FOLGARIA (Trento) - Folgaria ha respirato un’energia speciale lo
scorso weekend, quando si è svolto il
primo meeting 2026 della Ski Race Cup per Atleti Fisdir. Un appuntamento che ha superato ogni aspettativa, registrando un numero di partecipanti mai così alto per l’apertura di stagione: oltre
60 atleti provenienti da 11 società sportive, un segnale potente di un movimento che cresce, si rafforza e sogna in grande.

Giunta alla sua terza edizione, la
Ski Race Cup nasce dal fondo filantropico “the intellectually impaired revolution” e vive grazie al sostegno di aziende innovative e alle donazioni spontanee di privati che credono nel valore dello sport come motore di cambiamento.
Con il supporto dell’associazione Scie di Passione, guidata da Stefano Carbone, e di Agonistica Ponte dell’Olio, gli atleti si sono sfidati nelle discipline di Slalom Gigante e Slalom Speciale, trasformando la neve in un palcoscenico di emozioni e determinazione.
Nello Slalom Gigante, tra gli assoluti maschili, hanno brillato Manuel Volgger, Luca Vergnano e Cristian Bortoli, portacolori rispettivamente di Sport & Friends Sudtirol, Sport Disabili Piemonte e Sci Club Due Monfalcone.
Sul fronte femminile, il podio è stato dominato da Rebecca Maestroni, Eugenia Zucchiatti e Alessia Mancini: Rebecca e Alessia hanno regalato gloria all’Agonistica Ponte dell’Olio Ski Team, mentre Eugenia ha difeso con orgoglio i colori dello Sci Club Due Monfalcone.
Il momento più potente, quello destinato a restare nella memoria di tutti, è stato il flash-mob organizzato dagli atleti per gridare al mondo #Olimpieremo.
Un messaggio semplice e rivoluzionario: il desiderio di vedere lo sci alpino per atleti con disabilità intellettivo-relazionale riconosciuto tra le discipline paralimpiche.
Sulla neve, i cinque cerchi olimpici disegnati e “abitati” dagli atleti hanno dato vita a un’immagine iconica. Un simbolo vivo di inclusione, integrazione e speranza. Una fotografia che parla più di mille parole e che incarna perfettamente lo spirito di questo movimento.
Ancora una volta, la Ski Race Cup per Atleti Fisdir ha dimostrato che lo sport è molto più di una competizione: è un ponte che unisce, un linguaggio universale capace di abbattere barriere e pregiudizi, un’occasione per crescere e far crescere la società.
Le gare hanno regalato emozioni autentiche: atleti che superano limiti, che sorprendono, che ispirano. Atleti che chiedono, con la forza dei fatti, ciò che meritano: spazio, visibilità e un percorso chiaro verso i grandi eventi internazionali - Olimpiadi comprese.
Il movimento lancia un appello forte e chiaro: l’inclusione non può restare un ideale astratto. Deve diventare un’opportunità concreta. Perché questi ragazzi, con il loro talento e la loro determinazione, stanno già mostrando all’Italia intera cosa significa credere nei propri sogni e trasformarli in realtà.