TRENTO - «Fenalt esprime una valutazione fortemente critica sull’esito dell’incontro odierno con Apran dedicato al nuovo ordinamento delle Autonomie locali e agli accordi collegati. Dall’analisi approfondita del testo, svolta nel corso delle assemblee del personale, emergono numerose criticità che rendono l’impianto complessivo del provvedimento ingiusto, illogico e potenzialmente esposto anche a ricorsi, in quanto produttivo di gravi disparità di trattamento». Con queste parole il Segretario generale della Fenalt, Maurizio Valentinotti sintetizza l’esito della riunione tenutasi oggi in Apran per l’approvazione del testo relativo al nuovo ordinamento professionale delle Autonomie locali.

Nel corso dell’incontro Valentinotti ha illustrato puntualmente le principali problematiche, evidenziando come il nuovo ordinamento penalizzi in modo evidente una parte di personale già in servizio. In particolare, per quanto riguarda gli operai, coloro che hanno meno di otto anni di anzianità rimangono inquadrati nel livello B base, mentre i nuovi assunti accedono direttamente al B evoluto. Una situazione analoga si riscontra per il personale in categoria A con meno di otto anni di anzianità, che resta collocato in area A, mentre i nuovi ingressi vengono inquadrati in B base.
Ulteriori criticità riguardano le prospettive future: le progressioni all’interno degli enti risultano infatti meno favorevoli rispetto ai meccanismi previsti per chi oggi beneficia di una riqualificazione automatica, introducendo un evidente squilibrio tra lavoratori che operano negli stessi contesti organizzativi.
Inoltre c’è un’assenza totale di indicazioni chiare sulle decorrenze delle progressioni orizzontali, elemento che alimenta incertezza e frustrazione tra i lavoratori.
Fenalt ha poi richiamato con forza le problematiche irrisolte nelle APSP, dove non si registra alcun passo avanti sul tema dei buoni pasto e resta una grave e ingiustificata disparità nel pagamento delle indennità notturne. «Come se questo non bastasse – osserva Valentinotti - le figure degli OSS risultano tra le più penalizzate: restano di fatto “al palo” nonostante il ruolo essenziale svolto nei servizi alla persona».
Alla luce di queste criticità, il Sindacato ha dichiarato la propria disponibilità a sottoscrivere i testi solo a fronte della firma contestuale di un documento congiunto che impegnasse formalmente Apran a riaprire il confronto in tempi brevi per correggere le distorsioni evidenziate. Una proposta che pur avendo incontrato il favore di Apran, non ha trovato quello delle organizzazioni sindacali confederali, che si sono opposte impedendo di fatto la redazione di un documento che avrebbe aperto prospettive per un futuro miglioramento.
Fenalt lascia ora ad Apran il tempo per una riflessione e ribadisce la propria disponibilità a sottoscrivere gli accordi qualora venga assunto un impegno formale a intervenire sulle parti più critiche del testo. «Non fosse altro – evidenzia Valentinotti – per le molte disposizioni che portano la nostra primogenitura e che riconosciamo come positive».
«Un accordo è sempre un compromesso – conclude il Segretario – ma le parti meno condivisibili possono essere accettate solo all’interno di uno scambio equo. Questo equilibrio, oggi, non c’è».