TRENTO -
Scuola e
Autonomia: l’assessore all’Autonomia dimentica Statuto e competenze. L’opposizione presenta un’interrogazione: "Nessun presidio delle prerogative trentine, un silenzio assordante allineato ai partiti nazionali».

L’Autonomia provinciale non può e non deve ridursi a una scatola vuota, né essere barattata in nome di logiche politiche di respiro nazionale. È questo il forte messaggio lanciato dai consiglieri provinciali
Paola Demagri (
nella foto - prima firmataria, Casa Autonomia),
Francesca Parolari (Partito Democratico),
Lucia Maestri (Partito Democratico),
Lucia Coppola (Alleanza Verdi e Sinistra) e
Roberto Malfer (Campobase), che hanno depositato un’interrogazione a risposta scritta per denunciare il progressivo depotenziamento delle prerogative statutarie in materia scolastica.
Al centro dell’iniziativa c'è la gestione delle riforme della scuola, in particolare il recepimento e l'attuazione delle direttive ministeriali nazionali legate alla cosiddetta “
riforma Valditara”.
Secondo i firmatari dell'atto, la Giunta provinciale sta applicando sul territorio trentino le indicazioni elaborate a livello centrale attraverso mere circolari attuative, scavalcando la centralità e il confronto all’interno del Consiglio provinciale e rinunciando di fatto a esercitare la propria competenza concorrente/complementare garantita dall’articolo 9 dello Statuto di Autonomia.
"A risultare particolarmente grave e ingiustificabile è il ruolo dell’Assessore alle Politiche per l’Autonomia. Come evidenziato nell'interrogazione, ci si aspetterebbe che chi ricopre una simile delega per giunta rappresentante di un partito territoriale che dell'autogoverno e dello specialismo trentino ha sempre fatto la propria bandiera, sia in prima linea per difendere la specificità locale da qualsiasi ingerenza o omologazione romana. Al contrario, la realtà mostra un Assessore che non presidia né i principi né le competenze assegnati dallo Statuto, accettando senza riserve un modello di uniformazione nazionale. Attraverso questa totale assenza di una presa di posizione pubblica, l'Assessore e la forza politica territoriale che rappresenta mandano un segnale chiaro e preoccupante: quello di trovarsi perfettamente a proprio agio a fianco dei partiti centralisti e statalisti, adeguandosi piattamente alle loro logiche e ai loro diktat. Un comportamento che solleva interrogativi profondi sul piano politico e culturale: chissà se ai tesserati, ai militanti o ai simpatizzanti di quel partito territoriale sfuggono davvero queste “non sfumature”, che segnano nei fatti una resa dell'identità autonomista", commentano Paola Demagri (Casaautonomia.eu) Francesca Parolari (PD del Trentino) Lucia Maestri (PD del Trentino) Michele Malfer (Campobase) Lucia Coppola (AVS).
Con l’interrogazione presentata, i consiglieri Demagri, Parolari, Maestri, Coppola e Malfer chiedono quindi conto alla Giunta e all'Assessore delle azioni concrete intraprese o che s'intendano intraprendere per tutelare l'autonomia scolastica e per spiegare alla comunità e alla storia del Trentino le ragioni di questo prolungato e assordante silenzio.