TRENTO - Si è svolta presso la prestigiosa cornice di Palazzo Roccabruna la cerimonia di consegna del Premio UCID Trento (Edizione 2025-2026), giunto quest'anno al suo terzo appuntamento consecutivo.

L'iniziativa, nata dalla sinergia tra l'Unione cristiana imprenditori e dirigenti di Trento e
l'Università di Trento, ha l'obiettivo di premiare le migliori tesi di laurea magistrale dell'ateneo trentino focalizzate sul delicato equilibrio tra
welfare, impresa e lavoro.
Un'edizione che ha riscosso un grande successo,
registrando ben 19 candidature complessive esaminate da una commissione interna che ha selezionato tre lavori ritenuti particolarmente meritevoli. Per l'occasione, UCID ha messo a disposizione un montepremi complessivo del valore di 10.000 euro.
Foto @Luca Riviera.
Alla tavola dei relatori, sotto la regia organizzativa della Dott.ssa
Francesca Prada del Direttivo UCID,, si sono succeduti gli interventi istituzionali dei rappresentanti del mondo economico, accademico ed ecclesiale, prima di dare spazio ai giovani talenti premiati.
Gli interventi istituzionali: etica, responsabilità e futuro
A dare inizio ai lavori è stato il saluto della
Camera di commercio di Trento, portato dal delegato
Enzo Franzoi (in sostituzione del
Presidente Andrea De Zordo), il quale ha voluto sottolineare la capacità di UCID di guardare al futuro con etica, coniugando cultura e impresa con una costante attenzione alle persone.
«Viviamo in una fase storica complessa» si legge nella nota della Camera di commercio «ed è fondamentale mantenere un solido riferimento ai valori. Dobbiamo pensare alla crescita non solo in termini economici, ma come generazione di fiducia e benessere per l’intera società. Questo premio costruisce un ponte essenziale tra formazione e lavoro, incentivando il talento e la professionalità dei giovani».
Il
Presidente di UCID Trento, Dott. Sandro Zeni, ha ribadito la visione profonda che anima il premio:
«Il nostro impegno nasce da una filosofia che mette al centro la persona. In un'epoca di transizione, la domanda fondamentale riguarda la responsabilità di chi fa impresa. La risposta di Ucid sta nel concetto di restituzione e di completamento della vocazione territoriale, per trasformare il patrimonio ricevuto in nuove opportunità per gli altri. Investire sulle nuove generazioni con criteri rigorosi e trasparenti significa contribuire alla formazione della futura classe dirigente. Ai giovani premiati dico: continuate a porvi domande e a coltivare la responsabilità, perché una comunità cresce davvero solo quando il successo individuale si trasforma in bene comune».
Per il mondo accademico è intervenuto il
Prorettore dell'Università di Trento, Prof. Franco Fraccaroli, che ha evidenziato
il valore del premio come riconoscimento al merito e come preziosa occasione per rafforzare il dialogo tra l'ateneo, le imprese e la società civile. Fraccaroli ha poi introdotto il focus tematico delle tesi, incentrate sul
benessere sul lavoro, sul welfare aziendale e sulle sfide dell'intelligenza artificiale: uno strumento capace di aumentare la produttività ma che porta con sé rischi concreti come il tecno-stress, l'isolamento e l'invasione della sfera privata, imponendo un'attenta analisi dei costi e dei benefici.
L'orizzonte valoriale è stato tracciato dal Prof Don Bruno Tomasi,
teologo e assistente ecclesiastico della sezione UCID Trento, il quale ha ricordato come la spinta dell'associazione
nasca dalla scelta della Chiesa di calarsi nelle realtà sociali, dall'economia al diritto, seguendo il percorso tracciato sin da papa Leone XIV e dalla Dottrina Sociale della Chiesa, intesa come disciplina pratica da applicare nel quotidiano.
Don Tomasi ha richiamato l'enciclica Magnificat Humanitas, dal significativo sottotitolo "La custodia della persona umana nel tempo della intelligenza artificiale", sottolineando la necessità di "disarmare" l'intelligenza artificiale:
«Disarmarla significa sottrarla alla logica della pura competizione armata, rompendo l'equivalenza tra potenza tecnica e diritto di governare. L'intelligenza artificiale va resa ospitale e restituita alla pluralità delle culture umane; non basta regolarla, serve usarla con profondo senso di responsabilità e renderla ospitale».
