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Patt Bassa Valsugana e Tesino: "Dai territori un progetto per il Trentino"

L'intervento del coordinatore Michel Floriani

VALSUGANA E TESINO (Trento) - Il dibattito che si è aperto nelle ultime settimane sul futuro politico del Trentino merita di essere raccolto e sviluppato. Le parole del Segretario politico del Patt Simone Marchiori hanno posto con chiarezza una questione che condividiamo: un partito autonomista non può considerarsi organicamente legato per sempre a uno schieramento nazionale.

Allo stesso tempo, la riflessione lanciata dagli amministratori autonomisti della Vallagarina ha indicato una prospettiva interessante: allargare il confronto a quell’area popolare, civica, territoriale e autonomista che esiste concretamente nelle nostre comunità. Come coordinamento Patt della Bassa Valsugana e del Tesino vogliamo aggiungere un ulteriore elemento a questo percorso. L’autonomia politica del PATT sarà tanto più credibile quanto più saprà poggiare sulla forza dei territori.

"In Valsugana e Tesino - afferma Michel Floriani, coordinatore d’ambito PATT – Bassa Valsugana e Tesino - il partito può contare su una presenza significativa di amministratori locali: sindaci, vicesindaci, assessori e consiglieri comunali che ogni giorno si confrontano con i problemi concreti delle comunità e che costituiscono una rete politica e amministrativa profondamente radicata. La posizione espressa dal Coordinamento nasce anche dal confronto con questa realtà ed è condivisa da numerosi amministratori autonomisti dei nostri Comuni. È da qui che crediamo debba partire la riflessione. Non pensiamo che il compito dell’autonomismo, oggi, sia semplicemente decidere in anticipo se il proprio futuro sarà a destra, a sinistra o al centro. L’ambizione deve essere maggiore: costruire una proposta politica trentina abbastanza forte da concorrere alla definizione degli schieramenti e del futuro governo della Provincia, anziché limitarsi a scegliere fra soluzioni già costruite da altri".
"Questo - aggiunge - non significa rinnegare le alleanze di questi anni, né cancellare le differenze politiche esistenti. Significa riaffermare un principio che appartiene alla storia stessa dell’autonomismo trentino: le alleanze sono strumenti per realizzare un progetto, non identità alle quali consegnarsi definitivamente. Dialogare con tutti non significa appartenere a tutti. Per un autonomista significa poter scegliere nell’interesse del proprio territorio. Una libertà che, però, non può rimanere soltanto nelle dichiarazioni dei vertici. Deve avere fondamenta solide: i Comuni, gli amministratori, le associazioni, il mondo civico, economico e sociale e quelle comunità che conoscono direttamente le necessità dei territori".

"In Valsugana e Tesino abbiamo una rete importante di amministratori autonomisti che ogni giorno affrontano problemi concreti e tengono insieme le proprie comunità", afferma Michel Floriani, Coordinatore PATT della Bassa Valsugana e del Tesino.
"Questa forza amministrativa deve avere il coraggio di diventare sempre di più anche forza politica. Perché c’è una differenza tra amministrare bene un territorio e contribuire a decidere quale direzione quel territorio dovrà prendere nei prossimi dieci o vent’anni. È da qui che dobbiamo ripartire: dai Comuni, dagli amministratori e dalle comunità, per costruire un progetto trentino prima ancora di discutere delle alleanze". "Non abbiamo bisogno di trovare un posto al PATT dentro uno schieramento - prosegue Floriani -.Abbiamo bisogno di un PATT abbastanza forte da arrivare al tavolo delle alleanze non per chiedere un posto, ma per portare una propria proposta per il Trentino. Significa partire dai territori e dalle loro priorità: sanità, viabilità, servizi, piccoli Comuni, montagna e sviluppo. Prima devono venire questi contenuti, poi i nomi e gli schieramenti. Per noi l’Autonomia significa proprio questo: fare in modo che le decisioni sul futuro del Trentino nascano qui, ascoltando chi i territori li vive e li amministra".

Una posizione che non mette in discussione né rinnega l’esperienza di governo provinciale di questi anni. "La scelta di costruire l’attuale esperienza di governo insieme a Maurizio Fugatti è una scelta che abbiamo sostenuto e che non rinneghiamo", sottolinea Leopoldo Fogarotto, Vicesegretario provinciale del PATT. "È stata fatta sulla base di una valutazione politica e dei risultati che ritenevamo potesse produrre per il Trentino e per i suoi territori. Ed è con lo stesso metodo che dovremo guardare al futuro. Per questo condivido la linea indicata dal Segretario Simone Marchiori: la lealtà verso una coalizione non può trasformarsi nella rinuncia all’autonomia politica del nostro Partito".

"Non dobbiamo rinnegare le scelte fatte né scrivere oggi quelle di domani - conclude Fogarotto -. Dobbiamo continuare a giudicare persone, programmi e coalizioni sulla loro capacità di dare risposte al Trentino. Essere leali nelle alleanze e restare liberi nelle valutazioni non è una contraddizione: è la responsabilità di un partito autonomista".

Per il Coordinamento PATT della Bassa Valsugana e del Tesino, il confronto aperto in queste settimane deve quindi diventare un’occasione per rimettere in movimento energie che nei territori esistono già: "Non immaginiamo l’ennesimo contenitore centrista né un nuovo soggetto costruito a tavolino. Immaginiamo uno spazio politico autonomista e territoriale più forte, aperto agli amministratori, alle realtà civiche e a quanti condividono alcuni obiettivi essenziali: sviluppo dell’Autonomia, sanità e servizi nei territori, infrastrutture, futuro della montagna, sostegno ai piccoli Comuni, sviluppo economico e capacità delle comunità locali di incidere realmente sulle decisioni che le riguardano. Dialogare con tutti non significa appartenere a tutti. Per un autonomista significa poter scegliere nell’interesse del proprio territorio. Prima il progetto per il Trentino. Le eventuali alleanze dovranno essere coerenti con quello", concludono dal Patt Valsugana e Tesino.
Ultimo aggiornamento: 09/10/2026 23:44

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