TRENTO - Riforma dello Statuto approvata in tempi record, Calderoli: “Restituite competenze e responsabilità alle Autonomie”.
Al
Festival dell’Economia di Trento riflettori puntati sulla recente riforma dello Statuto di autonomia del
Trentino-Alto Adige/Südtirol. Al panel dedicato hanno partecipato i presidenti delle Province autonome di Trento e Bolzano,
Maurizio Fugatti e
Arno Kompatscher, insieme al ministro per gli Affari regionali e le Autonomie
Roberto Calderoli, moderati dal vicedirettore del Sole 24 Ore Sebastiano Barisoni.

Al centro del confronto il disegno di legge costituzionale approvato nei giorni scorsi, che punta a ripristinare le competenze primarie erose dopo la riforma del Titolo V del 2001.
(Da sinistra Sebastiano Barisoni; Roberto Calderoli; Maurizio Fugatti; Arno Kompatscher foto credit Daniele Paternoster, archivio Ufficio Stampa Pat)
Autonomie speciali, geopolitica, giovani come protagonisti
Il ministro
Roberto Calderoli ha rivendicato l’eccezionalità dell’iter parlamentare:
"Solo lo scorso anno qui si parlava di una proposta definita impossibile. Assegnata alla Camera nel luglio del 2025, è stata approvata nel maggio del 2026: quattro letture in dieci mesi costituiscono un record assoluto di velocità. Mi spiace per l’astensione dell’opposizione, perché questa riforma doveva andare al di là degli schieramenti".
Calderoli ha ricordato come
"dal 2001 le autonomie speciali siano state trattate paradossalmente peggio delle Regioni ordinarie, a causa di una Corte costituzionale molto restrittiva sulle riforme economico-sociali", sottolineando che
"ora le competenze tornano chiare, legandosi a una maggiore consapevolezza nella gestione, come per la delega sulla montagna che ho voluto riprendere in mano".
Il ministro ha quindi escluso ipotesi di crisi di governo: «Il programma di governo è un obbligo.
Non prevarranno logiche elettorali di scioglimento anticipato: la legislatura deve giungere alla sua scadenza naturale, anche per adempiere a passaggi fondamentali come la legge di bilancio».
Il presidente della Provincia autonoma di Bolzano Arno Kompatscher ha evidenziato il valore strategico dell’intesa raggiunta: "Si parlava di ripristino delle competenze perse con la riforma del Titolo V. Con il ministro abbiamo lavorato anche a qualche aggiunta. L’ambiente non esisteva in origine, poi è stato dato allo Stato. Ora l’abbiamo noi. Volevamo rendere dinamica la nostra autonomia. Noi crediamo nello sviluppo, siamo tra i territori con il Pil più alto d’Europa e lasciamo un residuo non solo al nostro territorio ma anche al sistema Paese".
Maurizio Fugatti, presidente della Provincia autonoma di Trento, ha sottolineato l’impatto concreto della riforma: "Ogni volta che si impugnava una legge, per noi era una sfida. Dopo il 2001 lo Stato ha via via cercato di erodere le nostre competenze primarie, in particolare su appalti e contratti pubblici, mettendoci in difficoltà davanti alla Corte costituzionale. Ringrazio il ministro Calderoli e il presidente della Conferenza delle Regioni per il lavoro svolto".
Fugatti ha ricordato che "questa riforma, partita da tutte le autonomie speciali e poi portata avanti d’intesa tra Trento, Bolzano e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ci restituisce la competenza sull’ambiente, che prima sembrava impossibile da raggiungere. Gestiremo direttamente territorio montano, fiumi, laghi e fauna selvatica attraverso il lavoro delle commissioni paritetiche. È un passo avanti che ci responsabilizza, considerando anche che Trento e Bolzano contribuiscono con circa 300 milioni all’anno ai conti pubblici nazionali".
Il presidente della Provincia autonoma di Trento ha quindi richiamato alcune misure concrete adottate sul territorio: "Per contrastare il caro carburante abbiamo introdotto un abbonamento trimestrale a 20 euro per chi utilizza i mezzi pubblici in Trentino, mentre per le imprese dell’autotrasporto abbiamo predisposto un bando con contributi maggiorati per chi investe in risparmio energetico e transizione all’interno della propria azienda".