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Dro, in Rsa anche la presa in carico diurna

Nuovo servizio alla Residenza Molino: sempre più aperta al territorio

DRO (Trento) - Dopo il cohousing e il punto prelievi, l’Apsp Residenza Molino di Dro attiva anche la Presa in carico diurna continuativa (Pic): un ponte tra Rsa e domicilio, in piena sintonia con le direttive della Provincia sul welfare di prossimità.

La “Pic” è una funzione assistenziale concepita per rispondere ai bisogni delle persone fragili e dei loro familiari, al di fuori del tradizionale schema della residenzialità a tempo pieno. L’attivazione della Pic segue a stretto giro due progetti strategici avviati nei mesi scorsi: l’esperienza di cohousing dell’“Abitare accompagnato” (inaugurata a giugno) e l’apertura a luglio del Punto prelievi decentrato. Tre iniziative animate da una medesima visione di fondo: mettere il patrimonio di competenze sanitarie, socioassistenziali e strutturali dell’ente a servizio non solo degli ospiti residenti, ma dell’intera collettività dell’Alto Garda.

L’iniziativa è coerente con gli indirizzi della Provincia, che puntano a potenziare i servizi intermedi e flessibili, capaci di prevenire o ritardare l’istituzionalizzazione definitiva, valorizzare la permanenza al domicilio e offrire un concreto sollievo alla rete dei caregiver familiari.

Saranno accolte un massimo di quattro presenze giornaliere contemporanee e il servizio si rivolge ad anziani parzialmente non autosufficienti o in condizioni di iniziale fragilità cognitiva e relazionale, per i quali il mantenimento a domicilio richiede un supporto strutturato.
Sarà attiva dal lunedì al venerdì, dalle 8 alle 17.30.

Comprende il pranzo consumato in condivisione, la possibilità del bagno assistito, la stimolazione cognitiva, le attività motorie adattate e i laboratori di socializzazione. L’Apsp cura direttamente anche il trasporto (andata e ritorno dal domicilio) e ogni percorso personale è formalizzato attraverso un “Pai” (Piano Assistenziale Individualizzato), orientato al mantenimento e al recupero delle autonomie residue in raccordo con le valutazioni della rete territoriale.

Il nuovo servizio è stato realizzato a parità di risorse, grazie a un’efficace riorganizzazione interna degli spazi e dei carichi operativi e alla disponibilità del personale e dei volontari della struttura.

«È esattamente l’Apsp che immaginiamo e costruiamo per il futuro: una realtà dinamica, non ripiegata tra le proprie mura, ma snodo vitale della comunità», sottolinea la Presidente Antonella Genovesi. «L’Abitare accompagnato, il Punto prelievi e la Pic sono espressione di una progettualità unitaria: intercettare i bisogni emergenti e costruire risposte vicine ai cittadini. Riuscirci a parità di risorse testimonia il valore e la dedizione della nostra squadra e l'efficace sinergia tra la governance e la direzione, che ha tradotto in operatività gli indirizzi del Consiglio di amministrazione».

L’Apsp Residenza Molino consolida il proprio ruolo di presidio sociosanitario territoriale di prossimità: una struttura aperta, capace di fare da cerniera tra l'assistenza domiciliare, i servizi specialistici e la residenzialità permanente. Con questa operazione, inoltre, compie anche una precisa transizione culturale: superare l'idea della casa di riposo vista come luogo separato o come “ultima spiaggia” quando la rete familiare non regge più.
Ultimo aggiornamento: 08/10/2026 11:49

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