimento salute e politiche sociali della Pat Andrea Ziglio, della direttrice dell’ospedale San Lorenzo Silvia Atti e della direttrice del Dipartimento tecnico Debora Furlani insieme al dirigente del Servizio attuazione investimenti Claudio Cortelletti. Hanno partecipato alla cerimonia anche il direttore del Servizio ospedaliero provinciale Michele Sommavilla, il direttore dell’Unità operativa direzione delle professioni sanitarie del SOP Paolo Barelli, la consigliera provinciale Stefania Segnana, la sindaca di Borgo Valsugana Martina Ferrai e il presidente della Comunità Valsugana e Tesino Claudio Ceppinati.
Il progetto, finanziato interamente con risorse della Provincia autonoma di Trento, ha comportato un
investimento complessivo di 26.274.350 euro e la realizzazione di circa
4.300 metri quadrati di nuova superficie distribuiti su cinque livelli. Un’opera strategica per la Valsugana, che punta a rafforzare la medicina di prossimità e a offrire ai cittadini ambienti più moderni, percorsi assistenziali più chiari e servizi meglio organizzati.
Il
nuovo edificio è stato progettato per riunire e riorganizzare attività fondamentali dell’ospedale, con spazi dedicati alle diverse funzioni e collegamenti con la struttura esistente. Il
piano seminterrato ospita spogliatoi per il personale, locali tecnici, ambienti per la pulizia e la sanificazione e spazi archivio. Un livello di servizio essenziale per sostenere il funzionamento quotidiano dell’ospedale e migliorare l’organizzazione delle attività interne. Al
piano terra c’è il nuovo
Pronto soccorso, con tre ambulatori per visite e prestazioni, quattro posti letto per l’Osservazione breve, spazi di supporto e percorsi dedicati all’accesso dei pazienti e dei mezzi di soccorso. La nuova organizzazione punta a rendere più funzionali l’accoglienza e la gestione delle emergenze. Al
primo piano c’è il
nuovo blocco operatorio, con tre nuove sale operatorie a servizio di Ortopedia, Chirurgia generale e Chirurgia orale e Odontoiatria. Ambienti progettati secondo elevati standard tecnologici e di sicurezza, con spazi di preparazione e supporto per il personale e collegamenti con l’ospedale esistente. Al
secondo piano sono previsti
nuovi ambulatori per la specialistica, con quattro ambulatori destinati all’Unità operativa di medicina, affiancati da un ambulatorio chirurgico per l’Endoscopia digestiva e da locali di servizio. Il
terzo piano ospita il
laboratorio analisi e la nuova
centrale di sterilizzazione.
«Con questo ampliamento – ha dichiarato il
direttore generale Antonio Ferro – il San Lorenzo compie un salto di qualità e rafforza il suo ruolo nella rete ospedaliera trentina. I nuovi ambienti sono progettati per rendere più funzionali i percorsi e favorire l’integrazione tra le diverse attività. È un investimento che guarda anche al futuro del presidio: spazi adeguati e tecnologie aggiornate creano le condizioni per sviluppare le attività cliniche, offrire nuove opportunità di formazione e rendere l’ospedale più attrattivo per i professionisti. Perché rafforzare un ospedale di valle significa investire nella qualità delle cure e nella capacità di rispondere ai bisogni della comunità».
«Realizzare un ampliamento ospedaliero di questa complessità – ha spiegato
la direttrice del Dipartimento tecnico Debora Furlani – significa intervenire non solo sugli spazi, ma sull’intero sistema che permette a una struttura sanitaria di funzionare in sicurezza. L’opera, la più importante degli ultimi 10 anni in azienda sanitaria, ha richiesto un lavoro articolato sulle strutture, sugli impianti tecnologici e sui collegamenti con l’edificio esistente, con particolare attenzione alla qualità dell’aria, alla continuità elettrica, alla prevenzione incendi e alla funzionalità dei percorsi. L’obiettivo era consegnare ambienti, soprattutto se dedicati alle funzioni maggiormente tecnologiche all’interno di un ospedale, moderni, flessibili e adeguati alle esigenze assistenziali di oggi e di domani».
Con l’entrata in funzione del nuovo Corpo ovest è in corso il trasferimento progressivo dei servizi. Le operazioni sono organizzate per consentire l’attivazione dei nuovi ambienti e l’integrazione con la struttura esistente.
Sono già stati trasferiti il laboratorio analisi, la centrale di sterilizzazione e gli ambulatori di medicina e dal 2 al 5 novembre si trasferiranno anche il pronto soccorso, il blocco operatorio e l’endoscopia digestiva. «Questa fase – ha dichiarato la direttrice dell’ospedale San Lorenzo Silvia Atti – richiede un coordinamento puntuale tra le diverse équipe e i servizi tecnici, perché ogni trasferimento comporta attività organizzative e verifiche necessarie prima dell’avvio nelle nuove sedi. La nuova ala ovest ci offre spazi più adeguati e nuove opportunità per sviluppare l’attività clinica e migliorare l’organizzazione dei percorsi assistenziali. I nuovi spazi consentiranno di lavorare in ambienti più funzionali, a beneficio dei professionisti e dei pazienti. È un cambiamento che ci permette di guardare a nuove possibilità di sviluppo clinico, mantenendo al centro la qualità e la sicurezza delle cure».
