SAN MICHELE ALL'ADIGE (Trento) -
Il 2025 è stato caratterizzato da un primo semestre caldo e siccitoso e da un autunnoinverno freddo e piovoso. Durante la vendemmia le piogge intense e le temperature al di sopra della media hanno determinato problemi di marciumi che hanno costretto i viticoltori ad anticipare la raccolta per alcune varietà e concentrarla in poche giornate utili. Complessivamente però, l’annata è risultata positiva sia in termini di produzione, con più di un milione e 100mila quintali di uva prodotta (+11% rispetto il 2024), sia per la qualità soprattutto per quanto riguarda una delle varietà più rappresentative: lo Chardonnay.

Il punto sull’annata vitivinicola 2025 in provincia di Trento è stato fatto alla Fondazione Edmund Mach nell’ambito della 18esima Giornata tecnica della vite e del vino, dove è stato fatto anche un focus una tematica emergente di questi ultimi anni legata agli effetti del cambiamento climatico: la gestione dell'integrità e della sanità delle uve durante la maturazione.
Durante l’incontro tecnico si è parlato, con la moderazione di Alberto Gelmetti, della stagione viticola 2025, con un approfondimento sui marciumi dei grappoli con le esperienze di campo sul Teroldego, eseguite dalla FEM in collaborazione con Cavit, e con le prove di confronto tra antibotritici di sintesi e prodotti a base di sostanze attive di origine naturale effettuate dal Centro di Sperimentazione Laimburg.
Spazio anche ai trattamenti fitosanitari: pulizia dell’atomizzatore, distribuzione e prospettive ma anche all’impianto di lavaggio degli atomizzatori; tema di grande attualità con le esperienze di Lavis e Mezzocorona a cura del Consorzio Trentino di Bonifica ed infine, la vendemmia 2025 con valutazioni e prospettive. "Si tratta del secondo appuntamento di un programma articolato in cinque giornate tecniche durante le quali i tecnici del Centro Trasferimento Tecnologico, insieme a relatori esterni invitati per l’occasione, condividono con gli operatori le conoscenze e le esperienze maturate nel corso dell’ultimo anno di attività" ha spiegato in apertura Maurizio Bottura, sostituto direttore generale FEM, sottolineando la volontà della Fondazione di rafforzare il lavoro di rete con esperti e specialisti del territorio, con l’obiettivo di offrire risposte concrete e contribuire in modo efficace allo sviluppo dell’agricoltura trentina. Ha quindi portato i saluti delle istituzioni, rivolgendo un ringraziamento particolare all’UMST Agricoltura e al Servizio Agricoltura della Provincia autonoma di Trento per il finanziamento del programma dedicato alla flavescenza dorata, tema sul quale FEM è impegnata intensamente e per il quale sono previsti primi aggiornamenti nei prossimi mesi.
L’annata viticola 2025
L’annata viticola 2025 in Trentino è stata caratterizzata da un andamento meteorologico complesso, e completamente differente rispetto al 2024: a un giugno caldo e siccitoso è seguito un periodo eccezionalmente freddo e piovoso. Questi scenari hanno influenzato i fabbisogni irrigui della vite, rendendo cruciale un monitoraggio basato sull'integrazione tra modelli, previsioni e misure dirette. In questo contesto si inserisce il progetto IRRITRE, promosso e finanziato dalla PAT per il monitoraggio dei volumi irrigui nei consorzi locali.
La produzione di uva si è attestata, secondo i dati del Consorzio Vini del Trentino, sui 1.131.393 quintali, segnando un +11% rispetto al 2024, annata di scarsa produzione, e in linea con la media del decennio precedente.
La stagione verrà ricordata per una importante diffusione dei marciumi dei grappoli. La pressione della peronospora è stata di media entità nella maggior parte degli areali e non si sono verificate infezioni di oidio significative.