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Martedì 20 ottobre 2026
Studio EWCS: nella realtà lavorativa grande divario tra donne e uomini
Il nuovo studio EWCS sulle condizioni lavorative nell'Euregio Tirolo-Alto Adige-Trentino, presentato il 19 ottobre a Innsbruck, mostra evidenti differenze tra gli orari di lavoro delle donne e degli uomini. Mentre gli uomini in Alto Adige spesso svolgono settimane lavorative molto lunghe, le donne lavorano molto più spesso a tempo parziale. Secondo l'assessora provinciale al Lavoro, Europa, Personale Magdalena Amhof, i risultati confermano l'importanza di un ambiente lavorativo favorevole alla famiglia e di una politica moderna di conciliazione tra vita professionale e vita privata.
“Lo studio conferma quanto emerge dalle nostre indagini sul mercato del lavoro in Alto Adige: la realtà lavorativa di donne e uomini continua a essere molto diversa”, commenta l’assessora Magdalena Amhof. Mentre, secondo lo studio, gli uomini svolgono con una frequenza superiore alla media orari di lavoro molto lunghi, molte donne riducono la propria attività lavorativa per potersi occupare dei figli e delle faccende familiari. Ben oltre la metà delle donne lavora meno di 35 ore alla settimana.
Secondo lo studio, la percentuale di coloro che lavorano dalle 35 alle 40 ore settimanali è pari al 43% (in Tirolo è del 40%, in Trentino del 61%). Il 58% delle donne occupate in Alto Adige lavora meno di 35 ore alla settimana. Di queste, il 35% lavora dalle 21 alle 34 ore settimanali (ovvero una donna occupata su tre), mentre il 23% lavora al massimo 20 ore.
In Alto Adige gli uomini lavorano spesso per un numero di ore superiore alla media
Allo stesso tempo, però, più di un uomo su cinque (21%) in Alto Adige lavora almeno 48 ore alla settimana; un ulteriore 12% lavora da 41 a 47 ore settimanali. Nello studio EWCS condotto in Alto Adige, questa tendenza verso orari di lavoro settimanali eccessivamente lunghi risulta essere più marcata rispetto alla media.
L’obiettivo è aumentare il tasso di occupazione femminile
“Se le donne non riescono a mettere a frutto il proprio potenziale a causa di condizioni quadro sfavorevoli, perdiamo preziose competenze che sono già presenti sul territorio.
Sostituirle con lavoratrici e lavoratori che occorre prima reclutare, far arrivare e collocare non è efficace – anche se il contributo delle lavoratrici e dei lavoratori provenienti da altri Paesi rimane indispensabile”, afferma Amhof.
"Le famiglie hanno bisogno di condizioni quadro che consentano ai genitori di condividere equamente, in uno spirito di collaborazione, i compiti lavorativi e familiari. Ne fanno parte offerte contrattuali vantaggiose, modelli lavorativi flessibili e una cultura d'impresa che concepisca la conciliabilità come una responsabilità collettiva", conferma Amhof sulla base dei dati.
Complessivamente l'Alto Adige detiene, entro i confini dell'Euregio, la più alta percentuale di lavoratori con le settimane lavorative più lunghe. Il 13% dei lavoratori lavora solitamente almeno 48 ore alla settimana. In Tirolo questa percentuale è del 10%, in Trentino del 9%.
Anche il numero di giorni lavorativi evidenzia un elevato carico di lavoro: il 15% dei lavoratori lavora sei giorni alla settimana, mentre un ulteriore 4% lavora addirittura sette giorni. Oltre un terzo delle persone intervistate (35%) lavora inoltre almeno una volta al mese per dieci ore o oltre in una sola giornata lavorativa. Il 21% ha dichiarato che, nel mese precedente al sondaggio, almeno una volta non ha rispettato il periodo di riposo obbligatorio di undici ore tra due giornate lavorative.
"Un buon lavoro non significa solo occupazione, ma anche salute, programmazione e tempo sufficiente da dedicare alla famiglia, alle relazioni sociali e al riposo. I risultati dimostrano quanto sia importante un equilibrio tra le esigenze lavorative e la vita privata", sottolinea l’assessora provinciale.
Lo studio indaga anche la discrepanza tra orario di lavoro effettivo e desiderato. Il 37% dei lavoratori in Alto Adige ridurrebbe volentieri il proprio carico di lavoro. Circa la metà (49%) desidera mantenere il proprio orario di lavoro attuale. Il 15%, invece, vorrebbe lavorare di più (un lavoratore a tempo parziale su quattro a livello di Euregio auspica un aumento del numero di ore).
"I risultati dimostrano che lavoratrici e lavoratori in diverse fasi della vita hanno anche esigenze diverse. I modelli di orario lavorativo devono quindi essere sufficientemente flessibili da tenere conto sia degli impegni familiari che delle opportunità di crescita professionale. È proprio qui che risiede una delle grandi sfide del mondo del lavoro di domani”, afferma Amhof.
Ultimo aggiornamento:
20/10/2026 21:30