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Tour de Ski in Val di Fiemme, tra bilanci e futuro

CAVALESE (Trento) - A bocce ferme è d’obbligo un primo bilancio organizzativo per quel che concerne la 20.a edizione del Tour de Ski conclusa in Val di Fiemme.
Dal punto di vista sportivo ne hanno parlato ampiamente i media, carta stampata, web e TV, preme invece fare il punto con Pietro De Godenz, presidente del comitato Nordic Ski Val di Fiemme.

“Per noi non è stato facile - afferma De Godenz - ma alla fine, come sempre, ne siamo usciti a testa alta. Le gare sono state un successo, però arrivare all’evento non è stato facile. A Lago di Tesero abbiamo dovuto convivere con le limitazioni imposte dai lavori di realizzazione delle ultime opere temporanee per le Olimpiadi, limitazioni anche per il pubblico. Devo ringraziare “Milano Cortina” per la grande disponibilità, ma anche CIO, FIS e FISI per la straordinaria autorizzazione a disputare l’evento del Tour de Ski nella stagione olimpica sulle piste che saranno utilizzate per i Giochi”. Foto @Newspower.

“Non posso dimenticare – prosegue De Godenz – il gran lavoro dei nostri volontari in generale, ma nello specifico di chi si è occupato delle piste. Le scarse precipitazioni di dicembre e le temperature poco adatte alla produzione ci hanno costretto ad un superlavoro negli ultimi giorni pre gara, soprattutto per la salita del Cermis. Alla fine tutto è stato realizzato al meglio. In tv e anche al pubblico le piste sono apparse davvero in perfette condizioni grazie anche alla Società Impianti Cermis, Marcialonga e ai professionisti del Centro del Fondo. Siamo oberati di impegni a poche settimane dalle Olimpiadi, ma certo non potevamo rinunciare al Tour de Ski e in particolare quest’anno che festeggia il ventennale. Posso dire che abbiamo una macchina organizzativa di bravissimi super volontari e relativi Capiservizio particolarmente rodata ed uno staff fantastico. Tutti sanno fare esattamente il proprio lavoro e questa è la forza vera. Non serve nemmeno dirlo, tutti sanno affrontare le emergenze, perché purtroppo succedono sempre. Siamo soddisfatti anche della stretta collaborazione con la Provincia, le Amministrazioni Comunali, i Gruppi Militari, la Magnifica Comunità, e i media: senza questa cooperazione tutto questo diventa quanto mai difficile, per non dire impossibile.
A questo punto – conclude De Godenz - credo che la Val di Fiemme debba continuare su questa strada del Tour de Ski e riappropriarsi delle Coppe del Mondo di salto e combinata nordica nel dopo Olimpiadi. Il futuro ci vedrà impegnati anche nella quarta candidatura mondiale, ma non dobbiamo dimenticare che nel 2028 ospiteremo gli YOG, i Giochi Olimpici giovanili”.

Davvero riuscita la cerimonia per festeggiare i 20 anni del Tour de Ski, una festa in grande stile con tante personalità. C’erano il presidente della Giunta Provinciale Fugatti, il presidente del Consiglio Provinciale Soini, l'assessore allo sport Gottardi, il presidente delle FISI Roda, il rettore dell'Università di Trento Flavio Deflorian, Tito Giovannini della Fondazione Milano Cortina, il Direttore AAPS Antonio Ferro e diverse personalità FISI come il Consigliere Cristian Hass e il Presidente del comitato trentino Tiziano Mellarini ma anche sportivi d’elite come Tobias Angerer, l’inventore del Tour de Ski Jürg Capol e i vertici FIS dello sci di fondo.

Tra i tanti interventi, applaudito quello di Jürg Capol che ha raccontato la nascita dell’idea del Tour de Ski: “È tutta colpa mia e di Vegard Ulvang, lo so. È vero, ero a casa di Vegard quel giorno. Lui ha una sauna di legno e per farla un po' raffreddare, visto che era estate, abbiamo brindato durante l’attesa, diventando un po' più creativi. E questa creatività ha sicuramente aiutato, nella sauna c’è un libro dove ognuno può scrivere qualcosa e ringraziare magari del tempo passato insieme. Noi abbiamo iniziato a scrivere di questo progetto, una competizione nuova per lo sci di fondo, così da non dimenticarcelo. Il giorno dopo ne abbiamo parlato e abbiamo deciso poi di presentarlo alla Val di Fiemme. Beh, noi avevamo avuto un’idea un po’ matta, ma quelli della Val di Fiemme sono stati ancora più matti, perché risposero: “l’idea non è così male, facciamolo”. Questo spirito, in senso positivo, ha bisogno di amici, e ho trovato tanti amici qui in Val di Fiemme, ancora oggi dopo vent’anni. Posso solo ringraziare tutti per essere stati un po' matti come me”. L’idea folle era quella della Final Climb, ormai simbolo del Tour de Ski, legato a doppio filo alla Val di Fiemme.

A questo punto è d’obbligo l’arrivederci al 2027, ma ora obiettivi puntati sui Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, lo sci nordico sarà tutto in Val di Fiemme.
Ultimo aggiornamento: 08/01/2026 07:39:31

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