TIRANO (Sondrio) - La notte di Ferragosto un giovanissimo del 2002 è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Sondrio per organizzazione di competizioni non autorizzate in velocità con veicoli a motore. E’ la prima volta che un simile evento si verifica in Valtellina.

La gara clandestina di auto, denominata “Fast and Furious” in onore dell’omonimo film, era stata pianificata e pubblicizzata sui social da diversi giorni, e si sarebbe dovuta svolgere nella notte di sabato sera, in zona industriale a Tirano (Sondrio).
Un blitz della Polizia di Stato, con il coinvolgimento di personale specializzato della Polizia Stradale e della locale Squadra Mobile, dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, del Settore Polizia di Frontiera di Tirano, con l’ausilio dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia locale, ha scongiurato lo svolgimento della competizione.
La notte del 15 agosto, nel punto di raduno delle auto e dei partecipanti alla competizione, le Forze dell’Ordine hanno proceduto all’identificazione di ben 25 persone, per lo più giovanissimi, ed al controllo di diverse auto super sportive in assetto da competizione.
Per l’occasione i partecipanti erano giunti da Lecco, dalla Monza Brianza e persino dalla vicina Svizzera.
Gli accertamenti esperiti nell’immediatezza dei fatti hanno permesso di individuare l’organizzatore e promotore di quello che, più che un raduno, si sarebbe dovuto tramutare in una vera e propria gara clandestina di auto, con la paventata presenza di una famosa “sbandieratrice”.
Le corse clandestine di auto sono un grave pericolo per la sicurezza pubblica, soprattutto quando, come nel caso di specie, si sarebbero dovute tenere in strada aperta al traffico, mettendo in pericolo la vita e l’incolumità, oltre che dei partecipanti, anche di passanti, residenti, e automobilisti estranei. Per tale motivo, il Codice della Strada punisce severamente la condotta di chi organizza, promuove, dirige o comunque agevola e di chi prende parte ad una competizione sportiva in velocità con veicoli a motore senza esserne autorizzato ai sensi dell'articolo 9 del Codice della Strada. Per tali condotte è prevista infatti la reclusione da uno a tre anni e la multa da 25mila euro a 100 mila euro. Senza dimenticare che all'accertamento del reato consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente da uno a tre anni. Fortunatamente, l’attività di prevenzione ha scongiurato l’inizio della gara e non vi sono stati feriti.