TRENTO - Cgil Cisl Uil giudicano positivi i dati dell’ultimo bilancio Itea, “segno di una società in salute che dunque può e deve rispondere con efficacia e tempismo al bisogno abitativo”. Per esprimere un giudizio compiuto sull’attività della società, però, le tre sigle sindacali, attendono di conoscere le cifre del bilancio sociale.

“Non possiamo non ricordare, infatti, che da due anni consecutivi la Spa registra aumenti delle entrate da canoni, una dinamica che si giustifica alla luce del mancato adeguamento dell’Icef, per la determinazione degli affitti, al costo della vita. Di fatto gli inquilini, pur non essendo diventati realmente più ricchi, hanno pagato affitti più alti. Ci auguriamo che nel prossimo bilancio sociale questa dinamica sia stata corretta, sebbene non ci facciamo illusioni visto l’immobilismo della giunta sul fronte Icef”, sottolineano Manuela Faggioni per il Sunia Cgil, Michele Bezzi per la Cisl e Walter Largher per la Uil. Al netto di ciò le tre sigle guardano con particolare attenzione al dato relativo all’immissione sul mercato degli alloggi di risulta. “C’è stata una velocizzazione e un miglioramento di cui non possiamo che prendete atto.
Sarebbe, però, sbagliato accontentarsi di una dinamica che non è ancora sufficiente a rispondere all’emergenza abitativa. Con questo ritmo, 120 immissioni in più l’anno circa, sarà necessario un decennio per smaltire l’arretrato sugli alloggi di risulta. Chiediamo dunque un ulteriore sforzo per migliorare la capacità di ristrutturare le abitazioni sociali e rimetterle a disposizione”.
E proprio in tema di “fame di case” Cgil Cisl Uil guardano con l’interesse l’apertura arrivata sul fronte di un piano abitativo straordinario. “Le dichiarazioni del presidente Anzellini vanno nella direzione che auspichiamo, non da soli, da anni. Servono più alloggi sociali e un piano straordinario di edilizia abitativa popolare. Quello che non ci rassicura sono i tempi. Ad oggi le nuove costruzioni programmate sono poche decine, assolutamente insufficienti. Sarebbe auspicabile, inoltre, che nel progettare nuove costruzioni ci si ispirasse a criteri innovativi in grado di coniugare sostenibilità e qualità dell’abitare”. Infine Cgil Cisl Uil pongono l’accento sul patrimonio esistente. “Ci sono situazioni di abitazioni al limite della vivibilità. Per diversi inquilini muffe, infiltrazioni d’acqua del tetto, umidità sono una realtà quotidiana con cui fare i conti. Chiediamo ad Itea di farsi carico, in modo strutturale e non solo emergenziale di queste situazioni, che di fatto rendono la vita difficile a diverse famiglie”, concludono Faggioni, Bezzi e Largher.