«Quest’opera – ha evidenziato il dirigente generale del Dipartimento salute della Pat Andrea Ziglio – è il risultato di un lavoro condiviso: degli amministratori locali, che rappresentano e tutelano le esigenze del territorio, dei professionisti che ogni giorno garantiscono l’assistenza e delle istituzioni chiamate a compiere scelte per il futuro. Con questo intervento investiamo nella sanità del futuro, rafforzando la possibilità di offrire ai cittadini cure appropriate, sicure e il più possibile vicine al luogo in cui vivono. Prossimità, infatti, non significa fare tutto ovunque, ma garantire a ogni persona la risposta più adeguata al proprio bisogno, tenendo presente il concetto di appropriatezza. In questa prospettiva, l’ospedale di Borgo è un nodo fondamentale di una rete che comprende i servizi territoriali e sociosanitari: la presa in carico non si esaurisce durante il ricovero, ma deve accompagnare la persona anche nel rientro a casa. È lavorando in rete che possiamo assicurare continuità socio assistenziale e risposte efficaci alla comunità».
«L’inaugurazione di oggi – ha ricordato la sindaca di Borgo Valsugana Martina Ferrai ripercorrendo il legame del territorio con l’ospedale – è una tappa importante in un percorso che lega da secoli Borgo Valsugana e la sua comunità alla cura della salute. Già nella prima metà del Quattrocento Borgo aveva un proprio ospedale: quello che inauguriamo oggi è idealmente una nuova tappa di questa lunga staffetta, che ha visto la comunità locale e la Valsugana protagoniste nel prendersi cura dei propri cittadini. Il San Lorenzo è molto più di una struttura sanitaria: è un presidio fondamentale per il territorio, una risorsa sociale ed economica e un elemento che contribuisce a mantenere viva la nostra comunità. Come amministrazione continueremo a fare la nostra parte, mantenendo un dialogo costante con l’ospedale e facendoci “veicolo” di informazione con la popolazione».
Il presidente della Comunità Valsugana e Tesino Claudio Ceppinati ha dichiarato che «investire in sanità significa investire non soltanto negli edifici, ma anche nelle persone: nei cittadini che hanno bisogno di cure e nei professionisti che ogni giorno le garantiscono. In momenti di fragilità, poter contare su ambienti accoglienti, tecnologie avanzate e personale qualificato fa la differenza. Come Comunità di valle vogliamo continuare a lavorare in sinergia con Asuit e la direzione dell’ospedale, anche attraverso il lavoro della nuova commissione del Consiglio dei sindaci dedicata alla sanità e all’integrazione sociosanitaria, per favorire il confronto e costruire risposte sempre più vicine ai bisogni della popolazione».
L’ex assessore e attuale consigliere provinciale Stefania Segnana ha ripercorso le tappe che hanno portato all’inaugurazione: «Quella di oggi è una giornata importante, che conclude un percorso lungo e impegnativo e apre nuove prospettive per l’ospedale di Borgo. Con la nuova ala ci saranno spazi moderni e tecnologie all’avanguardia che permetteranno di valorizzare ulteriormente le professionalità presenti e di rafforzare il ruolo del San Lorenzo come punto di riferimento per la Valsugana. Penso in particolare alle opportunità offerte dal potenziamento delle attività chirurgiche e dei servizi specialistici».
«L’inaugurazione di oggi – ha concluso chiudendo gli interventi il Presidente della Provincia Maurizio Fugatti – è motivo di grande soddisfazione: parliamo di un investimento di oltre 26 milioni di euro che conferma la scelta della nostra Provincia di rafforzare la sanità di prossimità e i presidi ospedalieri di valle. La pandemia ci ha ricordato quanto sia importante poter contare su strutture moderne e servizi sanitari vicini ai cittadini. Questo intervento va esattamente in questa direzione e si inserisce in una strategia più ampia di rinnovamento della sanità trentina. Stiamo lavorando al futuro Nuovo polo ospedaliero e universitario del Trentino, con l’obiettivo di rispettare il cronoprogramma e procedere con l’appalto integrato. Parallelamente, con la nascita di Asuit e lo sviluppo della collaborazione con l’Università, stiamo costruendo un sistema capace di integrare sempre più assistenza, formazione e ricerca. A luglio sono arrivati i primi laureati in Medicina formati in Trentino e le scuole di specializzazione offriranno sempre di più nuove opportunità ai giovani professionisti. Vogliamo una sanità che risponda ai bisogni dei cittadini, sappia attrarre competenze e offrire percorsi professionali qualificanti».