I vincitori e le motivazioni del premio
Il momento clou della giornata ha visto la proclamazione dei vincitori e la consegna dei riconoscimenti da parte del direttivo UCID, alla presenza del Presidente onorario e fondatore Gino Lunelli, che ha partecipato portando la sua consueta forza e vicinanza umana.
La commissione ha assegnato una Menzione Ucid alla dottoressa Chiara Melega per la tesi “Arnie: Designing and Evaluating Human-AI Collaboration in Internal Operations” (supervisionata dal professor Massimo Zancanaro).
- Motivazione: Per l'originale contributo all'innovazione dei processi aziendali e alla valorizzazione del lavoro umano nell'era della intelligenza artificiale, offrendo un interessante contributo sull'approccio Human-in-the-Loop.
I due primi premi ex aequo, del valore di 5.000 euro ciascuno, sono stati consegnati dal tesoriere Dott. Marcello Condini e dal vicepresidente con delega al premio Arch. Enrico Garbari a:
1.Dottoressa Denise D’Alessio (Corso di laurea magistrale in giurisprudenza, relatore professor Simone Penasa) con la tesi “Artificial Intelligence and International Protection: The Erosion of Substantive and Procedural Guarantees”.
•Motivazione: Per l'elevato contributo culturale ed etico sul rapporto intelligenza artificiale, diritti fondamentali, responsabilità del decisore e governance umano-centrica, in piena sintonia con la dottrina sociale della chiesa e con la missione fondativa di UCID.
Nel suo spazio di intervento, la dottoressa D'Alessio ha spiegato come il suo studio evidenzi la collisione tra le logiche algoritmiche e il giudizio umano nelle richieste d'asilo. Se quest'ultimo richiede di valutare la specifica individualità e vulnerabilità del richiedente (attraverso sfumature che solo l'occhio umano può cogliere), l'intelligenza artificiale opera su regole predeterminate e opacità algoritmiche (le cosiddette "scatole nere"), cancellando il diritto alla motivazione e amplificando la fallibilità umana. Il giudizio non può sottomettersi alla macchina: l'intelligenza artificiale deve rimanere un supporto.
2.Ingegner Andrea Lorenzetti (Dipartimento di ingegneria e scienza dell'informazione, supervisore professor Farid Melgani, co-relatori Fabio Taddei Dalla Torre e Luca Coviello di Enogis) con la tesi “AgriAgent: An AI-Powered Chatbot with Deep Learning Vision Tools for Smart Agriculture Support”.
• Motivazione: Per aver sviluppato una piattaforma innovativa che integra intelligenza artificiale, visione artificiale e sistemi Rag per supportare le Pmi agricole nelle decisioni colturali, nella diagnosi precoce delle malattie, nella gestione sostenibile delle risorse e nella diffusione della conoscenza agronomica.
L'ingegner Lorenzetti ha illustrato il funzionamento del suo assistente virtuale: un chatbot connesso direttamente con le banche dati aggiornate dei fitofarmaci da cui attingere informazioni certe, integrato con un modello di visione artificiale capace di riconoscere le malattie delle piante tramite fotografia.
Lorenzetti ha evidenziato come l'obiettivo sia creare agenti capaci di riconoscere i propri errori e garantire alta qualità, poiché il rischio di errore nei dati è ancora alto: la tecnologia deve quindi sostenere l'agricoltore, mai sostituirsi ad esso.
La cerimonia si è conclusa con le foto di rito davanti ai roll-up associativi e con un brindisi conviviale messo a disposizione da Palazzo Roccabruna, a coronamento di un pomeriggio che ha confermato il Premio UCID come punto di riferimento essenziale nel dialogo tra studio, etica d'impresa e territorio.
UCID Trento e Università di Trento stanno già preparando il nuovo Bando di accesso al Premio UCID Ed. 2026-2027. Al prossimo anno e congratulazioni ai vincitori.