TRENTO -
Matteo Renzi attacca
Salvini e la
Meloni, presenta il suo progetto per l'Italia. Lo fa al Festival di Trento:
"Combattere la fuga dei cervelli, investire nei settori strategici e nella cultura", è il messaggio del presidente di Italia Viva.
Tasse, politiche industriali, giovani, riforme, ma anche molta politica, naturalmente, nell'incontro che ha avuto per protagonista il presidente di Italia Viva Matteo Renzi, in dialogo con Sebastiano Barisoni, Vicedirettore di Radio 24 - Il Sole 24 Ore, oggi nella seconda giornata del Festival dell'Economia di Trento.
Sull'economia
Renzi è stato molto criticio con l'attuale governo: la manovra economica ha fatto crescere la pressione fiscale e, se il disegno era di far calare la soglia del debito pubblico sotto il 3%, i conti sono stati fatti male, perché l'Italia è rimasta al 3,1. Tutto questo mentre, sempre secondo il senatore, non si è fatto nulla per i giovani e sono state cancellate misure come quella per il rientro dei cervelli.
Molti i temi toccati da
Renzi nel suo talk nella sala Depero del Palazzo della
Provincia di Trento. Si è parlato di di economia, ma naturalmente l'incontro non poteva non assumere anche caratteri politici. Partendo dall'attualità: ad esempio, le provocazioni contenute nella pubblicità lanciata da Italia Viva per la raccolta del 2 per mille. La realtà, ha detto Renzi, è che i giovani continuano ad andarsene dall'Italia, che i salari non crescono ma anche che i treni non arrivano in orario (come si ironizza nella pubblicità).

Ma se domani Renzi andasse al governo, cosa farebbe? Incalzato da Barisoni, l'ospite ha illustrato tre punti. Innanzitutto una start tax in favore dei giovani: semplificando, fino a una certa età si ha diritto a esenzioni Irpef o a una Irpef flat. Questo affinché chi si è formato qui, dall'asilo all'università, poi non vada in Svizzera perché lì gli offrono stipendi migliori, ma venga assunto da un imprenditore italiano. Renzi spingerebbe inoltre l'Europa a varare un gigantesco piano per convincere i migliori talenti del mondo a venire nel continente. Anziché buttare via i soldi sul green deal - ha aggiunto - bisognerebbe elevare i compensi di chi lavora nei settori strategici, dall'innovazione alla gestione della longevità (longevity economy). Infine, il tema della cultura, intesa come dna dell'Europa.
Perché nell'era dell'IA il bisogno di confrontarsi con questo gigantesco patrimonio è destinato a crescere, non a calare (Matteo Renzi foto credit Daniele Paternoster - Archivio Ufficio Stampa Pat)
Venendo a questioni più strategiche: Renzi è a favore di una politica energetica innovativa, a patto che ci sia un disegno, una strategia. Le riserve strategiche di carburanti dell'Europa si sono molto ridotte. Erano 800 milioni di barili, e 350 milioni sono già stati messi in circolo. Gli effetti del blocco di Hormuz si vedranno fra sei mesi. Sui prezzi della benzina, ma anche sui fertilizzanti, da cui dipende la produzione di cibo. E saranno dolori.
Il salario minimo? Sì, a patto che non costi un centesimo ai contribuenti. Ma il vero tema è il salario di ingresso, rivolto ai giovani che entrano nel mondo del lavoro. Ilva di Taranto: le privatizzazioni non funzionano se non c'è una strategia condivisa sull'acciaio. E l'Europa il settore lo ha smontato. In queste condizioni, nessuna privatizzazione può portare frutto. Con la destra, ha insistito Renzi, non solo la crescita italiana è oggi la più bassa a livello europeo, ma sono cresciute le tasse. Un mondo alla rovescia, perché di solito è la sinistra che viene accusata di accrescere la pressione fiscale. La patrimoniale potrebbe essere una risposta? In un mondo ideale, per Renzi, sarebbe l'optimum, i ricchi pagano di più, i poveri di meno. Ma nel mondo reale i ricchi scappano, e così non pagano più alcuna tassa.
Un tema di queste ore, il trattamento riservato da Israele alla Flottilla: il ministro israeliano, ha detto il senatore, fa un danno anche a Israele. In ogni caso, il mondo oggi è internazionale. L'Europa o è unita o non è e non potrà contare nulla su questi scenari.
Nel corso dell'intervista si è parlato anche delle prossime prospettive elettorali. Renzi ha ricordato che nella formazione dell'ultimo governo governo si è imposta la regola che il/la leader del partito di maggioranza diventa premier. Se si continuerà su questa strada, la leader del centrosinistra secondo Renzi sarà Elly Schlein. Altrimenti, l'altra strada percorribile sarà quella delle primarie.
Un'ultima provocazione dell'intervistatore: sia Renzi che Meloni hanno perso un referendum. Quali sono le analogie? Renzi ha ricordato che dopo aver perso il referendum si è dimesso, senza "paracaduti". L'attuale premier, ha aggiunto, ha scelto una strada diversa. Nel merito, il presidente di Italia Viva ha rivendicato che il suo referendum mirava a cambiare il Paese, quello del Governo a marcare un distacco rispetto alla magistratura.