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Settore Terziario: nel 2° trimestre 2026 tiene il clima di fiducia a Brescia

Nonostante le tensioni geopolitiche

Il clima di fiducia delle imprese bresciane attive nel settore terziario, misurato nel secondo trimestre del 2026, si attesta a 111 punti, un valore sostanzialmente invariato rispetto ai tre mesi precedenti (112), ma in moderata diminuzione nei confronti dello stesso periodo del 2025 (117).

È quanto emerge dall'Indagine congiunturale del Centro Studi di Confindustria Brescia relativa al periodo aprile-giugno 2026.


Osservando la serie storica, anche questa rilevazione conferma la stabilizzazione del sentiment delle imprese dei servizi, dopo i livelli particolarmente elevati registrati tra la fine del 2022 e i primi mesi del 2024. Si tratta di un risultato tutt'altro che scontato, considerando che il periodo analizzato comprende integralmente gli effetti dello scoppio del conflitto in Medio Oriente del 28 febbraio e le conseguenze, inedite e preoccupanti, sullo Stretto di Hormuz.
Con la dovuta prudenza, si può affermare che il deterioramento del contesto geopolitico, almeno per il momento, non ha inciso in modo significativo sull'attività e sul clima di fiducia delle imprese del terziario bresciano. Rimane tuttavia evidente come un eventuale protrarsi o aggravarsi delle tensioni nell'area iraniana possa determinare criticità rilevanti per il sistema manifatturiero provinciale, soprattutto in termini di stabilità delle catene di fornitura e di aumento dei costi delle materie prime e dell'energia. Uno scenario che potrebbe inevitabilmente riflettersi anche sul comparto dei servizi, considerato il forte legame che lo unisce al tessuto manifatturiero locale, da sempre suo principale mercato di riferimento.
Il quadro locale si inserisce in un contesto nazionale caratterizzato da segnali di graduale miglioramento. A giugno, infatti, l'indice PMI dei servizi in Italia rilasciato da Markit è salito a 50,2 punti, tornando lievemente sopra la soglia di neutralità (50), dopo essersi posizionato in territorio negativo nei precedenti tre mesi. L'attività delle imprese terziarie mostra così i primi segnali di espansione dall'inizio del conflitto in Medio Oriente, sostenuta da una ripresa della domanda. Un'evoluzione che conferma la tenuta del settore anche a livello nazionale.
“La sostanziale tenuta del tessuto imprenditoriale manifatturiero ha consentito al Digitale di recuperare dai minimi del 1° trimestre – commenta Sergio Venturetti, presidente del settore Digitale di Confindustria Brescia –, sia in termini di fiducia che di ricavi. In un clima di sostanziale attesa, le imprese del Digitale cercano di consolidare gli ordini e di orientare le politiche occupazionali in risposta alle trasformazioni conseguenti all’arrivo del fenomeno dell’intelligenza artificiale.”
“Anche per il comparto dei servizi viene confermata la tendenza positiva già emersa nei trimestri precedenti – aggiunge Ivano Tognassi, presidente del Settore Servizi alle Imprese e alle Persone di Confindustria Brescia –.
Il mercato del lavoro si conferma dinamico: circa il 30% delle posizioni che oggi seguiamo riguarda il settore terziario, con una domanda particolarmente vivace nelle aree Vendite, GDO e Retail, ma anche nei comparti ICT, Telecomunicazioni e Servizi alle imprese e alla logistica. Permane inoltre una forte difficoltà nel reperire profili tecnici e altamente specializzati, che continuano a rappresentare una risorsa sempre più strategica per la competitività delle aziende. Allo stesso tempo, registriamo un rinnovato dinamismo anche nella ricerca di figure professionali trasversali, segnale di un tessuto imprenditoriale che, pur mantenendo un approccio prudente, continua a investire nelle competenze per sostenere la propria crescita.”
Nel dettaglio, con riferimento ai giudizi espressi dalle imprese rispetto al trimestre precedente:
  • il fatturato è aumentato per il 30% delle aziende intervistate; allo stesso tempo, il 26% segnala una contrazione dei ricavi. Ne deriva un saldo netto appena positivo (+4%);
  • il portafoglio ordini evidenzia un moderato miglioramento, con un saldo netto pari a +26%;
  • l'occupazione registra una lieve flessione: le imprese che dichiarano una riduzione degli addetti superano di due punti percentuali quelle che segnalano un incremento, mentre il 58% non rileva variazioni;
  • i prezzi dei servizi offerti rimangono sostanzialmente stabili: l'84% delle imprese dichiara infatti di non aver apportato modifiche ai listini e il saldo netto si attesta a +8%.

Nonostante il persistente clima di incertezza, le aspettative per i prossimi mesi appaiono nel complesso favorevoli:
  • il fatturato è previsto in aumento dal 40% degli intervistati, con un saldo positivo del 30% tra ottimisti e pessimisti;
  • anche i saldi relativi al portafoglio ordini (+30%) e all'occupazione (+22%) delineano uno scenario complessivamente incoraggiante;
  • per quanto riguarda i prezzi dei servizi offerti, il saldo si attesta al +4%, segnalando che, pur in presenza di fattori congiunturali che potrebbero alimentare nuove pressioni inflazionistiche, le imprese non prevedono, almeno nel breve periodo, una significativa fase di rialzo dei prezzi.
Con riferimento alle prospettive dell'economia italiana nel suo complesso, il 64% delle aziende intervistate prevede il mantenimento degli attuali livelli di attività. Solo il 6% esprime un orientamento ottimistico, mentre il 30% si dichiara pessimista.
LA DINAMICA PER COMPARTO
L'andamento complessivo dell'indice di fiducia del settore terziario è il risultato di dinamiche molto differenziate tra i comparti. Alla flessione della Consulenza e dei Servizi alle imprese, il cui indice passa da 121 a 112 punti, si contrappone il recupero del Digitale, che sale da 92 a 106 punti.

Ultimo aggiornamento: 17/08/2026 09:43

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