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Maxi operazione dei carabinieri di Bressanone: 19 arresti

Smantellati tre gruppi criminali dediti a furti in hotel di lusso e traffico di cocaina

BRESSANONE (Bolzano) - I carabinieri della Compagnia di Bressanone, coadiuvati da numerosi militari del Comando Provinciale di Bolzano, nonché dalle Compagnie Carabinieri di Caivano e Varese, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare applicativa di misure coercitive emessa il 6 luglio scorso dal GIP del Tribunale di Bolzano, su richiesta del Procuratore Capo Axel Bisignano, titolare dell’indagine presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Bolzano, e a seguito dello svolgimento dell’interrogatorio preventivo.

Il provvedimento restrittivo ha colpito 19 persone, tutte di nazionalità albanese, ritenute responsabili, a vario titolo, di plurimi furti aggravati presso strutture alberghiere e private dimore, nonché di spaccio di sostanze stupefacenti. Per 12 di loro è stata disposta la custodia cautelare in carcere, mentre 5 sono state sottoposte agli arresti domiciliari con l’applicazione del dispositivo elettronico di controllo (braccialetto elettronico) e 2 all’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
L’articolata e meticolosa attività d’indagine è stata avviata nella primavera dell’anno 2025 dall’Aliquota Operativa della Compagnia Carabinieri di Bressanone. Gli accertamenti investigativi hanno permesso di cristallizzare l’esistenza di tre distinti gruppi criminali, di cui uno con le caratteristiche stabili dell’associazione per delinquere: il primo gruppo, strutturato come associazione per delinquere, operava in modo stabile in tutta la Provincia di Bolzano, estendendo le proprie attività illecite anche alle province di Belluno e Trento. Il sodalizio era dedito ai furti aggravati in strutture ricettive e private dimore, con ben 65 episodi delittuosi accertati e contestati. I componenti del gruppo disponevano di un’elevata organizzazione logistica, avvalendosi di basisti e di contatti per l’approvvigionamento di veicoli e di strumentazione idonea alla commissione dei reati; una volta terminati i raid, i sodali trasferivano i proventi illeciti in Albania, nazione dalla quale operavano in regime di pendolarismo criminale; il secondo gruppo era finalizzato sia alla commissione di furti presso esercizi ricettivi e abitazioni (con 10 episodi dettagliatamente ricostruiti), sia allo spaccio continuativo e altamente redditizio di sostanza stupefacente del tipo “cocaina” in tutta la provincia, con particolare incidenza nella zona del Meranese e nelle valli limitrofe.
Le attività eseguite hanno permesso di appurare che i sodali erano profondi conoscitori del territorio, anche in virtù di impieghi stagionali occasionali (quali la raccolta delle mele); durante i raid, infatti, gli indagati si muovevano agilmente a piedi o persino in bicicletta; il terzo gruppo, con base operativa a Bressanone, occupava una posizione di rilievo nel mercato locale della cocaina (condividendo peraltro due membri con il primo gruppo), come dimostrato dai sequestri complessivi di circa 3 kg lordi di sostanza stupefacente del tipo cocaina e dalle varie cessioni documentate. Anche tale fazione ha dimostrato una perfetta conoscenza del territorio e un'elevata capacità organizzativa nella gestione delle proprie attività illecite.

Allo stato, quattro destinatari dei provvedimenti restrittivi si sono resi irreperibili e sono attivamente ricercati.
Oltre alle misure citate, già nel corso delle indagini, l'attività di contrasto immediato sul territorio da parte dei Carabinieri ha consentito di conseguire importanti risultati operativi; nello specifico, durante l'attività investigativa sono state arrestate: 6 persone in flagranza di reato per furto aggravato presso esercizi ricettivi; 4 persone per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo “cocaina”-
Denunciate: 3 persone in stato di libertà per furto aggravato presso esercizi ricettivi e 4 persone per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo “cocaina”.

L’operazione odierna assesta un durissimo colpo alla criminalità predatoria e al mercato dello spaccio nelle note località turistiche e residenziali del territorio, restituendo sicurezza e legalità alla comunità locale. Dalle dinamiche accertate durante l’attività investigativa è emerso che i sodali erano organizzati su tutto il territorio nazionale, con stabili ramificazioni nel Sud Italia e in particolare in Campania, area di provenienza delle autovetture a noleggio utilizzate per la commissione dei furti. L'interconnessione strutturale tra i tre gruppi, i cui membri si conoscevano e collaboravano attivamente, evidenzia l'esistenza di un'ampia rete criminale dedita allo scambio di informazioni logistiche e al mutuo soccorso, finalizzato a contrastare l'azione di controllo delle Forze dell'Ordine.

Sempre dal modus operandi si appurava che ogni singolo soggetto aveva un proprio compito specifico: mentre alcuni erano gli esecutori materiali dei furti, altri operavano come pianificatori, mettendo a disposizione il supporto logistico e l’alloggio. Lo stesso accadeva per le attività di spaccio, dove alcuni si occupavano dell'approvvigionamento di ingenti carichi di droga, altri del confezionamento e altri ancora della rivendita al dettaglio.

Dal modus operandi documentato si evince inoltre come i soggetti, cittadini albanesi, fossero specializzati in ogni minimo dettaglio, facendo sorgere il fondato sospetto che gli stessi fossero attivi con le loro attività delinquenziali ormai da anni sul territorio nazionale. Attraverso contratti di lavoro fittizi, cercavano di acquisire la cittadinanza e/o altri vantaggi fiscali, il tutto mirato a condurre uno stile di vita illecito volto ad aggirare le maglie della legislazione italiana.

Il danno complessivo cagionato nel corso dei furti è stimato in circa 300.000 euro, cifra comprensiva sia del valore della refurtiva asportata sia dei consistenti danni strutturali arrecati ai complessi alberghieri (alcuni danni ancora da stabilire). Sono tuttora in corso approfonditi accertamenti volti a verificare l'eventuale riconducibilità ai medesimi sodalizi di ulteriori episodi di furto avvenuti in passato nella provincia.
Ultimo aggiornamento: 10/07/2026 13:40

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