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Lunedì 17 agosto 2026
UE, verso nuove regole cybersicurezza
“Il lavoro del Parlamento italiano entra nel negoziato europeo mentre si stanno costruendo le nuove regole sulla cybersicurezza. In questo modo si dimostra che l'Italia non si limita a recepire le decisioni europee: quando lavora con competenza, approfondimento e pragmatismo può contribuire concretamente a orientarle. Ed è esattamente ciò che sta accadendo su uno dei dossier più strategici per la sicurezza e la sovranità delle nostre Nazioni: la cybersicurezza.
La Commissione europea ha risposto formalmente al parere approvato il 6 maggio dalla XIV Commissione Politiche dell’Unione europea della Camera, di cui sono stata relatrice, sul nuovo Cybersecurity Act 2 e sulle modifiche alla direttiva NIS2.
Ma questa non è una semplice risposta istituzionale.
Bruxelles dichiara di aver esaminato attentamente i rilievi sollevati dalla Camera, entra nel merito delle questioni poste e risponde puntualmente alle osservazioni formulate. Soprattutto, afferma che il parere della Camera è stato trasmesso ai rappresentanti della Commissione europea impegnati nei negoziati e “andrà ad alimentare tali discussioni”.
Possiamo dirlo con soddisfazione: su un dossier decisivo per il futuro dell’Europa, l’Italia ha fatto sentire la propria voce e quella voce oggi pesa nel confronto europeo.
Nel nostro parere avevamo indicato una linea precisa: rafforzare la capacità dell’Europa di prevenire e contrastare le minacce cyber, certamente, ma senza trasformare il rafforzamento europeo in una compressione delle prerogative degli Stati membri in un settore che investe direttamente la sicurezza nazionale.
E proprio su questo Bruxelles fornisce chiarimenti particolarmente significativi.
Sul ruolo di ENISA nella gestione degli incidenti, la Commissione europea precisa che l’Agenzia deve svolgere una funzione di sostegno e che le sue attività non devono interferire con il ruolo primario degli organismi nazionali competenti, a partire dai CSIRT degli Stati membri.
Ancora più significativo è quanto affermato sulla sicurezza delle catene di approvvigionamento delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione. La Commissione ribadisce che resta impregiudicata la responsabilità degli Stati membri per la tutela della sicurezza nazionale e che rimane inalterata la loro facoltà di adottare misure a protezione della propria sicurezza, anche rispetto ai fornitori ad alto rischio.
È un principio fondamentale.
Perché oggi cybersicurezza significa molto più che proteggere computer e reti.
Significa difendere infrastrutture strategiche, telecomunicazioni, imprese, Pubblica amministrazione, dati dei cittadini e catene di approvvigionamento. Significa garantire la resilienza del sistema-Paese. Significa, in ultima analisi, sicurezza nazionale, autonomia strategica e sovranità.
E la risposta di Bruxelles non si ferma qui.
La Commissione entra nel merito delle questioni approfondite dalla XIV Commissione: il sistema europeo di certificazione della cybersicurezza, il rapporto tra ENISA e autorità nazionali, gli attacchi ransomware, le esercitazioni cyber, i costi dei sistemi di certificazione, i funzionari di collegamento tra gli Stati membri, i fornitori ad alto rischio, le reti mobili e le infrastrutture sensibili, fino alle modifiche alla direttiva NIS2.
Anche sulle piccole e medie imprese Bruxelles prende atto delle preoccupazioni espresse sull’impatto della disciplina e sulla proporzionalità degli obblighi, ribadendo l’impegno a snellire gli oneri normativi pur mantenendo un livello elevato di cybersicurezza.
Questo è il valore politico del lavoro svolto: non un’Italia che aspetta le decisioni di Bruxelles per poi applicarle, ma un’Italia che entra nel merito, propone, corregge, tutela le proprie prerogative e contribuisce alla formazione delle decisioni europee.
È la stessa impostazione che il Governo Meloni ha portato in Europa: difendere l’interesse nazionale non significa isolarsi dall’Europa, ma avere la forza e l’autorevolezza per incidere sulle sue scelte. Cooperare dove è necessario, costruire risposte comuni alle grandi sfide, ma senza rinunciare alle competenze e alle responsabilità fondamentali delle Nazioni.
Ed è particolarmente significativo che questo avvenga sulla cybersicurezza, uno dei terreni sui quali nei prossimi anni si misureranno sempre di più l’indipendenza, la capacità di difesa e la sovranità degli Stati.
L’Italia, dunque, non arriva a decisioni già prese: contribuisce a costruirle.
Il fatto che la Commissione europea abbia esaminato nel dettaglio i rilievi formulati dalla Camera e abbia trasmesso il nostro parere ai propri rappresentanti impegnati nei negoziati, precisando che esso alimenterà le discussioni, è un risultato politico e istituzionale che va valorizzato.
Su cybersicurezza, infrastrutture strategiche e sovranità tecnologica l’Italia sta facendo la propria parte da protagonista. E questa è l’Europa che vogliamo: un’Europa più sicura e più forte perché sono più sicure e più forti le Nazioni che la compongono”.
È quanto dichiara la deputata di Fratelli d’Italia Alessia Ambrosi.
Ultimo aggiornamento:
17/08/2026 13:10