COMANO (Trento) - Solidarietà all’azienda “
Filiera della lana” a
Comano e un messaggio:
"La Provincia attivi i meccanismi per la rimozione dei lupi".
L’episodio di predazione del
15 aprile, che ha colpito in modo brutale (con l’
uccisione di 59 pecore, buona parte di quelle del gregge) l’azienda agrididattica “La filiera della lana” di Comano, ha suscitato indignazione non solo in Trentino, ma anche in varie parti d’Italia.
Attestati di solidarietà e offerte d’aiuto sono state numerose, segno che sono in molti a non accettare una “normalità” che si traduce nell’impossibilità di allevare animali domestici e nella presenza di branchi di lupi famelici a ridosso dei centri abitati.
Una delegazione dell’
Associazione nazionale per la tutela dell’ambiente e della vita rurali e dei comitati
Insieme per Andrea Papi e
Paganella liberi e sicuri si è recata a Comano a portare alla
famiglia Malesardi la solidarietà degli aderenti e ad assicurare un sostegno concreto rispetto a tutte le iniziative che essi volessero intraprendere ai fini del risarcimento dei danni subiti.
Dal momento che l’azienda opera la trasformazione aziendale della lana e organizza attività educative sul tema, la mancanza della materia prima (la lana di qualità
particolare, ottenuta da una razza in via di estinzione e mediante attenti metodi di allevamento e di alimentazione) comporta un danno a cascata che mette in discussione l’operatività e la stessa sopravvivenza dell’azienda.
"Da questo punto di vista - spiega
Michele Corti, presidente dell'Associazione nazionale per la tutela dell’ambiente e della vita rurali
- i criteri di parziale indennizzo della Provincia appaiono del tutto inadeguati. Al di là degli indennizzi, però, la Provincia, in un caso come questo, che mette in evidenza come la presenza dei lupi si sia fatta così numerosa e aggressiva dal rendere impossibile allevare animali anche in aree adiacenti ai paesi, è chiamata ad attivare quelle misure di controllo del lupo previste dalla normativa provinciale e nazionale e che consentono di dare il via libera alla rimozione di cinque esemplari di lupo nella provincia".
"Va fatto presente che, dopo l’episodio di Comano, si sono verificati altri due attacchi predatori nella stessa zona del Bleggio attribuibili allo stesso branco - aggiunge
Corti -. Nell’ultimo episodio, avvenuto a Cavaione, tre pecore sono state uccise e la quarta è stata ritrovata terrorizzata nel centro paese. Al di là della frequenza dei casi, a indurre la Provincia a intervenire sono anche le evidenti considerazioni di pericolo per la sicurezza pubblica. Aggiungasi che l’azienda “La filiera della lana” è dotata di robuste recinzioni che, solo a causa delle conseguenze di un evento temporalesco, non erano elettrificate al momento dell’attacco".
"In assenza di interventi, il messaggio che la Provincia trasmetterebbe ai cittadini risulterebbe sconfortante: “non siamo in grado di consentire che i trentini possano allevare animali”", conclude
Michele Corti.